Jim Ross: "Quel ragazzo non ha saputo sfruttare la sua amicizia con Undertaker"



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Jim Ross: "Quel ragazzo non ha saputo sfruttare la sua amicizia con Undertaker"

Nel corso dell’ultimo episodio del suo podcast ‘Grilling JR’, il leggendario Jim Ross si è concentrato sull’edizione 1996 del pay-per-view SummerSlam. Durante la conversazione, l’attuale commentatore di All Elite Wrestling ha ripercorso anche la carriera di Brian Adams in WWE.

Quest’ultimo ha lottato con il nome di ‘Crush’ nei suoi molteplici stint con la federazione di Stamford negli anni ’90. Adams si era trasferito dalla WCW con un gran carico di speranze, ma il suo percorso in WWE è finito per essere molto al di sotto delle aspettative.

Nella vita reale, era noto il suo rapporto molto stretto con l’iconico The Undertaker. Secondo il parere di JR, Brian avrebbe potuto sfruttare molto meglio la sua relazione privilegiata con il ‘Deadman’, la cui carriera è giunta al termine lo scorso anno alle Survivor Series.

Jim Ross sulla carriera di Brian Adams

“Sono sicuro che The Undertaker abbia avuto numerose conversazioni accese con Brian Adams, erano davvero ottimi amici e hanno viaggiato insieme per tantissimo tempo. Lo sapevano tutti che era entrato nelle grazie di Taker.

Se piaci ad una leggenda come lui, è improbabile che tu non riesca ad avere almeno una chance per metterti in mostra. Il problema è sempre stato Brian. Nessuno sapeva davvero quale fosse la formula corretta per sbloccare il suo cervello e indurlo ad esprimere a pieno il suo talento” – ha spiegato Ross.

Pur avendo sfoderato qualche ottima prestazione, Adams mancava soprattutto di continuità. “Beh, Vince McMahon e Undertaker gradivano molto il suo stile. Adams era esattamente il tipo di atleta che Vince cercava: era alto, possente, magro e molto atletico.

Faceva grande affidamento sulle sue capacità atletiche, quindi non era sempre facile gestirlo. Potete chiederlo anche a Bruce Prichard, con cui aveva un buonissimo rapporto. Non abbiamo mai trovato la combinazione ideale per portarlo al livello successivo.

Devo ammettere che è stato frustrante, perché aveva tutte le carte in regola per sfondare. Probabilmente era privo delle motivazioni per effettuare un ulteriore salto di qualità, almeno questa è l’idea che mi sono fatto” – ha analizzato Jim.