Trouble in Paradise - Speciale Big E II: Il ritiro non è così lontano


by   |  LETTURE 2431
Trouble in Paradise - Speciale Big E II: Il ritiro non è così lontano

Bentornati allo speciale Trouble in Paradise dedicato a Big E. Preso dai dubbi sul suo futuro nel mondo del wrestling dopo l’infortunio al menisco, l’attuale campione di coppia si è sentito offeso dalla decisione della WWE di sostituirlo nel New Day con Kevin Owens, anche se il tutto era solo a scopi di storyline: “Ero in ospedale a letto, ero appena stato operato al menisco, accendo la TV sapendo di vedere Kofi e Xavier ma insieme a loro vedo Big O!

Vedo Kevin Owens recitare l’intro che io ho ideato e fare le mosse di coppia che mi caratterizzano. Capisco il motivo, perciò non posso fare altro che accettarlo e farmici una risata sopra, ma vedere qualcun altro fare il tuo lavoro al posto tuo è uno schiaffo morale.

Mi sono sentito mancare di rispetto. Ovviamente non era una vostra idea (di Kofi e Xavier ndr.) perciò non me la sono presa con voi. Ma in quella situazione, da solo in ospedale quando qualcuno dovrebbe essere vicino a te, so che lo show deve andare avanti anche senza di te ma inizi a pensare se a qualcuno importi veramente.

Ti puoi sentire molto solo in queste situazioni”. Questa situazione ha portato Big E a riflettere su tutti i suoi infortuni passati e a domandarsi quanto tempo abbia ancora a disposizione da spendere sul ring prima di un eventuale ritiro: “Molti di noi continuano a lavorare portandosi dietro dei fastidi fisici asfissianti, ma spesso mi trovo a pensare a come sarà la nostra vita a 45, 50, 55 anni, perché, sai, abbiamo a disposizione solo un corpo.

Conosco gli infortuni che ho subito sia nel wrestling che al di fuori: ho avuto problemi a entrambi i legamenti, mi sono rotto la torula del ginocchio destro, ho avuto un tendone lacerato, il menisco sinistro, il pettorale sinistro, ho un’ernia del disco nella parte bassa della schiena, ed ho vari altri piccoli dolori.

So che ne pagherò le spese tra 10, 15 anni, ne sono consapevole. È una delle mie paure più grandi: diventare un vecchietto zoppicante. Non voglio vivere in questo modo”. Nonostante queste considerazioni, Big E dice di capire coloro che decidono di non ascoltare il proprio corpo e continuano a lottare nonostante le proprie condizioni fisiche, perché il wrestling può portarti ad essere come dipendente da esso: “Ne abbiamo parlato diverse volte di come alcuni lottatori non riescano a lasciare il wrestling e ad andare avanti con le proprie vite.

Ora che sto diventando più vecchio, a 33 anni, riesco a vedere la fine della mia carriera da wrestler e non è così lontana, quindi capisco quel modo di pensare. Non ci sarà più nulla nella mia vita come salire su quel ring e divertirmi con i ragazzi mentre vedo persone su persone divertirsi e ridere per qualcosa che hai appena fatto.

Non c’è niente come questo e certe sensazioni provocano dipendenza. Questa è un’altra cosa che mi spaventa molto: riuscire ad andare oltre. Non so se sarò mai in grado di riuscirci in modo sano, senza tornare indietro e provare a risentire quelle sensazioni, perché sono fortissime”.

Le puntate precedenti:

  1. Speciale Big E I: L'infortunio e la depressione