Dirty Deeds - Verità scomode: CM Punk is back? La WWE ce l'ha già in casa


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Dirty Deeds - Verità scomode: CM Punk is back? La WWE ce l'ha già in casa

Quali sono i nuovi equilibri nella WWE post WrestleMania 35 e post Superstar Shake-Up? La risposta più scontata che ci potremmo dare è: AJ Styles si prenderà Raw, Roman Reigns SmackDown. Inutile girarci attorno, andrà davvero così.

Ma a dare pepe e corpo a uno show oltre ai suoi cavalli da traino ci sono anche quelli che fanno il lavoro sporco, che magari non sempre noti ma che ti permettono di arrivare al main event ancora con il desiderio di godersi lo spettacolo e non con l'esigenza quasi fisiologica di arrivare al termine della puntata causa sonnolenza/noia/assuefazione.

E se due indizi fanno una prova, stiamo molto attenti a ciò che combinerà da qui in avanti il nuovo Sami Zayn presentatosi a Raw tirato a lucido (a livello di personaggio, fisicamente sembra anzi essersi un po' intozzito), dopo un'assenza lunga dei mesi.

Il suo primissimo discorso sul ring rosso, nella puntata tenutasi a Brooklyn 24 ore dopo WrestleMania, aveva fatto discutere, la sua presenza a Montreal lunedì scorso ha rasentato il sublime. Certo, forse per lui era fin troppo facile provocare la reazione dei suoi concittadini, che lo amano qualsiasi cosa faccia.

Ok, però provateci voi a rendere così bene in un segmento che non dipende solo dalla vostra professionalità (come avviene ogni volta in cui si interagisce con il pubblico, e se il pubblico non risponde va tutto a remengo).

Sami è stato perfetto: nella sua iniziale reazione gioiosa, tarantolata ed esausta e poi nel successivo, progressivo mutamento del suo tono, che ha caratterizzato la trasformazione da lottatore a personaggio, da uomo a gimmick, da Rami (Sebei) a Sami (Zayn).

E dal primo all'ultimo millesimo di secondo ha funzionato alla perfezione, dimostrando non solo la sua capacità professionale, ma anche la profonda verità del suo messaggio (e cioè che noi spettatori siamo dei burattini e i nostri wrestler preferiti sono i Mangiafuoco di turno, e non viceversa):



Dicono tra l'altro che la WWE abbia deciso di dare fiducia a Rami (l'uomo dietro Sami), con i promo a cui stiamo assistendo che sono scritti solo parzialmente dal team creativo: in pratica la WWE starebbe dando una sorta di canovaccio all'atleta ("prenditela con il pubblico e di' che se le cose vanno male è colpa loro", o poco di più), ma il succo delle sue parole sarebbe tutto opera sua.

Se è vero, onore al merito: sta funzionando maledettamente bene. E sappiamo bene quanto il pubblico del wrestling tende alla nostalgia (ancora non si è sciolto definitivamente e già lo Shield ci manca, ai tempi dello Shield ci mancava CM Punk, ai tempi di CM Punk ci mancava Eddie Guerrero, ai tempi di Eddie Guerrero ci mancavano The Rock e Steve Austin, ai tempi di questi ultimi a qualcuno saranno mancati Hulk Hogan e André the Giant e si potrebbe tornare a ritroso fino ai tempi della pietra).

Proprio per questo motivo si spera sempre nel ritorno di qualcosa di già visto, ben sapendo che ciò che è già successo non si può ripetere uguale. E quindi ogni tifoso che - per l'appunto - canta in ogni arena, ogni settimana "CM Punk, CM Punk" dovrebbe sapere che se quest'ultimo tornasse non darà vita a una nuova Pipebomb, ma a qualcosa di diverso.

Forse migliore, forse peggiore, ma diverso. Se fosse esattamente uguale, probabilmente, deluderebbe (per informazioni rivolgersi a Batista e Goldberg, tornati uguali a dieci anni prima ma di dieci anni più vecchi, con il risultato di aver deluso chiunque).

Sta di fatto però che CM Punk è tornato davvero, non in WWE, non per più di 10 secondi, ma è tornato su un ring di wrestling. E ha rifatto la GTS. Il tutto nella stessa settimana in cui a SmackDown è stato annunciato "l'arrivo del migliore" e a Raw si è di nuovo assistito alla presentazione di Shane McMahon come "migliore al mondo", e in entrambi i casi è arrivato immancabile il coro "CM Punk, CM Punk"

La nostalgia, appunto. Che però è spesso cattiva consigliera, quando in realtà basterebbe guardare il segmento di Sami Zayn per capire che un CM Punk, forse, la WWE ce l'ha già in casa. Non è paragonabile con il CM Punk vero, questo è chiaro, ma dev'essere altrettanto chiaro che non siamo più nel 2011 o nel 2012.

Quell'epoca è passata, e bisogna adeguarsi: Sami l'ha fatto. Dando vita a un segmento che ci ha fatto venire la voglia di tornare indietro e rivederlo, da quanto è stato azzeccato. E all'interno di un Raw in cui è più facile aver voglia di saltare dei pezzi piuttosto che tornare indietro e riguardarseli, anche solo questo è del gran grasso che cola.