Dirty Deeds - Verità scomode: Braun Strowman bullo della WWE antibulli


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Dirty Deeds - Verità scomode: Braun Strowman bullo della WWE antibulli

"Lasciate che vi racconti un aneddoto personale su Vince McMahon: noi facciamo tutta questa campagna contro il bullismo, va bene?". Furono queste le parole con cui, sette anni e qualche giorno fa, CM Punk chiuse il suo storico Pipebomb a Raw, appena prima del push che lo rese campione WWE ai danni di John Cena.

E se la WWE (soprattutto Raw) di questi anni sembra sempre più voler confermare le sue parole dell'epoca (i part timer che si prendono i main event per il bene del business, i beniamini e lecchini del capo che prendono il sopravvento e le idee del Boss della WWE imposte al di là della logica anche a causa di dirigenti incapaci di dirgli di no), la puntata di Raw dello scorso lunedì è sembrata chiudere il cerchio.

Perché CM Punk giorni dopo spiegò cosa volesse dire, ossia che "Vince McMahon era il più grande bullo che si sia mai visto in WWE" e ciò che la compagnia ha permesso di fare a Braun Strowman al termine della puntata di Sioux Falls, in South Dakota, sembra purtroppo dare ragione al buon vecchio Straight Edge di Chicago.

Braun Strowman era nato come un cattivo inarrestabile, un mostro senza controllo che se la prendeva prima con jobber e piccoletti (come dimenticare la sua faida con Kalisto?), poi è stato colto da un'improvvisa popolarità che ha indotto la WWE a spostarlo tra le fila dei buoni.

Senza però di fatto cambiargli il personaggio. E se non ha stonato del tutto lo Strowman che riemerge dalla spazzatura dopo TLC e se la prende con The Miz e il Miztourage, se non era del tutto fuori contesto lo Strowman che tira giù a braccia impalcature di ferro lunghe centinaia di metri addosso a Kane e Brock Lesnar prima della Royal Rumble, già alcuni momenti delle ultime settimane hanno iniziato a superare una linea che non andava superata: un buono che distrugge svariati strumenti musicali addosso a un cattivo (Elias) che nulla ha fatto per meritarselo, forse è un buono che la sta facendo fuori dal vaso.

Ma se la linea del buon gusto con Elias era stata appena varcata, con Kevin Owens la WWE ha tracimato. Provate a ripensare con calma a ciò che avete visto negli ultimi minuti di Raw: Owens deve affrontare Braun, è spaventato e scappa.

Decide di nascondersi e lo fa in un gabinetto chimico. Con l'inganno (una vocina da donna) Strowman lo trova, lo rinchiude all'interno del gabbiotto con del nastro adesivo (???), lo porta a spasso per l'arena, quindi sullo stage.

A quel punto lo mette in bilico sulla rampa e abbatte il bagno al cui interno si trovava il suo avversario, che riemerge coperto dai liquami colorati tipici di quel tipo di sanitario. E il pubblico accompagna tutta l'operazione con ovazioni e urla di approvazione.

Ora, chiamate tutta questa scenetta come vi pare. Ma al di fuori del contesto wrestling si chiama in un solo modo: bullismo. In passato la WWE aveva regalato siparietti analoghi, ma era il cattivone di turno a portarli avanti.

Oppure, in altri più rari casi, il buono umiliava il cattivo ma solo se quest'ultimo aveva fatto davvero di tutto per meritarselo. Ma in generale era davvero raro vedere azioni del genere da parte di un buono, a meno che non fosse qualcuno "sopra le righe" (alla D-X) o che fosse la definitiva resa dei conti su un rivale bastardo al 100%.

Qui, al netto di tutto, cosa ha fatto KO per meritarsi un trattamento del genere? Da un buono? La cosa più grave, tra l'altro, è che essendo Strowman un "buono", di fatto il messaggio sottinteso alla scenetta è che tutto sommato non è sbagliato trattare così gli altri.

Se uno è un panzone, antipatico, borioso e un po' prepotente, allora chiudiamolo con lo scotch in un cesso pubblico e buttiamolo giù dalle scale. La WWE sbaglia. Se crede di proporre Strowman come un buono sbaglia.

E prima o poi qualcuno un po' più importante di noi glielo farà notare, e saranno dolori. Come spiegare, infatti, che la stessa compagnia che permette a un buono di comportarsi come il più infame dei bulli è la stessa che promuove iniziative lodevoli antibullismo come Be-a-Star? Senza girarci intorno, è impossibile.

Come impossibile diventa non ripensare a quelle vecchie parole di CM Punk... .