Jon Moxley: "Se proponessi in WWE i miei segmenti della AEW? Andrebbe così"


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Jon Moxley: "Se proponessi in WWE i miei segmenti della AEW? Andrebbe così"

Jon Moxley torna all'attacco della WWE, a distanza di ormai diversi mesi dal suo addio al personaggio di Dean Ambrose e al ritorno in azione in quel della AEW. Nella nuova compagnia, colui che come membro dello Shield era divenuto famoso in tutto il mondo e come Superstar WWE aveva vinto ogni singola cintura assegnata nel main roster dalla compagnia di Stamford (gli mancherebbe solo quella di campione di coppia di SmackDown), non ha mai nascosto di aver vissuto in particolare gli ultimi suoi mesi a Stamford con un senso dominante di nausea dovuto alla poca libertà creativa concessa a lui e a tutti i suoi colleghi.

La situazione in AEW è profondamente cambiata, tanto che Jon si sta rifacendo un nome per la violenza anche non programmata che mette nei suoi match e nei suoi segmenti. Così in un'intervista concessa a 'Screen Geek' ha spiegato cosa succederebbe se dovesse mai proporre un segmento simile in WWE: "Mi urlerebbero di no in faccia, letteralmente - è stata la sua risposta -.

In WWE mi dicevano alla lettera quello che dovevo fare, con Vince McMahon che abbaiava di continuo cose come 'Vendi la mossa' o 'Stai giù' Il risultato è che davvero sono stato giù, era come se fossi addormentato, per anni e anni mi sono sentito così, controllato a livello mentale"

"Sono diventato un fan tradito della WWE, se fossi ancora lì mi ritroverei a guardare il prodotto di cui io stesso faccio parte e dagli spogliatoi dovrei dire a me stesso di essere parte di qualcosa che fa schifo.

Ora mi sento una persona migliore a tutto tondo, è come se quel me stesso fosse una persona completamente diversa che ora è uscita di prigione, si è risvegliata e sa quante cose da pazzo è in grado di fare", ha concluso Moxley.