SPAGHETTI WRESTLING #2 - Nino Baldan presenta: "Io e il Wrestling Italiano"



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SPAGHETTI WRESTLING #2 - Nino Baldan presenta: "Io e il Wrestling Italiano"

Quanti di voi leggono un libro o un fumetto per passione? E quanti altri lo fanno solo per passare il tempo in modo “diverso”?
Qualunque sia il vostro metodo di lettura, posso suggerirvi un ottimo pezzo su cui spendere qualche ora del vostro tempo per approfondire il vasto panorama del wrestling italiano.

Il libro che sto per citarvi e recensirvi è l'opera scritta da Nino Baldan, “Io e il wrestling italiano”.


Come sempre, prima di entrare nel dettaglio, se avete dei consigli o delle critiche da muovermi, o se semplicemente volete scambiare qualche opinione, scrivetemi pure all’indirizzo [email protected]; sarà mio piacere leggere ogni vostra parola.


Ad inizio mese incappai in una delle tante offerte quotidiane che Amazon fornisce ai propri clienti ed essendo sempre stato incuriosito dal volume citato (ringrazio Alessandro Tulelli per avermene parlato ben tre anni fa), non ho fatto a meno di acquistarlo e testarne i contenuti.

Nino, che cura anche un blog che vi invitiamo a leggere (CLICCA QUI), racconta la sua storia e il suo rapporto con il wrestling italiano, ma anche con la restante parte della disciplina, come se ne è innamorato fino al momento in cui ha iniziato a disprezzarla a causa della mentalità italiana poco sviluppata per questo settore.
Ha creato la Italian Championship Wrestling, eppure ancora oggi nessuno gliene da il giusto merito.

Perché? Forse perché viviamo in un paese dove l'unico obiettivo è fare soldi e possibilmente farlo attraverso le mode del momento e quindi cavalcandone l'onda.
Il signor Baldan ha dato l'opportunità al nostro paese di diventare grande contribuendo con la sua creazione ad esporre elementi di pregevole fattura, probabilmente il miglior prodotto di sempre targato ICW è e sarà Red Devil.

Fabio Ferrari, questo il suo vero nome, ha iniziato la sua carriera li e ancora oggi continua a prendere parte a diversi show italiani, ma anche internazionali arrivando fino agli Emirati Arabi prima ancora che la WWE iniziasse a farci fior di quattrini.

Nino ha quindi consegnato nelle nostre mani un elemento che può dare una svolta al pro wrestling, ma il suo racconto resta una storia agro dolce, una dolceamara sinfonia come direbbe la famosa canzone dei The Verve.

Perché in Italia si può crescere davvero tanto, ma ci sarà sempre qualcuno capace di assecondarti fino al punto in cui dovrà tirare l'acqua al suo mulino e conseguentemente rovinare i piani prefissati e, probabilmente, tutto quanto il buono creato fino a quel momento.
Sono tanti gli esempi di compagnie italiane fallite per colpa di persone poco “eleganti” nell'organizzazione e, soprattutto, poco oneste nel sborsare danaro utile per pagare gli atleti.
L'Italia ha e avrà sempre una mentalità truffatrice (basti pensare alla Italian Wrestling Superstars famosa per non aver pagato diversi atleti come per esempio Bobby Lashley) e si ricorderà di elementi come il wrestling solo ed esclusivamente quando questo tornerà di moda come nella fine degli anni ottanta o nel periodo 2004-2006.

Solo allora (e fidatevi delle mie parole, perché sarà cosi) vedremo gente che, quasi inspiegabilmente, avrà voglia di pubblicizzare show di wrestling e di realizzarli per la felicità dei più piccoli.

Ecco, proprio i più piccoli sono quelli a cui viene affibbiato il pro wrestling senza sapere magari che un uomo di 58 anni può tranquillamente guardare un prodotto WWE o NJPW o chissà quale. Il wrestling non è uno sport per bambini, il wrestling è uno sport d'intrattenimento adatto a qualunque tipo di età e che sicuramente varia in base ai propri contenuti che vanno seguiti episodio dopo episodio come se si guardasse una serie tv.
Che poi, perché si deve definire il wrestling finto? Certo che lo è, parliamo pur sempre di uno sport predeterminato eppure perché molti ragazzi parlano con entusiasmo dei personaggi de “Il Trono di Spade”, ma devono sputare su un character come quello di The Undertaker perché a detta loro “è impossibile che un becchino possa lanciare fulmini dalle mani!” Ignoranza, molta, troppa e mai quanto basta.

Qui in Italia siamo e saremo sempre così, perché non c'è apertura mentale, non c'è spirito di vero sacrificio e forse perché quello che interessa agli organizzatori e addetti ai lavori vari, è solo il fare soldi fin dal primissimo show, quando invece dovremo essere tutti consapevoli che “Roma non è stata costruita in un giorno” e solo un buon prodotto costruito nel tempo, con passione e determinazione, può portare al pubblico un pacchetto vincente e convincerlo al meglio.


Il migliore esempio è quello della Rising Sun Wrestling Promotion, compagnia partita da zero con un appassionato come Fanio Tornaghi e che ora, oltre a vendere i propri show online, viene trasmessa nel servizio streaming della wXw, la più nota compagnia tedesca, ha collaborato con la HOPE (compagnia inglese) e sicuramente taglierà tanti altri ottimi traguardi (Come per esempio l'ingaggio di Will Ospreay e Marty Scurll quando hanno raggiunto una certa notorietà e non quando erano quasi totalmente socnosciuti ai molti).

Il racconto di Nino Baldan, indirettamente o direttamente che si voglia, racchiude anche questo messaggio e sta a noi riuscire a concepirlo e magari dare una svolta al wrestling in Italia.
Quindi, grazie Nino.

  • "L'Italia è senza dubbio il terreno più fertile dove piantare il seme del wrestling, ma forse nessuno se n'è ancora accorto."
    ​Nino Baldan

Have A Nice Day :)