Show Stopper - WWE Clash Of Champions 2013: The best for business



by   |  LETTURE 803

Show Stopper - WWE Clash Of Champions 2013: The best for business

Mancano pochissimi giorni all’appuntamento con Clash Of Champions 2020, in programma domenica notte all’Amway Center di Orlando. L’evento, nonostante una certa importanza legata principalmente al nome, è sempre stato trattato come un PPV di transizione, con risultati scontati e incontri non bellissimi; ma, come accadde sette anni fa, non sempre i copioni sono stati rispettati.

Il 13 settembre 2013, alla Joe Louis Arena di Detroit, si svolse Night Of Champions, evento che nonostante ebbe una costruzione fiacca e uno scarso interesse, seppe sorprendere anche il fan più scettico. L’incontro di cartello fu sicuramente la sfida per il titolo WWE tra il campione Randy Orton e Daniel Bryan, con il primo diventato a tutti gli effetti il leader dell’Authority, fazione capitanata da Triple H.

Tutto iniziò a SummerSlam, quando The Viper incassò la valigetta e conquistò la cintura WWE grazie all’intervento di The Game che, al termine della sfida tra John Cena e lo Yes Man, attaccò quest’ultimo con il suo Pedigree, favorendo lo schienamento facile di Orton.

Nelle settimane successive, l’American Dragon chiese a gran voce una rivincita e la ottenne, nonostante i continui attacchi dell’Authority e dello Shield; in aiuto di Daniel arrivò inaspettatamente Big Show che, stufo ormai di essere trattato come un burattino, diede i primi segnali di ribellione.

Randy Orton Vs Daniel Bryan: tutto in 24 ore

La battaglia di Night Of Champions fu molto buona, con Orton che provò in tutti i modi a giocare sporco, mentre Bryan fu intenzionato a riprendersi quanto perso nello show più caldo dell’anno.

Nel finale, l’Apex Predator tentò di finire l’incontro con la sua classica RKO, ma lo Yes Man lo colpì con un calcione in faccio e lo stese con lo Yes Kick. L’arbitro Scott Amstrong contò molto veloce fino a tre e Daniel Bryan riconquistò il titolo WWE, tra la gioia del pubblico di Detroit.

Tuttavia, la gioia dell’American Dragon durò solo 24 ore; infatti, il conto piuttosto discutibile del direttore di gara non passò inosservato e l’Authority decise di rendere vacante la cintura. Bryan e Orton si affrontarono a Battleground, ma Big Show intervenne e l’incontro terminò in No Contest; successivamente, venne deciso che il titolo WWE dovette essere assegnato in un Hell In A Cell Match nell’omonimo PPV, con la Vipera che vinse grazie all’aiuto dell’arbitro speciale Shawn Michaels.

La battaglia tra l’Authority e Daniel Bryan andò avanti fino alla leggendaria notte di WrestleMania 30, quando la “Faccia da capra” sconfisse in un’unica sera Triple H, Batista e Randy Orton e diventò campione del mondo dei pesi massimi.