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Non si scherza con il fuoco: quando la WWE fa boom

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by Marco Enzo Venturini

Tante esplosioni, non tutte volute, hanno caratterizzato la storia della federazione.

La WWE è una compagnia che fa sport spettacolo. E spesso lo spettacolo prende il sopravvento. Non sempre, però, nei modi in cui era stato previsto.

I fuochi artificiali, e in certi casi le esplosioni, sono parte integrante di questo spettacolo.

E ce ne sono state diverse che hanno segnato la storia del pro-wrestling moderno, non tutte però previste a tavolino.

La stessa WWE le ha riassunte in un video, in cui compaiono episodi spettacolari ma pianificati (dalla sigla dell'Undertaker che prende fuoco, a John Cena lanciato da Big Show in un enorme faro fino alla "morte" di Vince McMahon causa esplosione della sua limousine, poi "cancellata" dalla morte - vera - di Chris Benoit), e anche qualche incidente di percorso potenzialmente molto grave, come quando i pyroes dell'ingresso sul ring di Jeff Hardy esplosero addosso all'allora campione WWE travolgendolo:



Certo, in qualche caso è avvenuto anche il contrario.

Come quando i fuochi di Kane ai quattro lati del ring non vollero proprio saperne di accendersi. E non certo apposta (imperdibile e gustosissimo lo scambio di sguardi con The Big Show). Ma in questo caso niente pericoli, solo qualche sonora risata:

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