"La Formula 1 non è la WWE": da Toto Wolff il solito (evitabile) attacco al wrestling



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"La Formula 1 non è la WWE": da Toto Wolff il solito (evitabile) attacco al wrestling

La domenica dello sport è stata dominata dai motori, con una concentrazione del mondo intero su quanto avveniva in Italia: la MotoGP ha infatti corso sul circuito di Misano, la Formula 1 su quello del Mugello. E il circuito toscano ha vissuto una gara estremamente palpitante, anche se dominata come molto spesso avviene dalle Mercedes. Eppure il weekend motoristico ha presentato anche un riferimento al wrestling e nello specifico alla WWE. Tanto per cambiare, con toni denigratori.

A sganciare la bomba è stato Toto Wolff, Team Principal proprio della Mercedes. E diverse ore prima della vittoria di Lewis Hamilton davanti al compagno Valtteri Bottas, il responsabile del team campione del mondo ha rifiutato una proposta della federazione, e nel volerla definire ridicola ha usato un metro di paragone che certamente ha fatto storcere il naso ai fan del wrestling: "La Formula 1 non è la WWE".

Il perché del "paragone" tra wrestling e WWE

Il commento nasce dall'idea (per ora semplicemente abbozzata) che dal 2021 in Formula 1 ci sia anche una veloce gara al sabato, in cui i primi dieci partano a posizioni invertite rispetto alla qualifica. Un modo per scompaginare le carte in uno sport che negli ultimi anni ha regalato poche sorprese e che invece ha vissuto una domenica di grandi emozioni a Monza, quando per diverse circostanze si erano appunto rimescolate le posizioni.

"Non penso che dovremmo predeterminare risultati strani, magari su circuiti in cui fare sorpassi è quasi impossibile, solo perché pensiamo che l'ordine gerarchico potrebbe essere diverso. Questo è uno sport meritocratico, in cui a vincere sono l'uomo migliore e la macchina migliore. Non è la WWE, dove il risultato è completamente casuale", ha tuonato Toto Wolff.

"Se poi vogliamo fare le cose casuali, allora rendiamolo uno show. Ma penso che il DNA della Formula 1 la renda uno sport, e solo dopo una piattaforma di intrattenimento. Non è uno show, non è un reality show e non è il Grande Fratello. In più non credo sia quella la direzione che dobbiamo prendere", la sua conclusione.

Un discorso chiaro e cristallino, di per sé. Peccato che ancora una volta sia arrivato nei confronti della WWE e del wrestling l'ennesimo attacco, peraltro tranquillamente evitabile nel quadro generale del discorso.