Dirty Deeds - Verità scomode: Undertaker-Roman Reigns, beffa dopo due danni


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Dirty Deeds - Verità scomode: Undertaker-Roman Reigns, beffa dopo due danni

La settimana si è conclusa con un clima decisamente più allegro e giulivo di come si era sviluppata nel corso dei suoi primi giorni, e il motivo sono ovviamente Paul Heyman e Eric Bischoff a cui sono stati affidati a sorpresa Raw e SmackDown (e, differentemente dal passato, non viceversa) e un ruolo da direttore esecutivo per entrambi.

Vale a dire: niente finti compiti dirigenziali con copioni da recitare e in realtà sanciti da qualcun altro (come avviene per i General Manager), ma un reale lavoro dietro le quinte, di coordinamento dei lavori di atleti e writer con un rapporto poi diretto con Vince McMahon in persona.

Bene, si tratta comunque di figure che richiamano ad almeno 15 anni fa, ma bene: anche se i loro anni ruggenti sono passati, stiamo infatti parlando di due menti che di idee geniali ne hanno sfornate a iosa, sbagliato e probabilmente ingeneroso pensare che questa volta debba andare diversamente.

E il materiale su cui intervenire è veramente tanto, come la soluzione adottata dalla "vecchia" WWE nell'ultima puntata di Raw, quella andata in onda da Everett (Stato di Washington), ha dimostrato in maniera fin troppo evidente a tutti.

La WWE era reduce da un ppv in realtà buono ma snobbato da tutti come Stomping Grounds, era reduce da mesi di critiche per storyline tutte simili e decisamente appiattite sin dal post WrestleMania, era reduce da un uragano di polemiche anche interne (e cioè dei suoi stessi lottatori) per questa maledetta Wild Card Rule che di fatto si è tramutata nel riproporre sempre i soliti schemi e i soliti personaggi sia a Raw che a SmackDown (Kofi e il New Day contro Kevin, Sami e gente; Roman Reigns contro Shane McMahon, Drew McIntyre e gente).

E per risollevare l'attenzione e l'affetto del pubblico, invece di cambiare schema, in WWE cosa si sono inventati: sempre Roman contro Shane McMahon e Drew McIntyre, ma questa volta con un inatteso salvatore, The Undertaker.

Cosa, come, cosa? L'apparizione del Deadman nel bel mezzo di un match che come al solito rappresentava la carneficina dell'eroe buono (che solo in queste condizioni può realmente soccombere) è tutto ciò che di più sbagliato si possa immaginare.

Il primo effetto, il più immediato: dimostra che nel momento dell'emergenza a Stamford non hanno nessun altro a cui rivolgersi al di fuori di un lottatore di 54 anni e che ha debuttato quasi 29 anni fa. Il secondo: Undertaker è stato fatto tornare nel momento forse peggiore possibile, dato che ancora fresca nella memoria di tutti è la sua ultima apparizione sul ring, quella di Super ShowDown.

Il disastro contro Goldberg in Arabia Saudita risale "appena" al 7 giugno, e purtroppo i fan non sono ancora riusciti a dimenticarselo. Ma c'è qualcosa che va ancora oltre, e i cui significati profondi sono addirittura peggiori.

Allora: Undertaker arriva sul ring, se la prende con Shane McMahon, poi pesta Drew McIntyre, li caccia dal ring, fa il gesto del tagliagole e viene avvolto dalla solita luce tenebrosa. Ok, ma Roman Reigns? Taker non ha solo assalito due cattivi, ha salvato un buono.

Che non ha degnato del benché minimo sguardo, nonostante la regia si sia affrettata a far sapere a tutto il mondo che i due faranno squadra a Extreme Rules. Ma perché? Va bene, Undertaker è un uomo di poche parole e che non deve spiegazioni delle sua azioni, ma perché? Facciamo finta che il Phenom si sia stufato delle tirannie dei potenti dell'attuale WWE (sebbene non gli interessi, non essendo tecnicamente un lottatore di nessun attuale roster WWE), ma l'alleanza con Roman Reigns? Ricordiamo che proprio la rivalità tra i due, anch'essa tenuta insieme con lo scotch (era nata da una semplice eliminazione alla Royal Rumble e si sviluppò tra un match contro Braun Strowman e l'altro), condusse a un main event di WrestleMania, WrestleMania 33.

E ricordiamo che in quella notte Roman fece cadere il Becchino, che abbandonò i suoi abiti di scena sul ring facendo urlare tutti al ritiro (WWE inclusa), salvo poi ritornare contro John Cena l'anno dopo in uno dei momenti più pigri di fanservice che il mondo abbia mai visto.

Ricordiamo inoltre quanto lo stesso Roman pagò quella roboante vittoria, con un odio profondo da parte dei fan che divenne cieco e furibondo per quasi due anni, ammorbidito addirittura dalla sola notizia che il samoano soffriva di leucemia (nemmeno i due ritorni dello Shield consumatosi nel frattempo ci erano riusciti).

Vedere Undertaker e Roman Reigns fare squadra, senza nemmeno aver chiarito i fatti di quei giorni, non solo non ha senso. Ma è una mancanza di rispetto, per i due lottatori e per l'intelligenza di tutti i tifosi.

Perché a due danni (un'inopinata sconfitta di Undertaker e un odio viscerale che Roman Reigns ha dovuto sopportare da allora) aggiunge ora una colossale beffa.