Dirty Deeds - Verità scomode: John Cena, una mano per generazioni di donne


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Dirty Deeds - Verità scomode: John Cena, una mano per generazioni di donne

Che significato ha la mano che John Cena ha teso in direzione di Becky Lynch al termine del Mixed Match che i due hanno disputato a Pittsburgh nella puntata di SmackDown andata in onda a Capodanno? Al netto di tutti i discorsi che si sono scatenati a partire dall'incontro tra i due e le loro conseguenti interazioni (e già qui ci sarebbe un mare di spunti da analizzare), il messaggio con cui abbiamo aperto il 2019 è molto più importante.

E sembra consegnare un messaggio a generazioni di donne, e a tutte le atlete che siano mai salite su un ring di wrestling sin da quando la disciplina ha assunto i connotati del professionismo. Pensateci: se c'è stato un argomento caldo legato alla WWE, in questa prima settimana dell'anno nuovo, è stato John Cena "trollato" da Becky Lynch, l'uomo simbolo del wrestling ridicolizzato dalla giovane campionessa rampante, sfrontata, che non si ferma davanti a niente e nessuno.

E ha lasciato con un palmo di naso colui che in WWE, nel nuovo millennio, più di chiunque altro si è avvicinato al concetto di "invulnerabile", ma anche "intoccabile". Sono quasi quindici anni che John Cena è John Cena: il fatto che sia iniziato il 2019 vuol dire anche che quel 2004, l'anno in cui vinse la sua prima cintura (quella di campione degli Stati Uniti, a WrestleMania XX, contro Big Show), è lontano ormai tre lustri completi.

E per tutto questo tempo la WWE è quasi sempre significata John Cena: elencare le sue vittorie (i famosi sedici titoli di campione del mondo), ma anche tutti gli avversari che ha battuto e i colleghi dei quali ha di fatto arrestato l'esplosione sarebbe un esercizio tanto lungo quanto inutile.

Perché se anche in un anno come il 2018 qualcuno gli fa vincere il titolo di atleta WWE dell'anno, allora significa che la voracità del bostoniano - in tutti questi anni - se non proprio meritata era quantomeno giustificata.

Ebbene, questo John Cena ha scelto di ripresentarsi sulle scene dopo una lunga assenza, tendendo una mano. Ma non l'ha tesa al solito AJ Styles di turno (sarebbe stato stucchevole, dopo la loro faida durata quasi due anni tra il 2016 e il 2017).

L'ha tesa a Becky Lynch. Una donna. Anzi, "la" donna (anche se si fa chiamare "The Man", o forse soprattutto per questo). E la donna a cui ha scelto di tendere la mano, gliel'ha rifiutata. Mostrandogli a sangue freddo che stavolta è lui che "non può vederla".

Il mitico "You can't see me" ha fatto una nuova vittima, la meno attesa: John Cena. Che una volta tanto ha assaggiato la medicina che lui stesso aveva somministrato a tutti i suoi avversari negli ultimi 15 anni, che lo hanno reso il numero uno del wrestling contemporaneo.

Potete dire che Becky Lynch è sfrontata, che non si ferma davanti a niente e nessuno, che sa quello che vuole e come ottenerlo a dispetto di ogni ostacolo, che ha capito come far breccia nel cuore della gente e di una dirigenza WWE che all'inizio non poteva vederla ("Troppo irlandese", si dice che pensassero di lei).

Ma ciò che la mano di John Cena ha voluto dire sia alla Lass Kicker che a tutti noi va oltre. Perché ci dice che una donna può riuscire in ciò che a tanti uomini non era riuscito in quindici anni.

Ci dice che forse la WWE ha deciso di fare un passo oltre John Cena, spostandosi in una direzione impensabile solo quattro o cinque anni fa. Ci dice che davvero il wrestling è pronto ad essere retto sulle spalle di una lottatrice, lo stesso wrestling che a inizio secolo era (anche giustamente) considerato uno dei prodotti più maschilisti che la televisione proponesse, per colpa della WWE ma non solo.

Ci dice che donne e uomini sono alla pari, finalmente, anche su un ring. Ci dice che generazioni di donne, e tutte le atlete che siano mai salite su un ring di wrestling sin da quando la disciplina ha assunto i connotati del professionismo, ora possono sorridere.

Perché il loro cammino è forse finalmente giunto alla meta che avevano sempre desiderato e ambito. E vogliamo sperare che molte di loro, soprattutto quelle che hanno dovuto affrontare angherie di ogni tipo in ossequio al loro amore per questo mondo (pensiamo a tutte le allieve di Fabulous Moolah, nell'anno in cui è fortunatamente saltata la Battle Royal in onore di quest'ultima, ma pensiamo anche a Chyna), tutte queste donne possano ora festeggiare.

Ovunque si trovino.