Dirty Deeds - Verità scomode: cinque stelle e una valigetta buttati via


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Dirty Deeds - Verità scomode: cinque stelle e una valigetta buttati via

Chiunque abbia visto Hell in a Cell è d'accordo su un grande tema: lo show è stato di buon livello, inclusa la prima parte del main event. Il cui finale è stato però talmente caotico da non somigliare nemmeno a un evento di wrestling, ma a un circo.

O, nella migliore delle ipotesi, a una partita alla PlayStation impazzita, con tutti i lottatori che spuntano l'uno dopo l'altro solo per aumentare a dismisura lo spettacolo. Fino però ad ottenere l'effetto opposto, quello di annullarlo.

La puntata di Raw del giorno successivo, a Dallas in Texas, se possibile ha confermato questo andazzo. E mandato un messaggio, tanto chiaro quanto pericoloso: Raw è lo show di Roman Reigns. E tutti gli altri lottatori che credono, a torto o ragione, di essere stelle dovranno farne i conti.

E più grande sarà il loro valore di stelle, più rumoroso sarà il loro tonfo quando cadranno. Pensiamo allo Shield: una volta era un trio di lottatori compatti, con l'obiettivo di distruggere tutto ciò che ritenevano ingiusto (dapprima da cattivi, quindi da paladini del bene).

Ora sono in buona sostanza gli sgherri di Roman. Dean Ambrose e soprattutto Seth Rollins hanno preso una serie di mazzate a Hell in a Cell solo ed esclusivamente per proteggere le spalle al loro alleato, in una maniera se vogliamo piuttosto sproporzionata.

Ancora meno logica la difesa di Dolph Ziggler e Drew McIntyre nei confronti di Braun Strowman, un alleato con cui hanno stretto un'alleanza appena l'altroieri. Cosa ci ha guadagnato, per esempio, Dolph cadendo dalla cella sul solito tavolo dei telecronisti? Una risposta a questa domanda non è poi così scontata...

E parliamo di Braun Strowman. L'unica cosa positiva della sua attuale fase è quella di vederlo finalmente come monster heel, l'unico ruolo che avrebbe dovuto sempre impersonare (specie con il personaggio che gli è stato affidato, che in nessun modo possibile può essere considerato buono).

Ma è chiaro che ce lo ritroveremo in zona Universal Championship ancora per molto tempo, facilmente fino alle Survivor Series e forse anche dopo. Altrettanto chiaro che non aveva alcun bisogno di essere Mister Money in the Bank per costruire questa storyline.

E allora, una volta ancora, per quale diavolo di motivo buttare via una valigetta per qualcuno che tanto avrebbe potuto ottenere lo stesso ruolo negli equilibri di Raw anche solo respirando? Questa è una di quelle domande a cui la WWE non potrà dare mai una risposta convincente.

E arriviamo al main event di Dallas: Baron Corbin prova in tutti i modi a scippare il titolo di campione universale al povero Roman, che è un cucciolo indifeso e ce li ha tutti contro. Chiaramente a un certo punto sono arrivati anche Braun Strowman, Dolph Ziggler e Drew McIntyre a dar man forte a Corbin, quindi il resto dello Shield.

Una baraonda completa e totalmente illogica, con un epilogo che al contrario è stato chiaro e insindacabile: spear su Corbin, Romano resta campione. Tutto bello, tutto figo. Peccato che qualche minuto prima un Seth Rollins con la schiena a pezzi e una gamba sola (secondo storyline, sia chiaro) abbia dovuto difendere tutto solo la cintura di campione intercontinentale dall'assalto di un altrettanto acciaccato Dolph Ziggler.

E allora? Perché qui non sono intervenuti lo Shield, Baron Corbin, Braun Strowman, l'esercito e la marina per sostenere questo o quell'altro lottatore? La risposta è chiara: perché a Raw ora conta un uomo solo, ed è Roman Reigns.

Tutto è disegnato allo scopo di renderlo over, il più forte di tutti, il più vessato di tutti, il più amato da tutti. Con il risultato di gettare alle ortiche cinque stelle (Strowman, Rollins, Ambrose, Ziggler e McIntyre), una valigetta (che è come se non fosse stata assegnata) e uno sceriffo (Corbin).

Tutti inutili, o quantomeno piegati all'esigenza di rendere grande l'unico uomo che conta: Roman Reigns. Nell'attesa che se la veda con la grande Bestia di ritorno dal suo divano e dalle palestre della UFC: Brock Lesnar.

Che sarà abbattuto per rendere ancora più grande il più grande dei grandi Big Dog di tutto il mondo.