Eddie Kingston parla di salute mentale e del suo primo contratto con la AEW



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Eddie Kingston parla di salute mentale e del suo primo contratto con la AEW

Durante "Battleground Podcast", la Superstar AEW Eddie Kingston ha parlato del suo primo contratto con la federazione di Tony Khan e dei disturbi mentali che bersagliano diverse persone.

Eddie Kingston: "Ho pianto a dirotto su quel contratto con la AEW"

Sul suo primo contratto con la AEW la superstar ha detto: "Mi sentivo strano ma è stato un momento emozionante.

Ricordo di aver pianto a dirotto su quel contratto. Mi ero seduto e ho pensato 'Me lo merito tutto questo?' Perché ho amici, non molti, ma ho alcuni amici che non hanno avuto la possibilità di guadagnare questi soldi come l'ho avuta io.

Ho avuto un po' di rimorso, credo sia la parola giusta. Mi merito questo contratto? Merito l'amore che sto ricevendo da tutti?". Sulla faida con i 2Point0 che ormai va avanti da qualche settimana e sull'intromissione di Jericho in essa, ha poi dichiarato: “Ho ancora diverse cose da chiarire con i 2Point0 e Daniel Garcia.

Ma Chris Jericho ha voluto ficcare il naso nella nostra questione. Adoro Santana e Ortiz, li conosco da tempo ma non mi piace che siano con Jericho. Loro lo sanno e nonostante ciò Chris Jericho sta cercando di aiutarli.

Hanno dovuto passare il tempo a coprirgli le spalle. Senza Jericho, Santana e Ortiz avrebbero già vinto le cinture di coppia. Ora non deve ficcare il naso in questo discorso che non lo riguarda. Non ho bisogno di aiuto. Aiuti i suoi ragazzi a conquistare un opportunità titolata piuttosto ma non noi”.

L'importanza di prendersi cura di se stessi

Poi si è voluto concentrare anche su una tematica abbastanza importante: "Combatto ogni giorno per migliorare la mia salute mentale e sono davvero aperto su questo tema perché non mi interessa nulla degli altri.

Solo Dio può giudicarmi, quindi non mi interessa cosa dicono tutte le altre persone. Abbiamo perso alcune persone perché abbiamo sbagliato il nostro comportamento. Ho perso molti amici a causa dell’abuso di droghe perché non stavano bene con loro stessi.

Un paio di miei amici si sono suicidati perché pensavano di essere soli. Non abbiamo mai riferito i nostri problemi ad un booker o un promoter. Non gli confidavamo mai. Noi ci presentavamo lì con una caviglia rotta perché avevamo paura di perdere il nostro posto di lavoro. Ora mi sento molto bene dato che abbiamo un team che ci supporta”.