Dirty Deeds - Verità scomode: Dean Ambrose e gli indizi di un addio


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Dirty Deeds - Verità scomode: Dean Ambrose e gli indizi di un addio

Cosa succede quando il martedì successivo alla puntata di Raw successiva alla Royal Rumble la WWE se ne esce con un comunicato in cui afferma che una delle sue giovani star di maggiore successo ha deciso di andarsene? Succede che per forza di cose poi ti ritrovi a guardare e riguardare il suo segmento di Raw a caccia di indizi, che magari ci sono e magari no.

E questo è quello che ci siamo ritrovati un po' tutti a fare con Dean Ambrose, l'uomo della settimana in una settimana in cui c'è stata la Royal Rumble e lui non solo non l'ha vinta, ma ne è stato uno dei partecipanti più opachi.

A Phoenix (Arizona) Dean si è presentato per interrompere il dialogo tra Seth Rollins e Triple H, uniti come ai tempi dell'Authority, di cui proprio lui fu il primo, colossale nemico. E Dean ha rievocato proprio quell'epoca interrompendo Seth pochi istanti prima dell'annuncio del suo futuro rivale di WrestleMania.

Ha quindi accusato Rollins di aver sconfessato non solo se stesso, ma anche il percorso fatto insieme, quando i due viaggiavano per la Florida senza alcun soldo e una carriera tutta da costruire. Ha ricordato a Seth di essere stato il primo a credere in lui, prima che lo facesse quel Triple H che ha sempre cercato di fermarli, e che quando si sono trovati l'uno contro l'altro (e non c'erano di mezzo alleati o lecchini vari come il Corporate Kane, la J&J Security o lo stesso HHH) ha sempre prevalso.

Ed è vero: a parte il loro ultimo scontro di TLC 2018, vinto in maniera pulita da Ambrose, non ci sono battaglie decisive tra i due che siano andate al vincitore della Royal Rumble. Anzi: Dean gli ha strappato il suo ultimo titolo assoluto, in quella memorabile Money in the Bank 2016 che vide tutti e tre i membri dello Shield detenere il WWE Title nell'arco della stessa notte, e lo mantenne a Battleground prima che i due separassero le proprie strade, uno a Raw e l'altro a SmackDown.

I due si sono quindi scontrati, ed è stato un buon match. Ambrose ha lavorato bene, ha gestito il match nella fase iniziale, ha evitato alcune delle mosse tipiche del collega e ha poi venduto in maniera magistrale il suo Stomp conclusivo.

Poi, dopo la pubblicità, è apparso seduto a centro ring e sembrava stesse per aprire il suo cuore. "Ho qualcosa di davvero serio da raccontarvi, gente. E adesso fatemi parlare e non fate i cretini con me, va bene? Sin da quando sono arrivato in WWE..."

, ed è stato fermato. Da Nia Jax e Tamina. Quello che è successo dopo lo sappiamo: il faccia a faccia tra Dean e Nia, Dean che si distrae irridendo Tamina e si becca un singolo colpo sulla nuca che lo fa ruzzolare fuori dal ring.

Dopo di questo, la notizia del futuro addio. Cosa significa tutto questo? Stabilirlo è pressoché impossibile. Per tutta la settimana abbiamo letto e scritto notizie su Ambrose, sui motivi che lo hanno indotto a dire basta, sui tentativi della WWE di fargli cambiare idea, su contratti proposti e rifiutati.

Abbiamo sentito anche ipotesi delle più disparate: gettonatissima quella secondo cui si tratti solo di una storyline, ipotesi che spiegherebbe il tentato discorso fatto saltare per un intervento esterno quasi casuale e illogico.

La verità, al momento, è difficile da stabilire. Il wrestling nasce proprio con questo intento: raccontare storie che si intrecciano tra narrazione e realtà e che hanno il loro esito al centro di un ring.

E quando capita una storia in cui non riusciamo a capire quale sia la realtà e quale la narrazione, allora significa che il wrestling sta funzionando. E ci sono degli applausi da fare qui, in ogni caso: perché se è una storia, allora bisogna dire che questa volta alla WWE è riuscita davvero bene.

Ma se Dean ha davvero deciso che ad aprile se ne andrà, il suo lunedì non sarebbe potuto essere più professionale di come è stato.