WWE in Italia: la nostra esperienza


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WWE in Italia: la nostra esperienza

Un altro tour della WWE in Europa è giunto al termine e siamo stati abbastanza fortunati da avere ben due tappe nel nostro paese, a Bologna e a Roma. Per una volta, gli atleti che tutti amiamo si sono esibiti davanti ai nostri occhi e non attraverso uno schermo.

Chi è stato anche solo una volta ad uno di questi eventi conosce bene il tipo di emozioni che si provano, delle emozioni che contribuiscono a creare un’esperienza indimenticabile. Sono stato al live event di Roma e voglio raccontare tutto ciò che si prova durante una simile giornata.

Volevo dedicare l’intero giorno al wrestling, e per la prima volta ho deciso di seguire quei fan che ogni anno si armano di pazienza e tentano di incontrare qualche Superstar in giro per il centro della città che ospiterà lo show la sera.

Si può capire bene che si tratta di un’impresa ardua, perciò non avevo la minima aspettativa, anzi, l’avevo presa come una buona occasione per farmi una passeggiata al centro aspettando lo spettacolo serale.

La mia meta è stata il Colosseo. La prima cosa che mi ha colpito è stata la grande quantità di persone di ogni età che si erano dirette nello stesso posto per il mio stesso motivo. Mai come sabato avevo visto tanta gente indossare una maglietta della WWE! Io avevo una maglietta di Finn Bàlor, la “Bàlor Club Worldwide”, ed era divertente incrociare gli sguardi delle persone che riconoscevano la mia maglietta in un momento di immediata intesa e rispetto reciproco.

D’altronde, passando la maggior parte del nostro tempo a seguire show WWE, qualsiasi capo di merchandising è riconoscibilissimo anche da lontano per noi.

Ho conosciuto diverse persone che si muovevano agitate da una parte all’altra del Colosseo, che controllavano costantemente il proprio cellulare per vedere gli spostamenti più recenti dei wrestler e che avevano voglia di trovare qualcuno con cui parlare di un argomento sicuramente non popolare nel nostro paese.

Un simpatico addetto alla sicurezza del Colosseo ci ha detto che alcune Superstar erano all’interno per una visita, perciò si è creato un bel gruppo di una quarantina di persone pronte a scattargli una foto.

Il primo ad uscire è stato Seth Rollins, che si è velocemente dileguato in modo piuttosto freddo, mentre in seguito è stato il turno di Dolph Ziggler, Zack Ryder e Curt Hawkins, che anche loro non si sono potuti fermare ma sono stati più disponibili a salutare i propri fan.

Al calare del Sole, mi sono diretto verso l’arena, il Palalottomatica, per prendere il mio posto. A sorpresa, i gate sono stati aperti più tardi rispetto agli ultimi anni, quindi ho avuto modo di passare molto tempo in fila, accanto a dei bambini super informati che tentavano di spiegare ai loro genitori il mondo della WWE nel modo più dettagliato possibile; devo ammettere che mi è sembrato di vedere una versione più piccola di me.

Circa un’ora prima dell’inizio dello spettacolo siamo riusciti ad entrare; nel momento in cui mi sono seduto ho provato un forte senso di appartenenza: dopo una lunga giornata, era come se finalmente mi sentissi a casa.

In fondo, quell’arena è veramente la mia casa. Può sembrare strano, ma vedere quel ring vuoto mi ha sempre emozionato, fin dalla prima volta che decisi di andare a vedere un house show della WWE, ormai dieci anni fa; sarà che passo moltissimo (alcuni direbbero troppo) tempo a seguire il mondo del wrestling, ma è quasi paradossale vedere davanti a te un qualcosa che hai sempre visto in TV, ed il ring, che rompe il ghiaccio per la serata, è quanto più ci sia di rappresentativo.

L’atmosfera nell’arena è pazzesca. Noi fan di wrestling non siamo abituati a trovare così tante persone che condividono la nostra stessa passione come un tifoso di calcio, ad esempio, per questo rimango ogni volta colpito dall’aria che si respira all’interno di un’arena dove quasi 8.000 persone stanno aspettando solo di vedere i propri beniamini dal vivo.

Non sono abituato ad essere circondato da persone che anche solo seguono o conoscono il wrestling, l’ho sempre vissuta come una passione mia, sì vivissima, ma all’interno di me, e solo in queste occasioni riesco ad esternarla.

Ecco perché quando mi sono seduto, ho fatto un respiro profondo ed ho capito di essere nel luogo giusto per me.

Lo show è iniziato nel migliore dei modi, perché il primo match è stato quello tra Bobby Lashley e Finn Bàlor, con quest’ultimo che è il mio wrestler preferito.

Ho notato subito un pubblico molto caldo, che ha accolto alla grande i primi atleti, con molti tifosi del wrestler irlandese. Una grandissima ovazione è stata regalata anche ad Elias, che si è cimentato in un lungo promo in italiano ed in uno dei suoi concerti, prima di essere interrotto prima da Jinder Mahal, poi sconfitto in un match, e poi dal trio formato da Alexa Bliss, Mickie James e Tamina per un simpatico siparietto.

Quest’ultime due sono state sconfitte da Sasha Banks e Bayley accompagnate da Ember Moon, che mi è dispiaciuto non veder lottare; un momento molto bello e inatteso della serata è stato il supporto dei fan per Bayley, una Superstar che nell’ultimo anno non è stata tanto centrale quanto lo era nel periodo a NXT o nel primo anno a Raw.

Bayley era visivamente sorpresa di sentir intonare anche al pubblico italiano la celebre canzone che il pubblico del Regno Unito le ha dedicato fin dai tempi di NXT. Successivamente, gli AOP hanno mantenuto i titoli di coppia contro Bobby Roode e Chad Gable in una buona contesa, dove Roode e Gable hanno anche mostrato in anteprima la loro nuova finisher, e Seth Rollins ha mantenuto l’Intercontinental Championship contro Dean Ambrose per squalifica prima dell’intervallo, nel match più lungo della serata, forse il migliore, terminato quando Ambrose ha colpito Rollins con un low-blow prima di finirlo con la Dirty Deeds.

Nella seconda parte dello spettacolo, Tyler Breeze, No Way Jose ed un B-Team incredibilmente over hanno sconfitto The Ascension, Mojo Rawley e Curt Hawkins, con quest’ultimo che ha poi tentato di interrompere la sua striscia di sconfitte chiedendo dei nuovi avversari, solo per perdere anche contro Zack Ryder e Titus O’Neil.

Accolta da una grande ovazione, Ronda Rousey, accompagnata da Natalya, ha difeso il Raw Women’s Championship dall’assalto di Ruby Riott, accompagnata dalla sola Liv Morgan; purtroppo a Roma era assente Nikki Bella.

Nel main event, Braun Strowman ha sconfitto Dolph Ziggler e Drew McIntyre in un handicap match; durante i festeggiamenti è stato attaccato con una sedia da Baron Corbin che ha sancito un 3vs1 handicap match, vinto da cattivi.

Per chiudere la serata in bellezza, Corbin ha sfidato Strowman in un match uno contro uno, con il Monster Among Men che ha ottenuto la vittoria in tempo lampo per poi festeggiare con il pubblico e fermarsi a fare qualche foto e qualche autografo con i fan delle prime file.

Ovviamente la qualità dell’azione sul ring non è stata eccelsa, ma d’altronde non si può pretendere chissà cosa da un live event, specialmente se consideriamo che questo era l’ultimo show del roster di Raw di questo tour europeo, iniziato subito dopo la parentesi in Arabia Saudita.

Per la prima volta, ho notato una tifoseria molto più matura e informata. C’erano sì molti bambini, ma sembravano essere tutti estremamente coscienti di ciò che stavano guardando. Il pubblico è stato caldo per l’intera durata dello spettacolo ed ha intonato dei cori piuttosto rari per essere lanciati in Italia: ho sentito cori per Bayley, per Tyler Breeze, per NXT ed anche per alcuni heel come Dean Ambrose e Drew McIntyre.

Senza ombra di dubbio, però, le Superstar più acclamate sono state Finn Bàlor, Ronda Rousey e Braun Strowman.

Consiglio caldamente a qualsiasi persona anche solo lontanamente interessata al wrestling di comprare dei biglietti per uno show dal vivo, di qualsiasi genere.

Come ho già detto, per uno sport così poco conosciuto e compreso nel nostro paese, è raro trovare tante persone con la tua stessa passione in un posto solo. Se lo show in questione è della WWE, le emozioni sono ancora più forti, perché ci si trova davanti a quei colossi che sei talmente abituato a vedere in TV tutte le settimane (ma anche di più), che solo una volta visti dal vivo ti rendi conto che sono reali! La WWE stessa invita personalmente delle celebrità ad alcuni dei loro show, perché sa bene che sono il suo punto forte, che sono estremamente coinvolgenti e divertenti.

Non vi fate impensierire dalla scarsa qualità dalla card, partecipate agli eventi di wrestling perché ciò che li rende speciali è proprio l’atmosfera che si respira all’interno dell’arena; che sia per vedere qualche wrestler in particolare, per incontrare delle persone conosciute online o semplicemente per fare qualcosa di nuovo o di diverso, non ve ne pentirete.

Il motto della WWE è: “We put smiles on people’s faces” e non c’è frase più vera in queste occasioni. La carica che rilascia un evento del genere è indescrivibile.

Non ho mai visto una singola persona uscire da uno show di wrestling insoddisfatta o scontenta, che il suo atleta preferito abbia vinto o che abbia perso. Questa è la magia del wrestling che nessun altro sport o spettacolo al mondo può superare.