Spaghetti Wrestling - il Giappone scopre l'italiano Akira: impresa sfiorata


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Spaghetti Wrestling - il Giappone scopre l'italiano Akira: impresa sfiorata

Sul ring si fa chiamare Akira, ma attenzione: non è un semplice nome d'arte. Leggendo attentamente la sua carta d'identità si scoprirà infatti che il suo reale nome per esteso è Francesco Akira Begnini, un omaggio familiare alla terra del Sol Levante tanto cara alla madre (tanto che i fratelli come secondo nome hanno Koichi e Yutaka).

Chiaro sintomo del fatto che nel futuro di Akira non potesse che esserci il Giappone, una delle culle mondiali del wrestling, anche se da quelle parti preferiscono chiamarlo puroresu. E proprio il Giappone si è in queste ore innamorato del giovane Akira, un forestiero che si è presentato a casa loro con uno dei loro nomi di battaglia: un po' come se da noi, terra del calcio, spuntasse un giovane giapponese pieno di speranze che i genitori hanno chiamato Francesco, o Roberto.

Ebbene, Akira sta vivendo il suo sogno: quello di diventare un wrestler. Un sogno nato a Urgnano, paese in provincia di Bergamo dove le colline del capoluogo lasciano spazio alla pianura sconfinata, e che termina solo in prossimità dell'inizio degli Appennini.

Un altro mondo. Un sogno proseguito in un altro centro della bassa bergamasca, Chiuduno, dove sedicenne disputò il suo primo match. Da quel giorno la ICW, poi l'incontro con il leggendario Tajiri (noto ai fan della WWE, venerato in oriente), la proposta di fare uno stage in AJPW per due mesi, la partenza per il Giappone.

Quasi un anno è passato, e Akira in Giappone ci è rimasto. Fino a vivere la notte più importante della sua ancora giovane carriera: Excite Series 2020, grande evento organizzato dalla All Japan Pro Wrestling nella prestigiosa Korakuen Hall di Tokyo, tra i vari match in cartello c'è anche quello in cui il World Junior Heavyweight Champion, il veterano Susumu Yokosuka, mette in palio la sua cintura.

E lo sfidante è proprio lui AKIRA (sì, scritto tutto maiuscolo), il bergamasco chiamato come un giapponese andato in Giappone per farsi un nome. Ma per davvero. Il sogno per ora si ferma qui: AKIRA non è riuscito a diventare il primo italiano a laurearsi campione in Giappone.

Ma ha costretto il suo avversario a un'epica battaglia durata quasi 12 minuti, e la sensazione è che il suo momento sia pronto ad arrivare: decisiva la Yokosuka Cutter, sarà per un'altra volta. Ma per un ragazzo che in Giappone doveva restarci solo un paio di mesi per capire come si fa, è chiaro che non sia finita qui.

E lo testimonia anche il suo post entusiastico su Instagram, il post di un giovane italiano che amava il wrestling ed è riuscito a farne un lavoro, a migliaia e migliaia di km di distanza da dove era partito. E, statene certi, di strada ne farà ancora molta: