Dirty Deeds - Verità scomode: Paul Heyman è il vero fuoriclasse della WWE


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Dirty Deeds - Verità scomode: Paul Heyman è il vero fuoriclasse della WWE

Cosa fa di un personaggio legato al mondo del wrestling un vero professionista? Non esiste una sola risposta a questa domanda. La risposta da vocabolario sarebbe: fare del wrestling il tuo unico vero lavoro, quello che ti procura uno stipendio e la pagnotta.

Vero, ma ci sono diversi modi per ottenerlo, in una disciplina che coniuga preparazione fisica, atletica, tecnica e anche importanti doti comunicative, empatiche e carismatiche al microfono. E da quest'ultimo punto di vista c'è una personalità dell'attuale WWE che sta uno se non due livelli sopra a chiunque altro, e che nell'ultima puntata di Raw ha dato una lezione a chiunque abbia mai fatto wrestling nella sua vita.

E forse anche tv o cinema: il suo nome è Paul Heyman. Diciamo la verità: l'avvocato del "regnante, reggente, indiscusso, imbattuto campione universale" Brock Lesnar negli ultimi mesi aveva stufato, esattamente come il suo assistito.

I suoi promo a Raw mantenevano sì un alto livello di qualità, ma somigliavano sempre più a un disco rotto. Sorpresa delle sorprese, per chi non lo avesse capito: era proprio questo il messaggio che Heyman voleva mandare.

Perché quest'uomo sovrappeso, rubizzo, paonazzo, calvo, con una voce stridula e incredibilmente fastidiosa, è in grado di trasmettere emozioni come pochi altri possono vantarsi di fare. Pensate a qualsiasi versione di Heyman vogliate, del presente o del passato.

Quando dirigeva questo o quello show con il pugno di ferro, riusciva a incutere timore. Nonostante, come ha detto tra gli altri Chris Jericho, avesse l'aspetto di un tricheco. Da rappresentante di CM Punk e Heyman dava l'impressione di uno che muove le pedine, che è meglio non far arrabbiare, che fa e dispone come meglio crede.

Alla fine era riuscito pure a diventare noioso, lui che è uno dei personaggi più carismatici della storia del wrestling. Ma anche quella era keyfabe, anche quello era un work. Lo ha dimostrato l'attacco subito due settimane fa da parte dello stesso Brock Lesnar, che gli ha messo le mani addosso tramutandolo immediatamente in una foglia tremante, in un povero vecchio signore indifeso, in qualcuno verso cui era impossibile non provare compassione.

Quando la Bestia ha afferrato per il muso il suo (ex?) avvocato, quest'ultimo ha sgranato gli occhi perdendosi in un'espressione talmente stupefatta, terrorizzata e fragile da sembrare reale. Lo guardavi e pensavi: "Ma poverino!".

E stiamo parlando di Paul Heyman, uno dei personaggi più cattivi della storia del wrestling. A chiudere il cerchio ci ha pensato l'intervista a una Renee Young a sua volta molto brava nel trasmettere una concreta sensazione di disagio.

Heyman è apparso come un uomo distrutto, emaciato, senza più speranze, con la morte negli occhi e senza più uno scopo nella vita. Ha parlato di Brock Lesnar come di una persona a cui ancora vuole bene, ma che gli ha spezzato il cuore.

Lo ha fatto dondolando avanti e indietro, come chiunque di noi ha visto fare a una persona cara in preda alla disperazione. Poi è apparso ancora una volta tremante, spaventato dalla possibile reazione del suo ex assistito fuori controllo, e in grado di prendersi nuove rivincite o andare a caccia di ulteriori rappresaglie.

Quindi il monito a Roman Reigns ("Sta' attento, non è mai stato così incazzato e ti farà a pezzi"), in un ultimo barlume di lucidità. C'è poco da aggiungere, ragazzi: questo è un capolavoro di recitazione, emozione e comunicazione.

Uno di quei rari momenti in cui guardi uno show di wrestling e ti dimentichi di cosa ci sta dietro o intorno, ti fai coinvolgere dalla storia a cui stai assistendo e basta. Come nei film, ma in quelli fatti davvero alla perfezione.

Un segmento a cui solo un fuoriclasse poteva dare vita. E Paul Heyman, signori, è il vero fuoriclasse della WWE. E chiunque voglia imparare a parlare a un microfono dovrebbe prendere gli interventi di questo strano signore e impararne tutti i dettagli, perché questa è una comunicazione che funziona.

Sempre. E siamo pronti a credere che non appena Heyman tradirà Lesnar, Reigns o chi per lui tornando malvagio, ci convincerà all'istante di essere malvagio per davvero. Perché a trasmettere emozioni lui è davvero un fenomeno.

Anzi, un fuoriclasse.