CM Punk e il debutto in AEW: "Ecco perché ho deciso di tornare, e farlo qui"



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CM Punk e il debutto in AEW: "Ecco perché ho deciso di tornare, e farlo qui"

Un ritorno atteso da un autentico esercito di fan, e che ha avuto luogo in quel di AEW All Out. Lo ha concretizzato CM Punk, che pure per anni e anni sembrava destinato a non mettere più piede su un ring di wrestling. Ma perché lo Straight Edge di Chicago alla fine si è convinto? Una spiegazione è arrivata da lui stesso, che prima del grande evento ha rilasciato una lunga intervista al podcast 'WFAN’s Moose & Maggie' affrontando anche la fatidica questione.

"Beh, ci sono una marea di ragioni. Ci sono svariati buoni motivi per tornare - ha dichiarato Punk -. Ma se analizziamo il panorama delle cose quando me ne sono andato, a quell'epoca non c'era la AEW. Molte persone pensano che probabilmente sarei andato direttamente lì. Non so quanto sia vero, ma ho visto che grande salto hanno fatto da quando sono comparsi due anni fa e quanto sia cresciuta questa azienda, con TNT saldamente dietro di loro. Ci sono molte cose che devono andare per il verso giusto per essere un'organizzazione globale di wrestling professionale. Hai bisogno di una buona TV, ma hai anche bisogno di dirigenti che credono nel prodotto, altrimenti sei legato al collo".

Quella tragedia che ha convinto definitivamente CM Punk

Una crescita costante, che per CM Punk ha rappresentato una vera e propria ispirazione: "Quindi, per due anni mi sono limitato a osservare e analizzare come si sviluppavano le cose. E mi sono reso conto che questo posto è forse tutto ciò che ho sempre voluto nel wrestling professionistico. In realtà, la domanda è diventata: 'Perché non dovrei andarci adesso?'. Molte storie sui rapporti che c'erano nello spogliatoio erano strepitose. Qui si mantiene il segreto quando c'è un segreto da mantenere. Pensate a quando abbiamo perso Brodie Lee lo scorso dicembre. Quello è stato un colpo pesantissimo per me".

"Ci sono un sacco di pettegolezzi, tutti vogliono sapere come si fa un prodotto che funziona. Non è diverso dall'NBA, dalla NFL. Il dietro le quinte è il pepe che i fan vogliono vedere. E si sono scatenati su questa storia di un povero ragazzo che si è ammalato, che stava in ospedale. Il tutto perché sua moglie aveva chiesto di tenere nascosta la sua malattia. E lo hanno tenuto nascosto. Io ho pensato che fosse qualcosa di davvero encomiabile. Si è trattato di onore allo stato puro, ed era qualcosa che mi era vicino e caro perché Brodie era mio amico. In quel momento ho capito che questa è una vera famiglia", ha concluso CM Punk.