WWE Survivor Series 2018: le pagelle


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WWE Survivor Series 2018: le pagelle

Survivor Series 2018 è ormai passato agli archivi e ci ha lasciato diversi spunti interessanti su cui discutere. Molti hanno trovato il PPV divertente, altri hanno trovato scellerate alcune scelte di booking. Valutiamo adesso tutti i match dell’ultimo Big 4 dell’anno, tenendo presente che il voto non tiene conto solamente della qualità dell’azione sul ring ma anche delle emozioni provate durante lo show e di quanto i match siano stati divertenti.

  • Kickoff match: Traditional Survivor Series Tag Team Elimination Match: Un lungo match per essere nel kickoff, molto più incerto di quanto mi aspettassi. La prima parte della contesa ha visto un’azione molto confusa e piena di imprecisioni, ma è decollato nel momento in cui gli unici tag team rimasti sul ring erano Bobby Roode & Chad Gable, The Revival, Usos e New Day: una piccola dimostrazione di quanto ci sia ancora del buono nella divisione di coppia, nonostante le storyline siano state piuttosto scarse negli ultimi mesi.

    Giusta vittoria di SmackDown, l’unica del PPV, che alla fine non è stata neanche presa in considerazione. Voto: 6+

  • Traditional Survivor Series Women’s Elimination Match: Un buon lavoro da parte di tutte le donne coinvolte in questo match, che però non è mai partito come avrebbe potuto.

    Buona l’idea di sostituire all’ultimo secondo Natalya e Ruby Riott con Sasha Banks e Bayley, finalmente trattate come dovrebbero durante la contesa. Molto intelligente la decisione di usare questo spot per costruire Nia Jax come prossima avversaria di Ronda Rousey, con i sonori fischi del pubblico che hanno aiutato nell’intera riuscita dell’angle.

    Tuttavia il Team SmackDown non ha aggiunto niente di interessante e l’azione sul ring è parsa limitata. Forse non il miglior modo di iniziare il PPV. Voto: 6

  • Seth Rollins vs Shinsuke Nakamura: Strana collocazione nella card per questo match, che ha sofferto tantissimo prima di ingranare.

    Le performance di Shinsuke Nakamura continuano a non convincere ed anche questo match è stata una parziale delusione. Vuoi anche che l’interesse per questo scontro era pari a zero per come era stato costruito, ossia con un Seth Rollins concentrato su tutt’altro.

    Il match è stato molto noioso nella prima parte ma si è risollevato sul finale, con degli ottimi 6-7 minuti finali, che mi danno un minimo di speranza per un match migliore nel caso che questi due atleti si riaffronteranno in futuro.

    Voto: 7-

  • AOP vs The Bar: Il PPV si è svolto pochi giorni fa ma già ho rimosso questo match. Seriamente. Non riesco a ricordare neanche un’azione che mi abbia colpito se non il finale, nel quale Drake Maverick se l’è fatta addosso dalla paura (letteralmente) nel momento in cui Big Show gli ha messo una mano sul collo.

    Tra l’altro, questo è ciò che ha distratto Sheamus e Cesaro permettendo agli AOP di vincere il match. Non che ci sia stato qualcosa di sbagliato o di brutto sul ring, ma non c’è stato nemmeno qualcosa di bello.

    Voto: 5

  • WWE Cruiserweight Championship: Buddy Murphy vs Mustafa Ali: Finalmente la categoria Cruiserweight si guadagna un match nella card principale di un PPV, e quali migliori rappresentati di Buddy Murphy e Mustafa Ali?! Un bel match, veloce e con sequenze ad alto livello di impatto.

    Si notava che al pubblico non importasse molto, ma la situazione è cambiata a mano a mano che i due davano spettacolo sul ring. Forse meritavano 5 minuti di tempo in più, ma è comunque un esperimento riuscito.

    Ho visto di meglio tra i due e la contesa è stata piena di spot già visti in passato, che chi guarda 205 Live sicuramente avrà riconosciuto, ma è giusto così se la sfida più grande era quella di portare interesse ad uno show troppo spesso sottovalutato.

    Voto: 7,5

  • Traditional Survivor Series Men’s Elimination Match: Un buon match ad eliminazione quest’anno, un grosso passo in avanti rispetto alla delusione dell’anno scorso.

    Con ancora due match da disputare, Raw chiude la battaglia tra brand in modo schiacciante, al limite del prevedibile; d’altronde, era palese che il Team Raw fosse anni luce più avanti. Nonostante Superstar come Samoa Joe e Finn Bàlor avrebbero meritato un trattamento diverso, ogni wrestler ha avuto il suo spazio e la sua dimensione, con Braun Strowman, Drew McIntyre e The Miz come assoluti protagonisti.

    Una contesa divertente, malgrado l’assenza di momenti ad alta tensione e di sorprese. Giusto chiudere qui la sfida tra Raw e SmackDown, perché gli ultimi match della card andavano oltre la storia della guerra tra brand.

    Voto: 7

  • Ronda Rousey vs Charlotte Flair: Da questo match in poi, lo show è decollato: lo scontro tra due delle massime esponenti della Women’s Evolution è stato ampiamente al di sopra delle aspettative.

    Ci avevano fatto credere che sarebbe stato un match di consolazione per l’infortunio di Becky Lynch, ed invece hanno probabilmente gettato le basi per il main event di WrestleMania 35 e per una delle storyline più coinvolgenti degli ultimi anni, e la reazione del pubblico, che ha inneggiato Charlotte dopo averla fischiata negli ultimi mesi, lo dimostra.

    La squalifica finale non rovina una contesa ottima, che ha aperto gli occhi a moltissime persone, ma anzi, ci fa immaginare cosa potranno fare queste due in futuro, quando daranno il 100%. Il post-match è stato qualcosa di un’intensità indescrivibile ed ha aiutato a rendere questo match memorabile.

    Voto: 8,5

  • Brock Lesnar vs Daniel Bryan: Sarà che il turn di Charlotte ha caricato la folla in modo assurdo, ma questo match ha saputo approfittare del momentum guadagnato dal match precedente per creare una contesa ancora migliore.

    La storia raccontata da Daniel Bryan e Brock Lesnar è stata pazzesca: un Daniel Bryan tutto nuovo, ancora da comprendere, che quando sale sul ring con The Beast subisce uno dei peggiori pestaggi mai visti in un ring, per poi riprendersi e sfruttare le sue nuove tattiche da heel per ribaltare la situazione in un comeback entusiasmante.

    Per quanto mi riguarda, conoscendo i problemi fisici di Bryan, ho tremato dopo aver visto come è caduto sui primi german suplex, ma è proprio questo che mi ha permesso di essere emotivamente coinvolto nell’incontro; ho anche creduto in una vittoria del WWE champion quando ha colpito Lesnar con la sua finisher per la seconda volta.

    Brock Lesnar rimane la bestia insormontabile ma il nuovo Daniel Bryan non è stato affatto danneggiato. Un capolavoro di storytelling ma anche di esecuzione. Voto: 9

PPV: Possiamo ideologicamente dividere il PPV in due parti: la prima decente ma senza alcuno spunto particolarmente interessante, la seconda, più o meno dal match dei cruiserweight in poi, eccellente da qualsiasi punto di vista.

Dopo un Crown Jewel orrendo, la WWE continua a mettere in scena dei PPV molto più interessanti di quelli visti quest’anno prima di SummerSlam. Peccato che, come abbiamo già visto a Raw e SmackDown, i risultati di questo show contino veramente poco per il continuo delle storyline, ma è stato dimostrato che anche con una costruzione debole e bizzarra si può mettere in scena un PPV soddisfacente per il wrestling lottato e buono per lo storytelling.

In più, è molto bello che gli ultimi match nella card siano quelli che rinnovano la voglia di vedere altri show di wrestling. Voto: 7,5