Dirty Deeds - Verità scomode: WWE, ti ricordi come si costruisce un face?


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Dirty Deeds - Verità scomode: WWE, ti ricordi come si costruisce un face?

Ce ne siamo lamentati appena cinque mesi fa, ora il mondo sembra essersi completamente capovolto: nel cuore dell'estate ci domandavamo che fine avessero fatto i veri cattivi in WWE, nel frattempo ad essere completamente spariti dai radar sono stati i buoni.

Per mesi e mesi la WWE ci ha proposto alcuni eroi inabbattibili e dall'inequivocabile aura di invincibilità (Roman Reigns, Brock Lesnar e Braun Strowman a Raw, AJ Styles a SmackDown) contro cui andavano a cozzare nemici che non riuscivano a trasmettere un senso di pericolo, di malvagità o di paura.

Erano nel peggiore dei casi delle macchiette, tra l'altro con importanti connotazioni comedy nei loro personaggi (The Miz, Kevin Owens e le terribili ultime versioni di Kane e Shinsuke Nakamura), altrimenti degli ostacoli presentati in modo tale che nessuno avrebbe mai realmente potuto mettere in discussione la caduta dell'eroe buono (uno che ha ricoperto questo ruolo sia in rosso che in blu è stato Samoa Joe).

Ora è iniziato dicembre, ci siamo improvvisamente risvegliati e ci siamo resi conto che in WWE non esistono più buoni. Buoni nel senso pieno del termine: eroi in grado di trascinare le arene e di vincere le battaglie contro il male in virtù dei propri valori positivi.

Diciamo la verità: è come se la fuoriuscita di Roman Reigns dai piani presenti di Raw avesse colto la WWE talmente impreparata da non avere nessuno - NESSUNO! - su cui puntare in sua vece. Analizziamo ciò che è avvenuto lunedì scorso a Milwaukee: Seth Rollins (il vero, attuale top face di Raw) se l'è dovuta vedere ancora una volta con Dean Ambrose, questa volta da lontano, oltre che con il vecchio rivale Dolph Ziggler.

Elias a inizio show e Finn Bàlor nel main event sono stati brutalizzati da tre nemici (e mezzo), veri cattivi che marciano verso il dominio di Raw. Ovviamente prima che arrivi l'eroe buono di turno a impedirglielo.

Stiamo ovviamente parlando di Bobby Lashley (più Lio Rush), Drew McIntyre e un Baron Corbin sempre più a suo agio nei panni di creatura corporativa. Lo stesso schema era già stato proposto, vendendo tra l'altro l'infortunio di Braun Strowman proprio a causa di un quadruplice attacco di chi in questo momento fa il bello e il cattivo tempo nello show rosso, ed è malvagio più che mai.

Ora: se davvero Strowman non dovesse recuperare per TLC (cosa che non sembra improbabile) quale potrebbe essere la terza freccia all'arco del bene? Passando in rassegna il roster vengono in mente solo Kurt Angle e Bray Wyatt, il primo reduce da una scoppola senza attenuanti contro lo stesso McIntyre, il secondo vicino al ritorno dopo il suo primo stint da face: la mai del tutto chiarita alleanza con "Woken" Matt Hardy.

Peccato che stiamo parlando di un cinquantenne che certamente non può essere il futuro di Raw e di un ex "guru/santone/demone" che ha già fallito ai piani altissimi della compagnia ed è bisognoso come non mai di trovare nuovi panni da vestire, o quantomeno nuove storie da raccontare.

Dietro di loro, il nulla. Possibile che a Raw non ci sia un lottatore anche di mezza tacca che possa essere tirato fuori dal cilindro all'abbisogna per essere proposto come rinforzo buono per Finn Bàlor ed Elias (peraltro turnato suppergiù l'altroieri, altrimenti era cattivo pure lui)? Possibile, visto che è esattamente quello che sta succedendo.

La sensazione è che a Stamford si siano talmente concentrati sullo sviluppare il personaggio di Roman Reigns da dimenticarsi di costruire un'alternativa, un nuovo personaggio che potesse avere uno straccio di credibilità da eroe buono, senza essere il Big Dog.

Ora se ne stanno pagando le conseguenze. La situazione, peraltro, non è poi così diversa a SmackDown. Lo show blu, a differenza di quello rosso, aveva due top face su cui puntare: AJ Styles e Daniel Bryan. Ora il secondo è stato protagonista di un inatteso turn, che oltretutto sta portando avanti anche piuttosto bene.

Ma il grosso problema è: dopo AJ Styles, chi potrà frapporsi sulla sua strada? Quale potrebbe essere un altro eroe buono a contrastare il "nuovo", detestabile Daniel Bryan? Un paio di settimane fa sembrava poter essere The Miz, ma se turn face sarà, beh lo stanno portando avanti con una lentezza estenuante: intanto l'A-Lister sembra tornato indietro di tre anni, perdendo match senza senso da "heel cretino".

Ma a parte lui? C'è Rusev, ma anche lui hanno deciso che deve perdere e basta. C'è Rey Mysterio, ma è alle prese con Randy Orton. E c'è Jeff Hardy (alle prese, pare, con Samoa Joe). Ma, anche qui, gli ultimi due sono ampiamente sopra la quarantina: dov'è la programmazione, dov'è il futuro, dove sono i giovani, nuovi eroi? Averceli.

La povertà di alternative face è talmente evidente che il campione degli Stati Uniti, Shinsuke Nakamura, quasi non combatte più per la sua cintura. Tanto all'orizzonte non c'è nessuno che possa portargliela via.

E il fatto che a un certo punto un serio candidato fosse diventato R-Truth non fa che provare la gravità del problema (oltre che la bravura del lottatore, nella povertà generale di "veri buoni"). Il Natale si sta avvicinando, poi arriveranno Royal Rumble e Elimination Chamber.

La speranza è che in WWE si sfrutti l'occasione per... diventare un po' tutti più buoni. O quantomeno tornare a ricordarsi come un buono si costruisce. E, magari, ogni tanto riprendere a farlo.