LE PAGELLE DI FASTLANE 2017


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LE PAGELLE DI FASTLANE 2017

Da 48 ore Fastlane è stato consegnato agli archivi e ha lasciato l’amaro in bocca a più di un fan. Non soltanto per l’epilogo, a dire poco controverso, ma anche per la card dell’evento intero, con segmenti da show settimanale e incontri al di sotto della sufficienza.

Entrando nel merito, proviamo a dare una valutazione ai singoli match, analizzando i più importanti dall’opener fino al main event. Sami Zayn vs Samoa Joe VOTO 6.5: Giusto promuovere la contesa tra i due ex campioni NXT come opener della serata.

Ampiamente sufficiente la prova dei due contendenti, penalizzati da un minutaggio non troppo generoso e da uno storytelling piuttosto debole. Molto bene Sami Zayn quando è chiamato a fare la parte dell’underdog, che gli calza a pennello.

Benissimo Joe nei panni del distruttore, con una finisher d’impatto e un repertorio vario e in linea con il personaggio che porta on screen. Sensato, infine, dare una vittoria al samoano, col canadese che ancora una volta funge da vittima sacrificale per l’exploit di qualcun altro.

Luke Gallows & Karl Anderson vs Big Cass & Enzo Amore VOTO 5.5: I match offerti dal New Day e Cesaro & Sheamus negli ultimi mesi avevano un pregio: erano entusiasmanti almeno nella fase del lottato. Sulla costruzione delle faide la WWE sembra avere accantonato da tempo la categoria tag team, che si regge su storie minori o talvolta inesistenti.

Finanche quel pregio è mancato allo scontro tra il Club ed Enzo e Cass, che hanno fallito il loro primo assalto ai titoli. Il match è stato insufficiente, soprattutto perché inserito nel contesto di un PPV, dove il livello dello spettacolo dovrebbe essere superiore rispetto agli show settimanali.

Il finale salvaguarda entrambi i team, ma manca la sostanza. Neville vs Jack Gallagher VOTO 7.5 Qui c’è tutto. Storytelling, lottato ed emozioni al cardiopalmo. C’è ancora qualche dettaglio da limare, ma i due britannici hanno lasciato intravedere incoraggianti miglioramenti nella categoria dei pesi leggeri, che con l’innesto di Austin Aries in vista di Wrestlemania può affermarsi definitivamente.

Gallagher ha sfoderato una prestazione importante per un giovane come lui e ha trovato subito un’alchimia impressionante con Neville, autenticamente esploso dopo un primo stint deprimente. Sasha Banks vs Nia Jax e Charlotte vs Bayley VOTO 5: I due match femminili hanno tanti punti in comune.

Principalmente, il fatto che le contendenti non hanno brillato, confermando il limite più evidente di questa categoria di fronte agli appuntamenti che contano. Lo scontro tra la Boss e la Jax è finito nell’unico modo possibile perché le due rivali non ne uscissero ridimensionate, ma il botch nel roll-up finale toglie al match la sufficienza altrimenti raggiungibile.

Il match titolato ha premiato Bayley, atleta ancora acerba nel quadrato e imprecisa nelle manovre che goffamente esegue. A Wrestlemania avremo molto probabilmente un fatal 4 way per il titolo: una ventata d’aria fresca per una categoria statica, che ha bisogno di invertire la rotta dopo una fase spumeggiante.

Roman Reigns vs Braun Strowman VOTO 6.5: Il mostro che cammina tra gli uomini osa dall’inizio alla fine del match, ma a essere premiata è la prestazione di Roman Reigns, che risponde sempre presente quando è chiamato in causa.

Il match è violento al punto giusto, diverte, ma il finale stona: perché privare Strowman della sua imbattibilità nel momento clou? Perché uno dei personaggi meglio costruiti dello show rosso rischia di arrivare a Wrestlemania senza una rivalità degna di nota? Sono tante le domande senza risposta, ma almeno l’incontro è stato godibile e ha innalzato ulteriormente lo status di un Reigns prossimo all’incontro con l’Undertaker sul palcoscenico più importante di tutti.

Kevin Owens vs Goldberg VOTO 0: Più che un match, è stato un angle. 26 secondi di un masochismo senza precedenti da parte della WWE, che in un solo colpo ha umiliato Kevin Owens e aumentato i dubbi sulla tenuta atletica di Goldberg, che esce da Fastlane come nuovo campione massimo di Raw.

L’intero segmento è stato svuotato del pathos che almeno alle Survivor Series si era percepito nello squash ai danni di Lesnar. Stavolta, invece, il nulla cosmico. Al livello di storyline, poi, le scelte stridono: perché Kevin Owens avrebbe tradito Jericho senza ottenere nulla in cambio da Triple H? Perché Jericho avrebbe dovuto costare il titolo a Owens, quando avrebbe potuto ottenerlo a Wrestlemania contro il Prizefighter? Insomma, sono state commesse tante sciocchezze in fila e il risultato è sotto gli occhi di tutti: Goldberg fischiato a Raw e subissato di cori di disapprovazione o peggio di disinteresse, per un campione che di legittimo ha ben poco.

E il main event di Wrestlemania dovrà avere un unico e indiscutibile vincitore, per salvare capra e cavoli: Brock Lesnar.