Hulk Hogan rivela tutto sulla famosa lite con Macho Man per Miss Elizabeth


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Hulk Hogan rivela tutto sulla famosa lite con Macho Man per Miss Elizabeth

Hulk Hogan è stato recentemente intervistato da Steve Austin in una lunga chiacchierata, durante la quale ha raccontato alcuni aneddoti e rimpianti della sua carriera, e anche una lite con "Macho Man" Randy Savage.

Hogan ha raccontato che quando non era famoso abitava in un minivan, finché il suo amico David Schutz lo invitò ad abitare con lui e Honky Tonky Man nel suo appartamento. Il leggendario lottatore ha anche raccontato che da ragazzo voleva essere un ragioniere contabile.

Ha detto che rimpiange molto di aver usato per anni l'Atomic Leg Drop come mossa finale, e ha detto che avrebbe preferito usare una Sleeper. Ha detto che preferiva di gran lunga lottare in Giappone, perché gli permettevano di incassare i colpi di schiena e che non doveva essere obbligato a ripassare i match per ore e ore.

L'Hulkster ha inoltre raccontato di una furiosa lite avuta con Randy Savage. Eccola di seguito: "Quando lo conobbi pensavo che era il migliore in tutto. L'unica volta in cui litigammo è stato a Parigi, una sera.

Elizabeth (la moglie di Savage, proprio la celeberrima Miss Elizabeth) era la mia manager e una volta salimmo sul ring nella città francese. Non c'erano i gradoni per salire, lei pesava 45 o 50 chili al massimo, quindi allungai la mano oltre la corda e la afferrai sotto le ascelle e in questo modo la misi sul ring.

Lui si arrabbiò, perché diceva che le avevo toccato il seno, mi chiuse in una Side Headlock e iniziò a stringere. Io gli dissi che se non la smetteva di stringere gli avrei rotto la testa, era davvero furioso con me.

Il match fu orribile. Poi ritornammo dentro gli spogliatoi e gli dissi che avremmo dovuto parlare, ma prima chiusi la porta sbattendola: mi rimase in mano con i cardini strappati. A quel punto andammo in un'altra stanza, lui mi chiese scusa e io dal canto mio gli risposi che non avrei dovuta toccare Elizabeth in un modo così inappropriato, ma giustificandomi dicendo che non c'erano i gradoni. Io ancora credo che fu il fatto della porta che calmò i nostri animi, la situazione era appesa ad un filo"