Business is booming – L’odore dei soldi in WWE, Episode 2: Le fortune della WWE



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Business is booming – L’odore dei soldi in WWE, Episode 2: Le fortune della WWE

Abbiamo visto, nella prima parte della nostra inchiesta Business is booming, che i media hanno sempre rappresentato il grosso del fatturato WWE. Tuttavia è interessante notare che, non solo all’inizio della storia della WWF/WWE ma anche in tempi recenti, i più grandi aumenti di ricavi sono sempre legati a dei periodi o avvenimenti che hanno a che fare con la televisione o i media in generale.

Basta dare un’occhiata al grafico qui sotto per capire di cosa parliamo: Alla fine degli anni ’90 la compagnia di Vince McMahon ha avuto un considerevole aumento del fatturato annuale. Ma cosa è avvenuto tra il 1998 e il 2002? Due cose essenziali: l’Attitude Era e la Monday Night War.

Soprattutto quest’ultima è stata una gara a chi fatturava di più tra la WWF e la WCW, con l’ovvio risultato che, indipendentemente da chi vincesse la guerra, alla fine il wrestling, le compagnie, gli atleti e le storylines sarebbero stato un fattore di discussione sfociato nella vita comune americana.

A questo punto è già chiaro che i protagonisti di allora, nel bene e nel male, sono rimasti nel tempo un punto di riferimento sia per i nuovi atleti che si sono ispirati a loro, sia per gli appassionati. E gli appassionati di allora erano ragazzini che oggi sono persone adulte che comprano i biglietti per WrestleMania oppure si abbonano al WWE Network.

La nascita dello streaming, una visione globale

Già, il Network. A ben vedere il grafico di prima notiamo che, finita l’Attitude Era, i ricavi generali della WWE si sono mantenuti su un livello tutto sommato costante.

Dal 2015, invece, assistiamo ad una crescita continua, anno su anno. E indovinate cosa è successo nel 2015? Esatto, è stato lanciato il WWE Network. Ancora una volta l’espansione sui media paga in maniera esponenziale, ma stavolta c’è dell’altro.

Nei decenni precedenti era difficile (ma ovviamente non impossibile) avere una diffusione globale del prodotto Wrestling in sé, tuttavia bisognava passare da carrier internazionali a cui il buon Vince doveva vendere le sue trasmissioni.

Con la creazione del WWE Network ciò cambia perché internet è di tutti e la WWE adesso può trasmettere il suo prodotto anche senza intermediari. E se è pur vero che l’attivazione del Network in varie regioni del mondo è stata a singhiozzo, è anche vero che adesso sulla piattaforma è possibile trovare una quantità di contenuti smisurata.

Per la prima volta nella storia, il prodotto Wrestling è arrivato in maniera capillare su tutto il globo. Anche in Arabia Saudita. Ora, tutto questo è affascinante ma non risponde alle domande iniziali, serviva solo per capire in che contesto opera chi prende le decisioni più importanti in quella compagnia che da semplice promotion territoriale è diventata una multinazionale che fattura miliardi di dollari.

Nella terza parte della nostra inchiesta risponderemo ad alcune delle domande più spinose poste all’inizio, esplorando il mondo dei mega eventi in Arabia Saudita e dello storico merchandise della WWE.

Fonti: bilancio pubblico WWE; blog Wrestlenomics

- Episode 1: The best for business