LEGENDS

D-Generati al potere: il ventesimo compleanno della DX

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by Marco Enzo Venturini

Era l'11 agosto 1997 e per la prima volta si videro i presupposti di un'alleanza che avrebbe cambiato la storia del wrestling: stava nascendo la D-Generation X.

Che cos'era il 1997 in casa WWF (come si chiamava all'epoca la WWE)? Un anno difficile. In WCW tutto filava a gonfie vele grazie all'esplosione della nWo, che poteva avvalersi di stelle assolute come Kevin Nash, Scott Hall e soprattutto Hulk Hogan.

In più c'erano Ric Flair, Randy Savage, Lex Luger, Curt Hennig, oltre che giovani lottatori in grande ascesa come Chris Benoit e Goldberg. La WWF aveva il fiato corto e un grande bisogno di novità. Che arrivarono in maniera piuttosto improvvisa e soprattutto con un fragore inatteso.

Che avrebbe cambiato per sempre la storia della disciplina. Erano lontani ormai i tempi del Madison Square Garden Incident, con la folla di New York che capì in una botta sola che i grandi rivali del ring si mettevano in realtà d'accordo dietro le quinte e nella vita reale erano grandi amici.

Metà dei lottatori di quel grande scandalo (per approfondire il quale potete leggere QUESTO LINK) erano nel frattempo emigrati proprio in WCW, e a Vince McMahon era rimasto in mano un cerino bagnato composto da Shawn Michaels, ex campione del mondo, e Hunter Hearst Helmsley, giovane lottatore dal fisico senza eguali che buone cose aveva fatto vedere sul ring nei panni dell'aristocratico con la puzza sotto il naso.

Ma che soprattutto nello spogliatoio aveva già mostrato tutte le sue incredibili doti di carismatico trascinatore. Insomma, arrivò il fatidico lunedì 11 agosto 1997, la notte di esattamente vent'anni fa.

Un'ennesima guerra del lunedì sera, in cui Raw is War propose nel proprio main event un incontro tra due dei pochi pezzi da novanta che il roster forniva. Si trattava di Mankind, una delle più riuscite caratterizzazioni di Mick Foley, e Shawn Michaels.

Un match strano, nel corso del quale a un certo punto fecero capolino a bordo ring l'amazzone Chyna e Hunter Hearst Helmsley. Con un aspetto diverso dal suo solito però: niente velluto, niente fiocchi di seta, niente lustrini.

Solo una maglietta bianca e un giubbotto di pelle. Hunter stava trasformandosi nell'Hunter che ben conosciamo anche noi, e che sul ring viene presentato semplicemente come Triple H. Non è tutto: nel corso del match intervenne Rick Rude, che colpì con una sedia in volto Mankind, agevolando così HBK.

Cosa stava succedendo? L'ennesima nuova storyline che prende vita, avranno pensato in molti. Non sapendo che questa, però, sarebbe stata una delle più apprezzate e longeve della storia del wrestling. Oltre che uno dei capisaldi della rinascita della WWF, che di lì ai successivi quattro anni avrebbe recuperato tutto lo svantaggio accumulato sulla WCW, fino a farla fallire e addirittura ad acquistarne i resti.

Era nata, nella più generale sordina, la D-Generation X: Ma cos'era, nel 1997, la DX? L'equivalente dello scoppio di una bomba atomica.

Il pubblico del wrestling mondiale e soprattutto americano era in pieno fermento. Chi conosce e mastica questa disciplina sa bene che ogni tanto si assiste a delle folate che non possono essere prese sottogamba. Il pubblico del wrestling è estremamente fidelizzato e, spesso, cresce insieme al prodotto.

Che deve andare di pari passo. Se una generazione di lottatori si rivolge soprattutto ai bambini, quella stessa generazione dev'essere in grado di rinnovarsi e rivolgersi a quegli stessi bambini nel momento in cui crescono e non vogliono abbandonare il prodotto a cui si sono affezionati.

Che però, se mantiene il taglio bambinesco, rischia di stufarli. Questa fu l'operazione della WWF nel 1997, per mano della DX (e di Stone Cold Steve Austin, a sua volta in rampa di lancio). Quello fu il periodo in cui la WWF capì che era l'ora di diventare adulta, di mettere da parte i colori vivaci e le gimmick stereotipate degli anni prima: i barbieri, i sergenti della marina, i Macho Man con le paillettes, i mostri muti e pelosi, gli allevatori di serpenti non funzionavano più.

Serviva gente che si vestisse come coloro che sedevano tra il pubblico, che parlassero pane al pane e vino al vino. Che si ribellassero alla vecchia, trita e imbalsamata autorità incarnata da Vince McMahon e Sgt. Slaughter (guarda caso, proprio uno di quei personaggi "superati").

Che fossero spiritosi, violenti, senza remore. E che sdoganassero ciò che nella televisione della puritana America non aveva mai trovato spazio. Lo humour nero, una certa comicità volgarotta e di pancia, donne poco vestite e decisamente discinte.

Una boccata di aria fresca, insomma.

La WWF si attirò un mare di critiche, fornendo uno spettacolo che addirittura divenne vietato ai minori di anni 14 (altro che programma per bambini).

E questo non fece altro che aumentarne il fascino per il pubblico. Proibiscimi una cosa, e io ne vorrò ancora e ancora, sempre di più. Specie se ciò che mi proibisci si autodefinisce ribelle e anti-establishment.

Nei mesi dopo tante cose cambiarono: nel gruppo entrarono X-Pac e i New Age Outlaws (Road Dogg e Billy Gunn), mentre uscì temporaneamente Shawn Michaels. Ma le faide contro Steve Austin e The Rock fecero crescere sempre più la popolarità di quel gruppo nato come fazione di cattivi, ma che riusciva ad essere così incredibilmente attraente per il pubblico.

Tanto bastò.

Il germe era stato instillato e il wrestling non sarebbe mai più tornato sui propri passi. Avrebbe sì cambiato altre volte faccia, ma senza poter mai più far finta che la DX non fosse passata. Come dimostrano le tante reunion avvenute negli anni successivi (in alcuni casi in maniera anche piuttosto stucchevole), la popolarità della DX non sarebbe mai davvero finita.

E ancora adesso è in corso. E se ci capita ogni tanto di vedere sul ring questo o quel lottatore che imita un avversario, che organizza un terribile scherzo davanti a decine di migliaia di spettatori o - più in generale - che "demolisce" la sacralità del quadrato buttando un po' tutto in caciara e facendoci fare una genuina risata, beh, se ci capita il merito è di quei ragazzoni che vent'anni fa diedero vita alla DX e decisero di cambiare il punto di vista del mondo sul wrestling.

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