Friday Night SmackDown - The Blueprint #150: la corsa all'oro di Jeddah

La conclusione dei tornei per eleggere King and Queen of the Ring sono in dirittura d'arrivo e c'è ancora tanto scompiglio

by Cristina Cerutti
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Friday Night SmackDown - The Blueprint #150: la corsa all'oro di Jeddah
© Youtube WWE / Fair Use

È stata una serata molto importante per il Blueprint, che con quella di sabato 18 maggio è arrivato ad un totale di 150 puntate! E come sempre non sono mancati gli argomenti di discussione. La live del sabato sera, orfana del suo host per antonomasia Alan Mack, ha visto spaziare tra gli argomenti più caldi di SmackDown.

King and Queen of the Ring: i tornei dell'incertezza

All'inizio sembrava molto più facile fare ipotesi e previsioni su come sarebbero potuti finire questi tornei, invece alla fine quasi nessuna delle idee esposte si è rivelata esatta in ottica di finali, quelle che si terranno sabato 25 maggio a Jeddah.

Si puntava molto su Tiffany Stratton o Jade Cargill, invece la finale per il roster di SmackDown se la giocheranno Bianca Belair e Nia Jax. Vista la qualificazione di Bianca Belair è giusto che non sia andata avanti Jade Cargill: in primis perché ne ha bisogno Jade Cargill, che non è ancora abbastanza solida da reggersi sulle sue gambe, e poi ne ha bisogno il titolo di coppia femminile.

Soprattutto ha avuto riscontri positivi anche l'avanzamento di Nia Jax, che finalmente sta facendo una run convincente. Per quanto concerne il torneo maschile, invece, sebbene qualcuno ritenga Gunther “intoccabile” sembra che l'idea più diffusa veda trionfare Tama Tonga e Jey Uso, anche per gettare le basi per la tanto ventilata civil war della Bloodline...

E chissà che questa eventualità non porti a un ritorno di Jimmy Uso.

Cody Rhodes: American “un po' più” Nightmare

Ne parliamo da settimane un po' in tutte le live dedicate: Cody Rhodes è amato, sì, ma il suo essere un face senza macchia e monodimensionale rischia, col tempo, di portare il pubblico a rigettarlo.

Vuoi perché la compagnia sta cercando di trasmettere una nuova idea del face: un po' più borderline, più incline a spingersi qualche passo più avanti, per raggiungere i suoi obiettivi. Quel pizzico di cattiveria necessaria alla sopravvivenza l'abbiamo vista nel corso della firma del contratto con Logan Paul, e finalmente questa firma ci ha schiarito le idee su cosa ci sarà effettivamente in palio, ovvero il solo titolo di Cody.

Ma riguardo a Cody è sorta una domanda: se non compie questi passi necessari per adeguarsi ai nuovi standard delle gimmick WWE reggerà l'impatto con il ritorno di un Roman Reigns sempre più acclamato dal pubblico che lo ha già consacrato a face?

Quale futuro per la Bloodline?

Ce lo chiediamo da molto tempo, ma se prima ci domandavamo se la Bloodline avrebbe retto alla sconfitta di Roman Reigns e conseguente perdita del titolo, ora ci chiediamo come intende andare avanti questa Bloodline totalmente nuova.

Tralasciamo la fin troppo facile ironia su Tama Tonga visto in modalità Muttley (se non sapete chi è... Niente, siete solo giovani) e concentriamoci sui fatti: Solo Sikoa è legittimato a fare il capo? Assolutamente sì.

È stato lo stesso Reigns a nominarlo suo successore, quindi ci sta in pieno. E i suoi sgherri hanno tutte le carte in regola per riportare in auge anche atleticamente parlando il concetto di Bloodline. La sola figura su cui regna la più fitta delle nebbie è Paul Heyman: da che parte sta il Wise Man? Cosa sceglierà per il suo futuro: cederà a colui che lo ha marchiato con un “I love you, Wise Man” per paura o si deciderà a comprare un telefono nuovo e a chiedere aiuto a Roman Reigns? Abbiamo parlato di tante cose...

Ma non vi possiamo anticipare tutto! Per saperne di più potete recuperare la live su Twitch o su Spreaker e Spotify in formato podcast.

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