WWE Money In The Bank 2019: le pagelle


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WWE Money In The Bank 2019: le pagelle

Primo PPV dopo WrestleMania e dopo un confusissimo Superstar Shake-Up: sarà riuscita la WWE ad accontentare i fan dopo le moltissime critiche ricevute nelle ultime settimane? Women’s Money In The Bank Ladder Match:
L’idea era quella di aprire lo show con un match dinamico e caratteristico del PPV, ma il risultato non è stato dei migliori.

L’intera contesa mi è parsa molto meccanica, con spot non perfettamente eseguiti e con una scarsa continuità tra di essi. Già dalla vigilia eravamo consapevoli che le otto atlete coinvolte non fossero proprio quelle ideali per dare vita ad un buon match, ma mi aspettavo comunque qualcosa di più dopo l’ottimo Ladder Match femminile dello scorso anno.

La vittoria di Bayley ci sta se l’obiettivo è quello di rilanciarla, ma non mi sarei mai aspettato che quella valigetta sarebbe stata incassata all’interno della stessa serata.
Voto: 6

United States Championship: Rey Mysterio vs Samoa Joe:
L’attesa per questo incontro, costruito a mozzichi e bocconi, non era di certo alle stelle, ma sembrava certo che i due sarebbero stati sul ring per molto più tempo rispetto a WrestleMania.

Invece il match è stato molto simile a quello che abbiamo visto al Gradaddy Of Them All, con esito finale invertito. I vari rumors vorrebbero che la contesa sia stata terminata in fretta a causa dell’eccessiva perdita di sangue di Samoa Joe, e questo spiegherebbe molte decisioni che in quel momento ci hanno spiazzato.

D’altra parte, tralasciando il finale sporchissimo, la vittoria lampo di Rey Mysterio ci sta in chiave storyline, tant’è che il feud sta continuando ed il destino del titolo degli Stati Uniti verrà deciso questa settimana a Raw.
Voto: 5,5

Steel Cage: Shane McMahon vs The Miz:
“Come distruggere un babyface in sei settimane”.

Questo potrebbe essere il titolo di un libro che racconta la carriera di The Miz da WrestleMania in poi. Un nuovo eroe del pubblico, credibile e che aveva già zittito anche i più scettici è stato ufficialmente trasformato in un wrestler incredibilmente fesso e che rappresenta solo un piccolo ostacolo per il cattivone Shane McMahon.

Non che la sconfitta di Miz mi sorprenda, ma mi dispiace vedere del buon potenziale rovinato per caricare la storyline tra Shane e Roman Reigns. Il match di per sé non è stato nulla di memorabile ed il finale contribuisce a questa analisi negativa.

Spero che The Miz riesca a riprendersi e che intraprenda un nuovo feud contro chi un buon match è in grado di farlo.
Voto: 5

WWE Cruiserweight Championship: Tony Nese vs Ariya Daivari:
Apprezzo la volontà di inserire un match per il titolo dei pesi leggeri nella main card di un PPV, ma siamo sicuri che questo fosse il momento adatto? Tony Nese deve ancora trovare la sua dimensione in quanto a carisma e personaggio ed il suo regno titolato stenta a decollare; se in questo ci aggiungiamo Ariya Daivari, che tra i cruiserweight è forse quello che è stato da sempre il meno costruito, il risultato non può essere dei migliori.

Per carità, buona contesa, ma niente di indimenticabile. Il match, di fatto, non è riuscito a coinvolgere il pubblico, che era estremamente disinteressato, e non ha fornito nemmeno quei momenti da urlo che gente come Buddy Murphy o Ali era in grado di sfoderare.
Voto: 6,5

Raw Women’s Championship: Becky Lynch vs Lacey Evans:
Mi aspettavo una presentazione migliore per questo match, che era stato costruito come uno dei principali dell’evento.

Il lottato non è stato totalmente soddisfacente ma Lacey Evans ha dimostrato di poter competere contro un atleta del calibro di The Man; magari, con un po’ di tempo in più, anche la Sassy Southern Belle potrà creare dei match qualitativamente migliori.

Strano il finale, culminato in una vittoria pulita della Lynch su quella che è a tutti gli effetti una debuttante che si è comunque imposta come la principale heel di Raw; mi sarei aspettato una difesa titolata tramite roll-up.

La rivalità continua, peccato che Becky Lynch abbia già perso la sua aurea da campionessa indiscussa…
Voto: 6-

SmackDown Women’s Championship: Charlotte Flair vs Becky Lynch:
…perché il titolo femminile di SmackDown l’ha già perso contro Charlotte Flair nella sua prima difesa.

Sì, certo, la sconfitta è arrivata grazie all’assist di Lacey Evans, ma sono comunque irritato dal fatto che The Man non abbia portato a termine neanche una doppia difesa delle cinture. Un brutto finale per una storia che era stata uno dei focus di WrestleMania.

Il match è stato bruttino, con le due atlete che non hanno fatto vedere praticamente nulla, un vero peccato date le loro note abilità sul ring. Il segmento post-match con l’incasso di Bayley salva un po’ la situazione, con la WWE che ha cercato velocemente di portare aria fresca alla divisione femminile dello show blu, magari in un modo un po’ troppo affrettato.
Voto: 5,5

Roman Reigns vs Elias:
Più che un match, è stato un segmento con lo scopo di rafforzare la rivalità tra il Big Dog e la famiglia McMahon.

Forse la WWE ci ha visto giusto in questo caso, mettendo in scena il vero match solamente il giorno dopo a Raw, e risparmiando al pubblico la contesa in PPV, che sicuramente avrebbe raccolto pareri estremamente negativi. Ho quindi apprezzato l’idea che c’è stata dietro, meno l’esecuzione, visto che questo segmento non è riuscito nella grande impresa di coinvolgermi nella nuova rivalità di Roman Reigns.
Voto: 5

Universal Championship: Seth Rollins vs AJ Styles:
Questo match, invece, mi ha sorpreso positivamente.

Non pensavo che la contesa sarebbe stata così di buon livello: eravamo davanti a due delle migliori Superstar che la WWE ha da offrire, ma credevo che i due avrebbero lottato con il freno a mano tirato, riservandosi le loro migliori mosse per un palcoscenico più importante nel futuro.

Mi aspettavo anche un finale sporco o poco chiaro, come una squalifica, ed invece il match è stato lineare ed ha visto Seth Rollins uscire come unico vincitore. Una piacevolissima sorpresa che ha risollevato il mio interesse per lo show, che era notevolmente in fase calante.

Sarà interessante, ora, vedere cosa ha in mente la federazione per AJ Styles.
Voto: 8

WWE Championship: Kofi Kingston vs Kevin Owens:
Un’altra piacevole contesa che è servita anche per rinnalzare il prestigio del titolo WWE e per fortificare il regno di Kofi Kingston.

Devo dire che, fin’ora, il percorso di Kofi come campione non mi sta dispiacendo, anzi, sono piacevolmente soddisfatto; peccato che le sue storyline non si riescano a configurare come le più importanti nel roster di SmackDown al momento.

La rivalità con Kevin Owens è stata molto semplice ma per questo efficacie, ed è culminata in un match senza momenti o sorprese indimenticabili, ma che ricorderemo come uno dei momenti più alti di questo PPV.
Voto: 7,5

Men’s Money In The Bank Ladder Match:
Le sette Superstar coinvolte in questo incontro hanno dato spettacolo e sono riuscite a creare uno dei migliori Money In The Bank Ladder Match visti recentemente.

Ognuno ha avuto il suo ruolo ed il suo spazio per degli spot anche notevoli. Finn Bàlor, Ali e Ricochet hanno subito dei colpi non indifferenti, Andrade è stata la star del match ed anche Drew McIntyre, Randy Orton e Baron Corbin hanno svolto il proprio ruolo al meglio, risultando funzionali per la buona riuscita del match.

È stata una di quelle contese che vorrei che non finissero mai, solo per il gusto di continuare a scoprire cosa sono in grado di fare. Il finale ha forse un po’ sporcato il tutto, vuoi per la scelta del vincitore, vuoi per le modalità: tuttavia, la sensazione che ho avuto alla fine dello show non era un senso di insoddisfazione, ma più un’antipatia per ciò che avevo appena visto, una reazione che un buon heel dovrebbe sempre suscitare.
Voto: 8-

PPV:
Money In The Bank 2019 è stato un PPV iniziato in modo fiacco, continuato in modo anche peggiore, ma terminato ottimamente.

L’interesse nel continuare a guardare lo show è calato lentamente lungo la sua durata, ma gli ultimi tre match hanno letteralmente salvato lo show. Ci sono molti miglioramenti da fare, specialmente dal punto di vista dello storytelling e dell’inesistente continuità delle storyline, ma se la WWE decidesse di affidarsi a degli incontri come gli ultimi tre di questo PPV, il risultato non può che essere positivo.
Voto: 6+