LE PAGELLE DI EXTREME RULES 2016


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LE PAGELLE DI EXTREME RULES 2016

Anche Extreme Rules è stato consegnato agli archivi e, come da tradizione, si è confermato come un PPV divertente. Merito delle stipulazioni speciali e della qualità complessiva del roster di cui la WWE odierna gode.

In questa nuova rubrica, che potrebbe seguire ogni PPV se gradita al lettore, l'intento sarà dare dei voti agli atleti protagonisti e non solo. Cesaro voto 7.5: lo Swiss Superman fa passi da gigante e il suo ruolo attivo all'interno del fatal four way valido per il titolo intercontinentale (mantenuto da Miz) lo dimostra.


Le qualità sul ring sono indiscutibili ma lo svizzero sta mostrando miglioramenti sensibili anche sul fronte intrattenimento: merito di una alchimia crescente col pubblico, che ha spontaneamente dato vita alla Cesaro Section, senza alcun tipo di spinta dall'alto.


Poco importa se se alla fine subisce lo schienamento.
Giusto che il suo push sia lineare ma credibile, senza eccessi.
Intanto, si prende il titolo morale del migliore della contesa a 4, a livello mark ma non solo.
Non sembra giusto premiare ulteriormente la sua prova, comunque macchiata dal risultato negativo e da qualche limite residuo palesato nell'approccio drammatico alla storia.

AJ Styles voto 8: L'avversario che tutti vorrebbero. AJ sembra nato per alzare lo status altrui, ma non soltanto jobbando allo sfidante di turno: l'ex TNA sarebbe in grado di sfoderare un match di qualità anche contro un big man, come potrebbe essere Kane o The Big Show.
Il main event contro Roman Reigns ha dato un assaggio delle qualità del Phenomenal One, capace di incrementare il bagaglio di credibilità di Roman e, al tempo stesso, tenendo saldo il proprio.
La sconfitta, maturata per un'ingenuità sul finale, non fa altro che creare hype attorno all'ascesa del lottatore, che prima o poi potrà tenere quel titolo alla propria vita.
Rispetto al ruolo avuto contro Y2J, nella faida con Reigns si è visto un AJ più determinato, a tratti spietato pur di raggiungere la vittoria.
Troppo presto per dargli un regno da campione: giusta la scelta della WWE di lavorare sul rapporto complesso con il Club, il gatto e la volpe per antonomasia.


Dall'arrivo dei due amici fino a oggi, AJ ha collezionato soltanto cocenti sconfitte, come l'ultima a Raw contro Kevin Owens.
Karl e Luke, ai quali presto potrebbe aggiungersi Balor, sono gli avversari giusti per raccontare al mondo chi è davvero AJ Styles, che paradossalmente esce incolume dalla striscia negativa.

Roman Reigns voto 8: L'uomo più discusso del momento sgomita e suda le proverbiali sette camicie pur di guadagnarsi il rispetto dei fan.
The Guy, come si è autoproclamato recentemente, va premiato per gli importanti indizi di crescita che sta seminando lungo la strada, da dopo Wrestlemania 32 fino a oggi.
Nel main event contro Styles, i limiti del lottatore samoano sono stati abilmente nascosti.

Merito di AJ, capace di esaltare i pregi dell'avversario, ma non solo: Reigns dimostra ancora una volta come sappia dare il meglio contro avversari agili e di piccola taglia, che possono verosimilmente mettere in risalto la forza bruta dell'ariete.
A parte i miglioramenti sul quadrato, figli di circostanze particolarmente favorevoli, ciò che stupisce è la dedizione con cui Roman si sta prendendo cura della sua immagine.
Mick Foley ha recentemente ammesso di aver detestato i sorrisi storti, di quando Roman era forzato coi fan come bravo ragazzo.

Allo stesso modo, la credibilità da kick-asser quando lo fanno imbestialire ha pochi pari. Questo riassume probabilmente il pensiero di molti.
Nella nuova veste di campione strafottente, a tratti compiaciuto della propria manifesta superiorità, Roman è spontaneo e questo dà l'idea che abbia imboccato la giusta strada.
L'unico neo, semmai, sono le gesta da Superman (tipo resistere a due Styles Clash), che non giovano a questa sua nuova versione e che si spera vengano meno col passare del tempo.

Asylum match voto 4: Un autentico scivolone della WWE, che manifesta l'impossibilità di far convivere l'estremo con la PG Era.
Da tempo non si assisteva a una stipulazione così brutta, ma soprattutto costruita in maniera tanto infantile.
Due lottatori chiusi dentro una gabbia, sopra la loro testa degli oggetti contundenti sospesi nel vuoto.

Gli ingredienti c'erano tutti, ma le scelte non sono state azzeccate: persino due maestri come Dean e Chris hanno faticato a "raccontare" un match lento e con pesanti buchi logici.
E' stata una brutta copia del match di WM 32 tra Dean e Brock, quando il Lunatic Fringe aveva promesso scintille e invece ha ignorato le armi che avrebbe dovuto usare per mettere ko la Bestia.
Nell'incontro che avrebbe dovuto mettere a confronto la follia dei due lottatori, gli stessi escono completamente ridimensionati dalla faida che, fortunatamente, è giunta al termine.

Kalisto voto 5: Quando si getta nella mischia un interprete acerbo e non all'altezza della sua parte, l'epilogo è già scritto. Quando la WWE ha deciso di mandare over Kalisto, peraltro ai danni di un Del Rio in grande spolvero, si poteva prevedere l'avventatezza della scelta.
Il folletto mascherato, brutta copia di Rey Mysterio, ha concluso nel peggiore dei modi il suo regno di campione degli Stati Uniti.
A Extreme Rules, contro Rusev, non ha mai dato l'impressione di reggere il confronto con l'avversario.

Quando è stato chiuso nella brutale Accolade, la sua debolezza è emersa come se fosse la sola caratteristica che possiede.
La colpa della sua involuzione non è soltanto da imputare al booking mai adeguato: Kalisto ha i suoi demeriti e adesso il percorso verso un nuovo push è pericolosamente in salita.