WWE Raw - Big Red Machine: Troppi re per un solo trono

Siamo ai quarti di finale per King and Queen of the Ring, ma danno spettacolo anche i king non in lizza per il trofeo

by Cristina Cerutti
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WWE Raw - Big Red Machine: Troppi re per un solo trono
© Youtube WWE/Fair Use

Il Big Red Machine di questa settimana, così come Raw del resto, ha offerto molti spunti di discussione ed è stato crocevia di pareri non sempre concordi tra loro. Cinque opinionisti si sono confrontati sull'andamento dello show rosso e del torneo per eleggere King e Queen of the Ring e su quali potrebbero essere gli sviluppi da qui alla finale del 25 maggio a Gedda, Arabia Saudita.

Gli scenari per le finali dei due tornei sono diversi e tutti fondamentalmente validi. Partendo dalla finale maschile, Gunther resta uno dei più papabili per la vittoria del torneo... Ma l'affacciarsi di un certo Jey Uso che sta vivendo un momento eccezionale e per il quale si potrebbe profilare il primo scontro diretto con la nuova Bloodline, dato che uno dei papabili per rappresentare SmackDown nella finale è Tama Tonga (fermo restando che SmackDown deve ancora disputare i quarti di finale), stuzzica parecchio.

Sarebbe la soluzione ideale per valorizzare Jey Uso e per iniziare a ventilare una civil war delle diverse Bloodline, ma ciò non toglie che anche Gunther, eventualmente, sarebbe una scelta più che sensata: il titolo Intercontinentale era diventato una zavorra per lui, ed ora che se ne è liberato è tempo di iniziare ad allargare i propri orizzonti.

Vedere una semifinale Gunther contro Ilja Dragunov sarebbe stata un capolavoro, ma non mancheranno le occasioni... Sempre che, come sostiene qualcuno, i due non si alleino. Per quanto riguarda il torneo femminile, la confusione di idee non manca.

Il fatto che la divisione femminile, almeno a Raw, stia subendo una sorta di rivoluzione non facilita la chiarezza di pensiero: Iyo Sky è leggermente più quotata rispetto ad una Lyra Valkyria che, come abbiamo visto, è anche impegnata come “guardian angel” di Becky Lynch ed è anche fresca di Draft da NXT, quindi il rischio di bruciarsela dandole subito qualcosa di importante è alto.

Ma questa nuova era del roster femminile è davvero bella da vedere, e anche se non è stato inventato niente è chiaro come il sole che servisse qualcosa per sopperire alla mancanza di Rhea Ripley. Purtroppo occorre tempo per costruire uno star power che non c'è, e al momento l'atleta che più ne possiede è colei che porta la cintura sui fianchi, ma il tempo per creare qualcosa di diverso c'è, anche se non tanto (va da sé che l'idea di mesi e mesi di Liv Morgan campionessa non solletica quasi nessuno).

Tralasciando il torneo, prosegue l'odissea di Drew McIntyre che anche stavolta trova chi ribatte colpo su colpo al suo vittimismo e alla sua autocommiserazione: non CM Punk ma Damian Priest, il quale gli ricorda che tutto ciò di cui si sta lamentando è stato creato da lui stesso a WrestleMania.

Ma si è giunti ad un dunque molto interessante, e cioè che non appena lo scozzese sarà guarito del tutto potrà giocarsela in un match valido per il titolo... E con Clash at the Castle alle porte è un'opportunità da non sottovalutare.

Per Damian Priest, invece, si profilano altre novità all'orizzonte. La settimana scorsa abbiamo visto Dominik portare Carlito in orbita Judgment Day suscitando un certo fastidio nel World Heavyweight Champion che ancora non ha dimenticato che Carlito gli è costato il match contro Bad Bunny.

Questa settimana ha saputo conquistarsi un briciolo di fiducia aiutando Finn Balor e JD McDonagh ad accaparrarsi una title shot per i titoli di coppia... Ma quale sarà il vero ruolo di Carlito? È un semplice cane sciolto in cerca di un branco con cui sopravvivere o sarebbe meglio che Priest si guardasse le spalle? Dopo aver visto il Big Red Machine (qui sotto), diteci la vostra!

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