Undertaker e Mankind in coro: "Hell in Cell? Sfiorata la catastrofe"


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Undertaker e Mankind in coro: "Hell in Cell? Sfiorata la catastrofe"

Hell in a Cell riporta Undertaker vs Mankind per forza di cose alla mente: lo scontro tra i due personaggi interpretati da Mark Calaway e Mick Foley ancora adesso rappresenta l'esempio per antonomasia dell'incontro nell'infernale struttura d'acciaio, nonostante risalga all'ormai lontano 28 giugno 1998.

E la WWE ha deciso di intercettare telefonicamente i due leggendari lottatori per raccontare qualche retroscena sulla loro esperienza. "Mi sono rotto una caviglia, è capitato anche questo - ha esordito Foley -.

Ma quello era un momento troppo importante per il business, sapevi di dover fare quello che stavi per fare. Quindi non mi è rimasto che stringere i denti e farmi lanciare dal tetto di quella gabbia, costasse quel che costasse".

"Se devo essere onesto fino in fondo - ha aggiunto l'Hardcore Legend - in quei momenti non puoi che pensare che potresti non riuscire a fare quello che è stato deciso. Ma poi mi sono risposto di sì, e mi sono anche detto che a qualsiasi costo mi sarei dovuto rialzare.

Non importava come ma lo avrei fatto". Foley ha anche ammesso che la sua caduta dopo la Chokeslam è stata incredibilmente fortunata, perché sarebbe bastato qualche centimetro di differenza e sarebbe potuta finire in tragedia.

Undertaker (che per una volta non ha parlato con il suo proverbiale vocione da Becchino, ma con la sua naturale voce di ogni giorno) gli ha dato ragione e ha aggiunto: "Sono completamente d'accordo, anche analizzando il modo in cui è atterrato.

Sarebbe bastato solo qualche centimetro e sarebbe stata una vera catastrofe. Io semplicemente ho fatto un passo in più prima di effettuare la manovra, se non lo avessimo fatto saremmo precipitati malamente tutti e due.

Gli sarei caduto addosso con tutto il peso, senza avere la possibilità di attutire l'impatto in nessun modo. Cosa sarebbe successo? Ogni tanto ci penso e mi spavento sempre da morire". Ecco la testimonianza dei due grandi atleti nella versione integrale: