Dirty Deeds - Verità scomode: Reigns vs Lashley, il nulla che nessuno vede


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Dirty Deeds - Verità scomode: Reigns vs Lashley, il nulla che nessuno vede

L'ultima puntata di Raw è stata la meno vista della storia dello show. Un dato che parla chiaro, severo ma giusto direbbe qualcuno.

E dire che di fasi oscure lo show rosso ne ha vissute tante, e dire che negli ultimi tempi qualche segnale positivo c'era stato, e dire che le avvisaglie di cosa non funziona avevano già parlato chiaro negli ultimi anni, e dire che l'attuale roster di cui dispone il roster di punta della WWE permetterebbe diversi tipi di soluzione, di esperimento, di interazione tra forze diverse, nuove, eterogenee.

Eppure i dati parlano chiaro. E, rispetto ad altri analoghi degli ultimi tempi, sono anche di analisi abbastanza facile. Prendiamo l'inizio della puntata in questione, l'ultima prima Extreme Rules, quella andata in onda da Boston in Massachusetts.

Ha presentato uno scontro verbale tra Roman Reigns e Bobby Lashley, basato sul nulla. Su una sorta di maxi capriccio di entrambi sul tono di "e qui comando io, e questa è casa mia", "no, non è vero", "sì, marameo", "gnegnegne".

Livello di profondità non tanto superiore a questo tipo di frasi, degne non del cortile della WWE (il famoso "my yard now", per intenderci), ma del cortile della scuola materna. Si stava tentando di costruire la faida più interessante dello show in vista appunto di Extreme Rules, che con il dolore nel cuore dobbiamo dire che è un ppv della WWE, questa WWE di metà 2018 che non è più in grado di definire cosa in realtà sia: basti vedere che il campione universale, tendenzialmente l'uomo di copertina di Raw (così almeno dovrebbe essere), ormai non viene nemmeno più citato negli show, il campione WWE viene trattato come se contasse meno del campione intercontinentale e si punta tutto sull'esplosione di due lottatori che non stanno competendo per niente.

La loro faida è talmente insipida da non essere nemmeno giustificabile con uno sforzo di fantasia. Perché Roman Reigns e Bobby Lashley ce l'hanno l'uno con l'altro? Perché dovevano lottare in un match che avrebbe dovuto determinare il primo sfidante di Brock Lesnar ed è saltato? Perché successivamente a entrambi ha dato fastidio il fatto che anche l'altro sia forte? Ma che Diavolo di storia c'è dietro? Oltretutto va considerato che stiamo parlando del solito, eterno maineventer della WWE da tre anni a questa parte (con pochissime pause) e di un lottatore che ha fatto sfracelli altrove ma che da quando è tornato in WWE è stato proposto solo ed esclusivamente come un povero scemo, forte, muscoloso ma senza un briciolo di spessore.

A partire dalle sue reazioni assolutamente random di fronte ai promo altrui (a volte ride, a volte fa la faccia brutta, a volte perde la testa e inizia a picchiare, senza però che nessuna di queste decisioni abbiano alcun senso).

Insomma, parteggiare per l'uno o per l'altro è al momento estremamente difficile. Come difficile è immaginare di essere interessati a un grande, ultimo match che li ponga uno davanti all'altro: non è in palio niente, non è una questione di bene contro il male, non è uno scontro generazionale, non è una battaglia per il predominio di qualcosa.

Non è nulla. In più l'inizio puntata di Raw è poi degenerato nella classica rissa in cui tutto il roster divide i due contendenti, scappatoia sempre buona quando non hai idee sul culmine da raggiungere in una faida (cioè, in questo Raw del 2018, sempre).

In questo caso poi il senso di "tutto il roster" è stato più letterale di altre volte. Tra gli atleti coinvolti nel separare Roman e Bobby inferociti senza motivo c'erano Finn Bàlor, Bobby Roode...

gente che dovrebbe avere di meglio da fare. E anche loro, nella marea di gente coinvolta in questo scempio, sono stati atterrati dal volo sopra la terza corda di SuperRoman, che ha tirato giù 15-20 lottatori. Chi vi scrive, dopo quel segmento, ha avuto la tentazione di spegnere tutto, lasciar perdere e dedicarsi a qualcosa di più interessante.

Il sospetto è che non sia stato l'unico. Ricordiamoci la Royal Rumble 2016, quella del tremebondo "One vs All" in cui Roman Reigns era il centro dell'universo e il concetto stesso della rissa a 30 uomini era stato fatto a pezzi per esaltare un solo lottatore da mandare nel gargarozzo dei fan.

Questa puntata di Raw ha avuto lo stesso significato. Se inizi con tutto il roster che non riesce a tenere a bada Bobby Lashley e Roman Reigns, con quest'ultimo che con un solo balzo li tira giù tutti, significa che Raw non ha più nient'altro da dire.

E che quindi, di fatto, la puntata è già finita dopo quei 10 minuti scarsi. Non lamentiamoci poi se vengono battuti i record di più bassi ranking televisivi di sempre. Perché se uno show rappresenta il nulla, a nessuno può venire la voglia di vederlo.

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