Avere un match per il WWE Universal Title? Basta poco: un anno di (strane) storyline



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Avere un match per il WWE Universal Title? Basta poco: un anno di (strane) storyline

"Cercate di capirmi, il problema non è chi sia stato l'ultimo, ma chi sarà il prossimo", "Sono io il prossimo". Questo il brevissimo segmento sulla base del quale, venerdì notte a SmackDown, è stata costruita la faida che condurrà al match che a WrestleMania 36 con in palio il titolo di Universal Champion. Poche, anzi pochissime parole che però sembrano rispettare un trend molto preciso: da un anno a questa parte le storyline per questo specifico titolo assoluto della WWE sembrano essere tutte così.

E con l'aiuto di Cain A Knight, che per 'Cageside Seats' da sempre si occupa di dati e statistiche legate alla WWE, abbiamo provato a ripercorrerle tutte, sin da quando Seth Rollins riuscì a battere per la prima volta Brock Lesnar dopo una storyline - quella sì - molto approfondita nonostante partisse da una certezza: la vittoria della precedente Royal Rumble. Ecco, quindi, come da quello si è arrivati a questo:



Rollins, divenuto campione, dovette difendere la sua cintura dall'assalto di Baron Corbin (non ancora King) e poi di AJ Styles (che si conquistò questo diritto vincendo un Triple Threat match contro Rey Mysterio e Samoa Joe, poi battendo Corbin: una sfida titolata, dunque, assolutamente "guadagnata" e "meritata" per il Phenomenal One.

Nel frattempo a Money in the Bank era Brock Lesnar a conquistare la valigetta, senza nemmeno essere iscritto al match e intervenendo direttamente nel corso della contesa senza alcuna spiegazione in merito. Quindi incassò la valigetta a Extreme Rules tornando campione ai danni dell'Architetto.

Restava da definire il suo successivo primo sfidante, che divenne ancora Seth Rollins. Non per una rivincita titolata, però, ma per aver vinto una Battle Royal a 10 uomini a Raw. Un pretesto forse un po' povero, ma comunque un match titolato anche in questo caso "meritato":



Lesnar dunque perse definitivamente il titolo a SummerSlam.

Seth Rollins tornò campione, con l'attesa di un nuovo sfidante: lo trovò in Braun Strowman, ma come? Il Monster Among Men, allora suo compagno di Tag Team, ottenne il diritto a sfidarlo semplicemente con uno sguardo molto intenso rivolto alla cintura. Quello che vedemmo a Raw nella puntata del 26 agosto:



Come sappiamo, il suo assalto alla cintura fallì. Così il rivale successivo del campione divenne The Fiend, con Bray Wyatt che se lo conquistò semplicemente informando il pubblico della Firefly FunHouse della sua sfida al futuro campione, ancora prima del match tra Rollins e Strowman. Avvenne a Raw il 2 settembre, e anche in questo caso lo sfidante divenne tale come un semplice dato di fatto:



La rincorsa di The Fiend è fin troppo nota, così come recente è la sfida di Goldberg, che in un'intervista via satellite confessò a Michael Cole di aver visto la Royal Rumble, di essersi divertito e di avere voglia di tornare a combattere. Magari proprio per il titolo di Universal Champion, non avendo mai avuto una rivincita per la sua sconfitta risalente al 2017. E a questo punto si collegò Wyatt dalla solita Firefly FunHouse, limitandosi ad accettare:



Insomma, sembra proprio che ultimamente basti avere voglia di competere per il titolo di Universal Champion per ottenere una sfida al campione, con lo schema piuttosto semplificato del "Ti sfido"-"Va bene". E da un team creativo di livello assoluto come quello di cui dispone la WWE, c'è da dire che sarebbe lecito aspettarsi qualcosina di un po' più approfondito...