Show Stopper - WWE Royal Rumble 2000: The Rock e la Rumble dimenticata


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Show Stopper - WWE Royal Rumble 2000: The Rock e la Rumble dimenticata

Mancano solo nove giorni al grande appuntamento con la Royal Rumble, uno degli eventi più iconici della federazione, che ha regalato battaglie storiche e anche delusioni cocenti. Ma vi sono state nel corso degli anni anche risse reali completamente dimenticate dal grande pubblico, che navigano nel limbo tra l'essere ricordata come una contesa buona e l'essere rigettata come una delle più orrende.

L'esempio più lampante è sicuramente la Royal Rumble del 2000, una contesa deludente ma che, a differenza di molte altre (1994 e 2015 su tutte), non può definirsi una delle peggiori di sempre. Svoltasi il 23 Gennaio nella splendida cornice del Madison Square Garden, il primo evento del nuovo millennio, che aveva presente lo slogan "The Road to WrestleMania Begins", partì con aspettative molto elevate, dettata anche da una card di tutto rispetto; basti pensare alla più che discreta sfida titolata tra Cactus Jack (alias Mick Foley) e il campione WWF Triple H.

Tuttavia, il grande hype per la rissa reale svanì quasi subito, a causa di una lista di partecipanti davvero mediocre e poco incisiva. I primi due ad inaugurare la battaglia furono D'Lo Brown e Grand Master Sexay (figlio di Jerry "The King" Lawler).

Il primo dominatore della scena fu Rikishi che, entrato con il numero 5, eliminò ben sette superstar tra cui il mastodontico Viscera, prima poi di essere sbattuto fuori da ben sei atleti. I nomi grossi, nonostante uno star power poco elevato, non mancarono, anche se disputarono un Rumble sotto le aspettative: basti pensare alla contesa incolore di Chris Jericho e a quella non proprio esaltante di Edge.

La Rumble del 2000, nonostante non venga mai accennata dal grande pubblico, ha comunque dato vita ad un momento storico: la prima partecipazione di una donna all'interno della rissa reale, ovvero Chyna, che riuscì nell'impresa di far fuori proprio Y2J, prima di essere eliminata pochi secondi dopo con una semplice spallata da Big Boss Man.

Dopo alcuni minuti di monotonia e di noia all'interno del ring, l'arena esplose letteralmente all'ingresso con il numero 24 di The Rock, che iniziò subito a diventare protagonista della battaglia e a vedersela con Kane e Big Show; da segnalare come il gigante eliminò Test, l'atleta che ha avuto la maggior durata nel corso dell'intera contesa.

Nel finale X-Pac, entrato per ultimo, eliminò a sorpresa il Big Red Monster ma venne scaraventato fuori da Big Show. Il mastodontico atleta se la vide con The Rock e lo mise seriamente in difficoltà, ma alla fine fu proprio Dwayne Johnson a trionfare grazie ad un colpo di magia, mandando il pubblico di New York letteralmente in visibilio, nonostante avessero assistito ad una Rumble mediocre.

Il samoano non solo prese il biglietto per andare a WrestleMania 2000, ma stabilì un piccolo record: infatti diventò la terza superstar a vincere la rissa con il numero 24. La Road to WrestleMania di Rocky lo vide protagonista nella faida interna della famiglia McMahon e divenne il pupillo di Vince; allo Showcase of Immortals se la dovette vedere con Big Show, Cactus Jack e il campione Triple H in un Fatal-4-Way Match a eliminazione.

Al termine di una delle edizioni di WrestleMania più strampalate di sempre, fu The Game a trionfare, approfittando anche dell’appoggio sia di Stephanie, sia del Chairman stesso, che tradì proprio il suo alfiere The Rock.

In questo modo il King Of Kings potè mantenere il titolo e diventò il primo heel della storia a vincere un main event di WrestleMania.