Dirty Deeds - Verità scomode: quanto pesano schiaffi e personaggi


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Dirty Deeds - Verità scomode: quanto pesano schiaffi e personaggi

In questo giugno che pigramente si avvia verso un Money in the Bank partito un po' in sordina e che ora sembra invece potersi trasformare in uno show più interessante, c'è da rilevare come finalmente la settimana sia stata dominata da tre personaggi.

Anzi, da tre uomini: Braun Strowman, Shinsuke Nakamura e, in due diverse puntate, CM Punk. Partliamo dai capitoli più facili: Raw non se la sta passando un granché bene nelle ultime settimane, tra un campione che come al solito non c'è (Brock Lesnar), un top guy a un passo dall'implosione (Roman Reigns) e faide che con il tempo che passa stanno diventando sempre più stucchevoli (su tutte, come sempre, Sami Zayn vs Bobby Lashley).

In questo quadretto certo non troppo edificante, spicca il Monster Among Men, che prosegue nel suo cammino verso la leadership dello show rosso. Questa volta, nella puntata di lunedì scorso tenutasi a Houston in Texas, sulla sua strada si è parato uno di quei lottatori un po' dispersi in questa WWE piuttosto confusa: Bobby Roode.

Ebbene, Braun ha tenuto fede al suo personaggio di distruttore senza pietà e anche alla sua fama di "meme boy" spezzando con la sola forza delle mani una scala d'acciaio. Niente di particolarmente rivoluzionario, ma è una scena mai vista prima in WWE.

Un piccolo inedito, in una compagnia in cui tutto sembra ripetersi sempre uguale, e tanto difficile è vedere qualcosa di davvero nuovo. Ecco, Strowman ne ha combinata un'altra. E, dopo aver fatto il giro del web, c'è da scommettere che la scena della scala rotta a mano la vedremo e rivedremo in futuro: è uno di quegli "highlights" già immortali nel momento stesso in cui vengono effettuati.

A SmackDown prosegue invece la faida per il WWE Title tra AJ Styles e Shinsuke Nakamura, una faida stantia già da mesi. Eppure questa faida servirà eccome, e vedrete che sul medio e lungo termine si rivelerà utile.

Il motivo è che sta permettendo al giapponese di crescere come heel, crescere a dismisura. Shin (come amano chiamarlo in America) è sempre più a suo agio nei panni del cattivaccio urticante, una modalità di antagonista che raramente funziona.

Qui invece sta funzionando sempre meglio. Il King of Strong Style ci ha messo un po' di tempo a prendere le misure al main roster e altrettanto a interpretare il ruolo di cattivo, ma ormai è perfetto: lo vedi e ti dà fastidio, ti verrebbe voglia di prenderlo a schiaffi.

E anche per questo lo sberlone di AJ Styles è stato catartico per il campione e anche per il pubblico. Lo abbiamo visto come il modo migliore di affrontare un avversario del genere. E non a caso anche questo filmato è stato visto e rivisto sul web, e in seguito riproposto in tutte le varianti possibili.

Infine CM Punk. Impossibile girarci attorno: meno la WWE vuole che se ne parli, e più se ne parla. Lo Straight Edge in pochi giorni ha vinto la sua battaglia legale con la compagnia che rischiava di ricomprargli praticamente la vita e poi nel weekend si è giocato le carte a sua disposizione per rendere reale il suo sogno: il campione reietto della più grande federazione di wrestling che abbandona il mondo che lo ha reso celebre e si ricostruisce una vita e una carriera in un altro mondo, quello in cui le botte fanno male per davvero, in cui devi avere una strategia difensiva e offensiva e non basta essere preparato fisicamente e atleticamente: il mondo delle arti marziali miste.

Ebbene, la realtà ha dato al buon Phil Brooks uno schiaffo dalla violenza tramortente. Uno schiaffo che fa male, a lui e a chi crede nelle favole che possono tramutarsi in realtà. Uno schiaffo che ci ricorda cosa è la vita: non ci si può reinventare diversi da quelli che siamo, non senza un lungo cammino di preparazione, di conoscenza e di esperienza che si accumulano in un'intera esistenza e non in qualche anno di impegno anche totale.

La vita non è un film, di quelli che andavano per la maggiore soprattutto tra anni '80 e '90 in cui contro ogni pronostico realizzavano le proprie favole sportive personali svariati personaggi delle più improbabili provenienze, estrazioni o...

razze animali (vedi cani, gatti o porcellini che vincevano campionati sportivi di portata nazionale e non). La realtà è un posto diverso. E forse lo schiaffo preso da CM Punk è quello che fa più male, anche a tutti noi.

Quello che ci ha ricordato che i sogni da soli non bastano. .