AEW: Big Swole risponde a Tony Khan dopo la polemica



by   |  LETTURE 848

AEW: Big Swole risponde a Tony Khan dopo la polemica

Il 30 novembre la lottatrice Big Swole ha lasciato la All Elite Wrestling comunicando ai fans di aver deciso, di comune accordo con la compagnia, di non rinnovare più il suo contratto che ormai era scaduto.

Il primo gennaio poi, ci siamo tutti svegliati con un suo intervento nel Call In Show, un podcast che ormai è diventato celebre proprio grazie alle parole che l’atleta ha riservato alla compagnia di Tony Khan, che si era anche offeso.

La risposta di Swole a Khan

Nell’ultima puntata del Call In Show, Swole ha risposto alla risposta di Tony Khan alle sue parole: "Quando ho letto il tweet di TK, non è stato necessariamente inviato a me, ma ho ricevuto un messaggio di testo che diceva, 'Non rispondergli non ne vale la pena’. A quel tempo, ero già un po' stordita perché stava per iniziare l'anno nuovo. L’ho guardato e ho pensato: 'Wow, questo è tanta roba.’ Era molto da elaborare per leggere tra le righe. Poi ho visto tutto il clamore su di esso e il mio primo istinto era.... 'Ughh,' […] Non riuscivo a crederci. Sono passata da quello alla delusione.”

Poi la wrestler ha continuando dicendo che appunto è delusa perché da una persona come Tony Khan non si aspettava una risposta così negativa e ha aggiunto: "Sono una persona. Sono una persona che, nel mio colloquio di uscita, hai elogiato. Mi hai elogiata per i miei ruoli di leadership nella divisione e per quello che ho fatto per aiutare e per come i miei match siano stati belli e grandiosi e quanto ‘ci piacerebbe riaverti.’ […] Ero davvero delusa ed imbarazzata per le persone che sono lì. Non riuscivo a crederci.

Hai almeno ascoltato il podcast? Ovviamente no perché è completamente uscito dai binari. […] Per rispondere alla domanda di tutti. No, non ci sono state scuse. Non ci sono stati contatti o altro e non credo che ci saranno. Sento come se lui si sentisse di non aver detto nulla di sbagliato. Affatto. Forse sentiva di dover mandare i performer la fuori con i loro tweet cercando di negare la mia esperienza personale con la loro esperienza, perché è esattamente quello che è perché sto condividendo la mia, poi te ne esci fuori per condividere la tua in un modo da attaccarmi nel bel mezzo della cosa. […]”

Perché ha usato la parola “diversità”?

Sull’uso della parola diversità invece ha spiegato che non l’ha usata come le persone l’hanno interpretata: "So che quando quelle parole chiave 'diversità' e 'rappresentazione' vengono fuori, le cose diventano un po' traballanti. La gente inizia a contare i neri, le persone di colore. Non si tratta di numeri. Se davvero ascoltaste l'episodio vero e proprio, il podcast, sapreste che, se parlo di diversità, ovviamente vedo le persone intorno a me. 

Non sono cieca. Non sono daltonica. Conosco le persone che ci lavorano. Ho lavorato lì. Devi dedurre quando stai ascoltando qualcuno. Dovete sapere 'oh, naturalmente non sta parlando dei numeri perché li vede. Di che cosa sta parlando?’ È come se non ci fosse comprensione quando le persone ascoltano. Stai solo sentendo.”

Ha concluso dicendo che quando una persona parla non deve essere ascoltata superficialmente, ma ci deve essere un ascolto profondo e di comprensione, anche di cose dette tra le righe e ha aggiunto: “[…] Voler più diversità e rappresentazione, una rappresentazione solida, non è sbagliato e non nega nulla di ciò che stanno già facendo. Sono abbastanza sicura che ci sono persone che desiderano di più. Il tuo lavoro è grandioso, vieni pagato bene, ma vuoi di più. Per non dire che quello che sta succedendo non sia già fantastico, è solo che stai vedendo ciò di cui c’è bisogno e lo stai domandando. Non è un crimine farlo.”