Dirty Deeds - Verità scomode: Money in The Bank e la tassa Braun Strowman


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Dirty Deeds - Verità scomode: Money in The Bank e la tassa Braun Strowman

Drew McIntyre, Ricochet, Braun Strowman e Baron Corbin, poi Ali, Andrade, Finn Bàlor e Randy Orton. L'impressione è che a inizio settimana la WWE si sia accorta che quest'anno Money in The Bank è a maggio e non a giugno, così nell'arco di due giorni ha annunciato tutti e otto gli iscritti al Ladder Match (o sedici, contando anche quello femminile) in contemporanea.

Senza uno straccio di costruzione, di motivazioni (perché questi e non altri?), di storie dietro. Niente. Questi sono e questi vi tenete. La scelta è ben più che un semplice peccato, è un atto di presunzione.

Perché la WWE sembra continuare a ignorare che Money in The Bank è un evento sempre più atteso da parte dei fan, tanto da essere il più vicino ad arrivare al livello dei Big 4 che per decenni sono stati intoccabili in tal senso (WrestleMania, SummerSlam, Survivor Series e Royal Rumble).

Ma il declino che proprio le Series stanno vivendo da anni dev'essere vissuto come un monito: nulla è intoccabile. Specie un grande evento tutto sommato abbastanza giovane, e soprattutto che grande lo è diventato solo da pochi anni (e quanti meriti ha in tutto questo il 2011 e la Pipebomb di CM Punk, quanti...).

Money in The Bank non è solo IL Money in The Bank: è anche come ci si arriva. In passato abbiamo visto match di qualificazione, gente ingiustamente estromessa dalla caccia alla valigetta (per storyline, ovviamente), intrecci e vicende che portavano ad attendere con ulteriore trepidazione l'evento in sé e la scalata verso l'oggetto del desiderio, quello che vale l'ambito match per il titolo da sfruttare nel corso dell'anno seguente.

Gli ultimi anni hanno vissuto la demolizione del concetto di Mister Money in The Bank: dopo Sheamus nel 2015 abbiamo avuto Dean Ambrose che ha incassato la valigetta dopo mezz'ora nel 2016, ma questo fu un colpo di genio, poi i disastrosi Baron Corbin e Braun Strowman.

E quest'anno la WWE ha pensato bene di distruggere anche la costruzione all'evento. Volete sapere chi si contenderà la valigetta? Bene, eccoli qua. Diciamo che tutto questo basta a distruggere buona parte delle aspettative dei fan.

Aggiungiamoci poi il resto, ovvero gli uomini scelti per contendersi questa benedetta valigetta: li abbiamo elencati, e abbiamo anche elencato i detentori degli ultimi anni. Inclusi gli ultimissimi, pessimi due. Il guaio è che anche quest'anno saranno entrambi della partita.

Passi Baron Corbin, che con l'insulso, anonimo biker calvellone (un po' calvo un po' capellone) di due anni fa nulla c'entra e ora è costruito come un cattivo con i fiocchi. Ma Braun Strowman? Ancora? Davvero? A quanto pare sì, perché siamo entrati in quella fase dell'anno: quella in cui a Stamford si ricordano che il Monster Among Men è un mostro tra gli uomini, gli fanno distruggere e demolire tutto e tutti, gli fanno vincere match che a nulla gli servono, umiliare avversari su avversari per poi arrivare a quell'altra fase dell'anno, quella in cui Braun potrebbe diventare campione.

E non lo fa. Questa storia la conosciamo già, l'abbiamo vista negli ultimi due anni. Ora, per cortesia, basta. Che già intorno alla WWE tira una brutta aria, con questa AEW in arrivo. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di un Money in The Bank deludente.

E un Money in The Bank con dentro Braun Strowman somiglia tanto a una tassa, già pagata malvolentieri e che proprio nessuno ha voglia di pagare ancora una volta.