Show Stopper - WWE Royal Rumble 2001: il terzo sigillo del Rattlesnake


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Show Stopper - WWE Royal Rumble 2001: il terzo sigillo del Rattlesnake

La Royal Rumble 2020 è ormai giunta alle porte; mancano poco più di 48 ore alla disputa del primo PPV dell’anno e che aprirà la Road To WrestleMania 36. I fan nutrono grande attesa verso l’evento, anche se le attenzioni maggiori sono tutte rivolte verso la classica rissa reale, dove i tifosi sperano di vivere momenti spettacolari e anche qualche gag comica che nella Rumble non guasta mai.

Un esempio perfetto di connubio tra divertimento, adrenalina e imprevedibilità è sicuramente la contesa a 30 uomini del 2001. Il 21 Gennaio 2001, nella cornice della New Orleans Arena, si svolse la quattordicesima edizione della Royal Rumble; tale evento, dopo la mezza delusione dell'anno precedente, si mostrò all’altezza del nome e venne considerato come uno dei PPV più belli dell’intera annata.

Da segnalare il buon incontro titolato tra Kurt Angle e Triple H, con il campione olimpico che riuscì a difendere il titolo WWF, e il Ladder Match valevole per la cintura intercontinentale, con Chris Jericho che conquistò la cintura ai danni di Chris Benoit.

Inoltre, la Rumble di quell’anno presentò una lista di partecipanti di altissimo livello e pronosticare un vincitore divenne impresa ardua, dato che vi furono almeno cinque favoriti sulla carta. I primi due ad inaugurare la rissa reale furono Bull Buchanan e Jeff Hardy, con quest’ultimo che verrà raggiunto dal fratello Matt.

Nonostante i due fossero compagni di team, entrambi si scontrarono eliminandosi a vicenda. La Rumble registrò il bizzarro segmento dell’attore comico Drew Carey che, entrato con il numero 5, decise di autoeliminarsi alla vista di Kane.

Con gli ingressi di Raven e Al Snow, la rissa reale sembrò diventare uno Sreet Fight Match, dato che il ring venne riempito di diversi oggetti con il solo scopo di indebolire uno dei papabili per la vittoria finale.

Il Big Red Monster però iniziò subito a dettare legge eliminando diversi lottatori, fino all’arrivo di The Rock; il vincitore dell’anno prima riuscì ancora nell’impresa di eliminare Big Show, esattamente come nell’ultima edizione; ma il gigante provò a vendicarsi e iniziò ad attaccare all’esterno del ring Rocky, facendolo schiantare contro il tavolo dei commentatori grazie alla sua Chokeslam.

Nel frattempo, l’opera di distruzione di Kane sembrò non aver fine e, assieme a The Undertaker, assistette con grande attesa l’arrivo di Stone Cold Steve Austin, entrato con il numero 27. Ma il Texas Rattlesnake venne aggredito violentemente da Triple H (futuro rivale a No Way Out), tanto che Austin entrò nel quadrato molti minuti dopo, ricoperto da una maschera di sangue.

L’ultimo ad entrare nella rissa fu Rikishi che, oltre ad aver eliminato il Phenom, subì il tradimento improvviso di The Rock e venne fatto fuori. Gli ultimi tre a restare furono Steve Austin, Kane e il People’s Champ.

Il Big Red Monster riuscì nella doppia impresa di eliminare Rocky e di ottenere il record di eliminazioni di una Rumble: undici (record poi battuto 13 anni dopo da Roman Reigns). Nonostante la vistosa ferita, Stone Cold riuscì ad eliminare il demone preferito di Satana grazie all’ausilio di una sedia d’acciaio e a vincere la Royal Rumble per la terza volta, diventando la superstar ad aver vinto il maggior numero di risse reali.

Steve Austin vinse una delle risse reali più pazze di sempre e guadagnò così il diritto di andare nel main event di WrestleMania 17, dove l’avversario iniziale doveva essere Kurt Angle. Ma a No Way Out 2001, il campione olimpico perse la cintura contro The Rock, con quest’ultimo divenne il nuovo campione WWF ed ebbe come primo sfidante allo Showcase of Immortals proprio il Rattlesnake, già grandi protagonisti nel main event dell’edizione numero 15.

Il secondo capitolo tra Stone Cold e Rocky, svoltasi nella grande cornice di Houston, terminò con uno degli epiloghi più scioccanti di sempre: l’alleanza tra i due nemici per natura ovvero Austin (idolo di casa) e Vince McMahon, con il primo che sconfisse The Rock e conquistò il titolo WWF, al termine di quella che viene ancora considerata la WrestleMania più bella di sempre.