Dirty Deeds - Verità scomode: benvenuto a Twitter, il nuovo writer di Raw


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Dirty Deeds - Verità scomode: benvenuto a Twitter, il nuovo writer di Raw

Ancora dev'essere disputato TLC, e già l'attenzione generale del pubblico è stata spostata più in là dalla WWE: lunedì notte a Raw tornerà Vince McMahon per mettere a posto un po' di cose.

E, tra storyline e realtà, è evidente che tutte le difficoltà di Raw siano state messe in evidenza dalla mezz'ora che ha aperto l'ultima puntata dello show rosso, quella trasmessa lunedì scorso da San Diego e che avrebbe dovuto creare hype verso - appunto - TLC.

E che invece ha fatto tutt'altro. Seth Rollins ha infatti affrontato Baron Corbin: il protagonista buono di una faida contro il protagonista cattivo di un'altra faida. Che teoricamente ben poco c'entrano l'uno con l'altro, visto che non stanno interagendo da tempo.

Ma questo poteva rappresentare in realtà la base per costruire ciò che vedremo dopo TLC. Peccato che non sia stato nemmeno questo. Perché Seth Rollins non ha detto a Baron Corbin "Spero che tu perda perché sei un cattivo General Manager" o "un General Manager incapace"

Non gli ha detto nemmeno "Spero che tu perda perché sei un vigliacco che per vincere deve affidarsi ai suoi protetti e senza di loro non vale niente" No. Seth Rollins ha detto che Raw fa schifo. Ha detto che Raw è inguardabile e che sta ottenendo i peggiori ascolti della sua storia.

A dimostrazione di ciò che stava dicendo ha anche portato alcuni esempi: Brock Lesnar che è campione e che non lotta mai, i Revival costretti a combattere contro i Lucha House Party con regole senza senso, la faida per i titoli di coppia dominata dalla pipì.

Peccato che per tutte queste situazioni (Lesnar a parte, visto che Braun Strowman subì un attacco) Baron Corbin non c'entri. E peccato anche che così facendo la WWE abbia accettato di rendere lampante agli occhi di tutti l'intero quadro delle critiche che una parte, e solo una parte del suo pubblico le rivolge da tempo.

E quel pubblico è quello che commenta lo show su Twitter. Ma non tutti i telespettatori della WWE seguono i trend di Twitter, specie se magari sono troppo piccoli, o magari sono casual che si stanno affacciando solo adesso allo show, o sono famiglie.

Che senso ha, dunque, scoperchiare il vaso di Pandora e far scoprire le criticità di uno show da te stesso proposto, se poi quelle evidenziati sono i problemi di una fetta di pubblico che già in passato hai dimostrato di voler ignorare? Perché o si ragiona sulla base del "prodotto per tutta la famiglia" o sulla base del "prodotto destinato al fan dal palato fino"

Non lo si può fare a targhe alterne, e soprattutto non quando questo palesemente ti si può ritorcere contro. Ragioniamo da telespettatore televisivo, un telespettatore generico. Cosa faremmo se iniziassimo a vedere un programma in cui, nei primi dieci minuti di trasmissione, ci dicessero che quello stesso programma è una schifezza? Probabilmente cambieremmo canale.

Ed è esattamente quello che è successo lunedì, dato che quella puntata di Raw è poi diventata la meno vista di sempre. Sono errori elementari, e stupisce che una compagnia di grande esperienza come la WWE li commetta.

Oltretutto facendo passare il messaggio che non è affatto vero che a Stamford non conoscano i commenti dei fan o l'opinione del pubblico sullo show. Semplicemente preferiscono fare altro. E allora però non si devono certo lamentare dei cattivi rating di ascolto (o raccontarci che dipendono da Corbin).

Questo è ciò che succede a far scrivere una puntata del proprio show principale... da Twitter. Che non è un writer, non è uno sceneggiatore e non è un dirigente: è un catalizzatore e canalizzatore di emozioni, sentimenti, pulsioni.

Che per propria natura sono dispersive. E quindi, ora che la frittata è stata fatta, è importante che in WWE tornino a seguire una linea, una sola, ovunque vada. Purché non dia retta ogni tanto a quello che viene detto sui social, perché lì ognuno va dove gli pare.

E soprattutto è più facile distruggere che costruire. Ora invece è tempo di costruire, e lo si deve fare non appena TLC sarà alle spalle. Il tempo stringe e gli estemporanei occhiolini al "popolo del web" non servono più a niente.