LE PAGELLE DI MONEY IN THE BANK 2016


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LE PAGELLE DI MONEY IN THE BANK 2016

Riproponiamo la rubrica inaugurata nel post Extreme Rules, in cui proveremo a dare dei giudizi (da 1 a 10) ai protagonisti dell'ultimo PPV targato WWE. Money in the Bank è stato consegnato agli archivi ed è dura dirsi insoddisfatti dello show messo in piedi dal team creativo, che ha stuzzicato persino i palati più fini.
L'attesa spasmodica per il match tra Cena e Styles ha portato a un match che tutto sommato non ha deluso, per quanto le critiche si sprechino all'indirizzo dei due contendenti, che hanno pagato per forza di cose il pegno del primo confronto ufficiale.

Promosso a pieni voti il main event e, soprattutto, il finale scoppiettante con l'incasso di Dean Ambrose, fresco di vittoria di un ladder match a cinque stelle. Ma, bando alle ciance, passiamo ai voti: Seth Rollins voto 10: Il migliore della notte di Las Vegas, tanto da oscurare il momento epico dell'incasso del fratellastro Dean.

Seth è tornato e lo ha fatto nel migliore dei modi: il pubblico ha tenuto il fiato sospeso, ma il ginocchio ha retto e si è rivista quella poesia nei movimenti di The Man.
La vittoria pulita ai danni di Roman Reigns, poi, è la ciliegina sulla torta e rappresenta una svolta per il personaggio pavido di Rollins: finalmente la WWE ha legittimamente assecondato i fan, restituendo loro un fenomeno assoluto sul ring e al microfono, che trova terreno fertile per scrollarsi di dosso l'immagine di codardo.
La Pedigree con cui ha rovesciato la Spear di Roman, poi, è l'essenza del wrestling che piace alla gente.
E l'appuntamento col titolo è soltanto rimandato.

Money in the Bank ladder match voto 9: Dal punto di vista delle spettacolo tecnico e pirotecnico, il match valido per la valigetta è stato il migliore della serata. I sei contendenti hanno dato vita a una serie di spot eccezionali, non risparmiandosi mai e mettendo spesso a repentaglio la propria incolumità.
Impossibile non premiare la generosità di Sami Zayn, che ha fatto la parte strategica dell'highflyer, e l'ha fatto tremendamente bene.

Lo stile virile e violento di Alberto Del Rio, in grandissimo spolvero, si è aggiunto all'esperienza impagabile di Jericho, sempre al posto giusto e al momento giusto. Menzione speciale per Cesaro e Owens, fenomeni del ring, e per Dean Ambrose, vincitore opportunista e intelligente.
Non si poteva chiedere di più a un match che, da solo, sarebbe valso il prezzo del biglietto.

Aj Styles voto 6.5: Ampiamente sufficiente la prestazione del Fenomenale, che si è espresso a intermittenza nel big match contro John Cena. L'ex TNA ha pagato evidentemente un leggero infortunio patito a inizio incontro e, da allora, ha faticato a eseguire alcune delle sue mosse acrobatiche a cui siamo abituati.
Sicuramente, il debutto in un match contro il leader della Cenation è un fattore da non trascurare: non è mai semplice trovare alchimia al primo confronto, eppure AJ ha attutito bene il colpo, non sfigurando mai di fronte al carismatico avversario.
Sbaglia chi fa risalire il minor numero di mosse spettacolari a una condizione deficitaria o addirittura a un passo falso del wrestler: il recente turn heel comporta per forza una sensibile modifica al repertorio di lotta e, sebbene i lavori siano ancora in corso, Styles sta dando prova di grande maturità, anche e soprattutto nel verso dell'intrattenimento.

John Cena voto 6.5: Analoga valutazione del suo rivale, per il leader della Cenation, che ha sfoderato una prestazione solida, lasciando intravedere anche qualche nuova manovra. Difficile chiedergli di più dal punto di vista atletico, dopo tutti i mesi di inattività.

Non sorprende, poi, la dedizione di Cena alla causa: tutti hanno potuto vedere la bravura del bostoniano nel condurre il match, soprattutto nelle fasi salienti.
Il suo personaggio sta trovando inoltre nuova verve, complice il sorprendente consenso del pubblico dal momento del suo ritorno.


Quando lui e Styles riusciranno a trovare la giusta intesa - e ci vorrà poco tempo - potremo assistere ai migliori match della storia recente. Roman Reigns voto 6: Rispetto ai confronti con AJ Styles, in cui doveva semplicemente accompagnare, per larghi tratti della contesa con Rollins ha dovuto condurre.

Ed è in questo ruolo che i limiti e i pregi di Roman si palesano: bene quando deve dare prova della propria forza, male quando è indotto a tenere il ritmo dell'avversario, che va decisamente a un'altra velocità.
Il fatto di dare credibilità a Seth, poi, ha umanizzato la figura dell'Ariete, che per una volta ha dovuto sacrificare il suo status da invincibile.

Roman promosso ma con riserva: serve tempo, ma è da aprile che il samoano mostra segni di maturazione e questo è un bene considerando il suo ruolo nella compagnia (che non sembra possa essere intaccato a lungo termine dalla recente squalifica).

Fatal 4 Way per i titoli di coppia voto 5.5: Divertente, a tratti coinvolgente, ma non sufficiente. La premessa è doverosa: una stipulazione simile, che prevede l'impiego di otto uomini, non è facilmente sostenibile.
Ma le macchie sono sparse nel match: i botch (errori) non sono mancati e qualche difficoltà di troppo nel rintracciare l'uomo legale ha reso la contesa leggermente confusionaria.
Discutibile anche il ruolo dei Vaudevillains e del The Club, capri espiatori degli spot dei 'face'

Scontata la vittoria del New Day, che non è mai sembrato in affanno né in procinto di perdere le cinture.
L'intento è di allungare il brodo fino a un PPV degno di chiudere il regno dei campioni, lasciando maturare nel frattempo gli altri tre tag team, ma sarebbe stata gradita una partecipazione più attiva dei rivali, che momentaneamente non hanno lo status di Big E e compagni.

Pubblico di Las Vegas voto 1: Non è l'istituto Luce che parla, ma il buon senso. Non è scritto da nessuna parte che un'intera arena debba assecondare i piani originari della storia, ma remarle contro senza un motivo valido no, non è giustificabile.
Fischiare Reigns è un diritto.

Farlo a priori, nonostante il buon Roman provi in tutti modi a stare bene nei suoi panni (scomodissimi), è segno di gravi falle culturali in fatto di sport e di spettacolo.
Chi fa lo spettacolo è il pubblico e se questo non partecipa nel modo giusto alla riuscita del racconto, questo si svuota di bellezza.

E il main event di Money in the Bank, salvato in extremis dalla vittoria di Rollins e dall'incasso di Dean, è la dimostrazione che il vaso sta traboccando e tutto a discapito del prodotto.