LEGENDS

Goldberg, 20 anni da wrestler: come ha cambiato la storia

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by Marco Enzo Venturini

Era una promessa non mantenuta del football americano, è diventato una leggenda di un mondo che non conosceva. Ecco come.

Goldberg compie vent'anni di wrestling. E, in una lunga intervista concessa alla WWE, non si nasconde: "Sono un uomo fortunato".

La cui carriera, lunga ma caratterizzata da un'eterna pausa, è tutta da raccontare. Chi è esattamente Bill Goldberg? William Scott Goldberg (questo il suo nome per esteso) è sulla bocca dell'America sin da quando era giovanissimo.

Ai tempi della Thomas Edison High School di Tulsa (Oklahoma), l'equivalente del nostro liceo, già la nazione parlava di lui come una delle future, grandi sensazioni sportive. Non nel wrestling però. E nemmeno nella lotta genericamente intesa: Goldberg sarebbe diventato un grandissimo giocatore di football americano.

E le promesse e premesse proseguirono anche negli anni universitari, caratterizzati da una lunga militanza nella squadra dell'Università della Georgia: dal 1985 al 1989. Poi qualcosa si ruppe. Un problema di marijuana, la negativa esperienza agli esordi con i Los Angeles Rams.

Quindi i primi squilli con gli Atlanta Falcons: 14 partite in NFL. Fino al 1994, quando appena 28enne deve già dire basta a causa di un grave strappo ai muscoli adduttori dell'anca. Tutto finito? Macché: quello fu di fatto l'inizio di una leggendaria carriera.

Del tutto inattesa, e in un mondo che l'ancora giovane William a malapena conosceva. Il 1996 l'anno della svolta: Goldberg decise di riciclarsi come lottatore professionista. Una sorta di soluzione paracadute per una serie di giocatori di football falliti, già prima di lui.

Dura potersi fare un nome, ma almeno c'è la possibilità di sbarcare il lunario. Come no... A lui si interessò la WCW: Dwayne Bruce il suo maestro, il WCW Powerplant la sua palestra. Che si trovava guarda caso ad Atlanta, in Georgia: il luogo dove i suoi sogni erano nati e si erano spezzati.

Per poi riformularsi in un modo tutto nuovo e completamente inatteso. Passarono i mesi e, dopo alcuni match di prova, giunse l'esordio in tv. Su quel palcoscenico che all'epoca rappresentava una vera macchina da guerra, oltre che una bomba pronta a scoppiare con una forza potenzialmente letale.

Non a caso si chiamava WCW Monday Nitro, era lo show principale della compagnia di Ted Turner e non era certo un caso che il suo nome - se pronunciato - suonava esattamente come Monday Night Raw. Goldberg salì per la prima volta su un ring di Nitro il 22 settembre 1997, praticamente vent'anni fa.

Quasi esatti. Hugh Murrus il suo avversario, atleta noto anche per essere stato il primo uomo a beccarsi un "WHAT?" da Steve Austin. Ovviamente in tutt'altra compagnia. In ogni caso, contro Morrus (Bill DeMott nella vita di ogni giorno), Goldberg mise in mostra un livello tecnico e atletico tutt'altro che trascurabile (a un certo punto si esibì anche in una capriola all'indietro completamente gratuita), soffrì un po' ma alla fine schiantò il suo avversario con quella che sarebbe poi diventata la sua patentata Jackhammer: Qualcuno vide delle grosse potenzialità in quell'atleta.

Enormi. Quel qualcuno si chiamava Eric Bischoff e già dal 1993 era Executive Vice President della federazione, che sotto la sua guida creativa arrivò a contendere il primato mondiale della WWF, addirittura arrivando brevemente a superare il colosso di Stamford.

Bischoff decise di prendere Goldberg e tramutarlo in una macchina infernale. Partì una striscia incredibile, solo recentemente eguagliata e superata da un lottatore (nello specifico una lottatrice, Asuka): 173 vittorie e nessuna sconfitta.

Il tutto in appena dieci mesi. E tra l'altro con un filo conduttore: ognuno degli avversari di Goldberg cadeva in cinque minuti o meno. Da qui la fama, crescente, di rullo compressore e la catchphrase destinata a entrare nell'immaginario di tutti: "Who's next?" Chi è il prossimo? Il primo titolo mondiale arrivò con una vera e propria icona del wrestling di ogni tempo: Hulk Hogan, all'epoca noto come Hollywood Hogan.

Solo il 27 dicembre 1998, a Starrcade, arrivò la prima sconfitta per mano di Kevin Nash. Nel 2002 una nuova fine di tutto: la WCW chiuse i battenti e Goldberg dovette di nuovo ripartire da zero, dopo sei anni e sole sei sconfitte in carriera (di cui tre contro Bret Hart).

Un anno in All Japan Pro Wrestling, quindi l'approdo in WWE. A soli 36 anni (un'età che nel wrestling permette ancora una lunga carriera) sembra poter iniziare un lungo e proficuo nuovo capitolo. Il 21 settembre 2003, ad Unforgiven, arrivò il primo titolo assoluto anche a Stamford.

Ma poi Da Man si schiantò contro l'egemonia di Triple H di quegli anni e iniziò contemporaneamente a discutere con la dirigenza per un problema di compensi. Proprio al 2004 risale la sua fama di uomo avaro e troppo legato al soldo, sta di fatto che i rapporti con la WWE si conclusero e a WrestleMania XX si bagnò l'addio in un tragico scontro con Brock Lesnar, con tutto il pubblico a inveire contro i due pesi massimi, già entrambi dichiaratamente ex lottatori.

Da allora per anni Goldberg rimase uno dei più fieri nemici della WWE. Come capitò (seppur per motivi molto diversi) ai vari Ultimate Warrior, Bret Hart, Bruno Sammartino e, ai giorni nostri, CM Punk. Nulla poteva far pensare a un riavvicinamento.

Che invece, 12 anni dopo, si è consumato. Prima solo grazie a un videogioco. Poi con un ultimo match. Che si è presto tramutato in un contratto di sei mesi. Ma date sei mesi a uno come Goldberg, e cosa vi aspettate che succeda? A 50 anni suonati, ecco un altro titolo assoluto: quello di campione universale WWE.

Perché se ti hanno costruito per dominare, non potrai fare altro che dominare. Anche vent'anni dopo. .

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