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Dirty Deeds - Verità scomode: nuovi eroi crescono, nuovi eroi sprofondano

Dirty Deeds - Verità scomode: nuovi eroi crescono, nuovi eroi sprofondano

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Quale effetto benefico può avere per Raw un Roman Reigns campione intercontinentale? Una prima risposta è già arrivata lunedì in quel di Knoxville, Tennessee, dove il samoano ha per la prima volta difeso il suo titolo dall'assalto di un nuovo rivale, finalmente.

E non è stata l'unica boccata di aria fresca della settimana, anche se una delle più piacevoli. Al di là dei meriti del suo personaggio, dei promo e in generale di come viene scritto, bisogna dire che questo Elias funziona.

E funziona in tutti i modi possibili. Conquista l'attenzione del pubblico, è formidabile nel farlo vibrare a proprio piacimento (come quando, a seconda della reazione, decide di cantare o di restare zitto) e contro Roman ha dimostrato una volta per tutte di poter dare un contributo più che buono anche a livello di lottato.

Decisamente gradevole il match tra i due, forse uno dei migliori disputati recentemente dal Big Dog a Raw. Interessante anche quello che è successo dopo, con Samoa Joe pronto ad aggredire Reigns facendogli di fatto capire che il prossimo ostacolo nel suo regno di campione intercontinentale sarà proprio lui.

Ed è un bell'attestato di stima (meritatissimo) per Joe, che finalmente può ambire davvero a conquistare un titolo nel main roster, dato che un suo ipotetico trionfo nella faida per il titolo universale con Brock Lesnar non è mai stato nemmeno preventivato.

Resta da definire la situazione di Finn Bàlor, che dopo Bray Wyatt ora è alle prese con Kane. I piani per lui sembrano ancora altamente disordinati, ma anche solo il fatto che questa settimana si sia preso un main event è un fatto positivo.

Riguardo a Bray Wyatt, invece, come non menzionare il suo ultimo, delirante discorso (lui non crede nelle festività, si nutre dell'ignoranza e delle sofferenze della gente, che tanto comunque è tutta morta...

sì, buona festa del ringraziamento anche a te, Bray!), con conseguente vittoria su Matt Hardy. E le due cose (forse entrambe) hanno accelerato ciò che tutti aspettavano da tempo: la trasformazione del membro del Team Extreme in Broken Matt (anzi no, Woken Matt), con tanto di cori "Delete! Delete!" in diretta mondiale e una serie di messaggi via social network in settimana.

E la gente non vede l'ora. Riassumendo: Elias, Samoa Joe, Finn Bàlor, Woken Matt Hardy. Finalmente il midcarding di Raw sta vivendo uno scossone, dopo tanti, troppi mesi in cui tutto era stagnante dietro i lanciatissimi Brock Lesnar, Braun Strowman e Roman Reigns & The Shield (perché nessuno venga a raccontarci che i tre dello Shield sono sullo stesso piano...

ormai è un "Roman + quegli altri là", purtroppo). Ora invece sembra che possano trovare il giusto sviluppo anche quei lottatori piazzati qualche gradino più sotto, ma fondamentali nella qualità generale di uno show come Raw.

Peccato che ne manchi uno, forse uno di quelli su cui la WWE più puntava. Si tratta di Jason Jordan, che ancora una volta ha fatto flop. Nemmeno andare contro Kane gli ha fatto guadagnare un minimo di tifo, affetto, perfino compassione da parte del pubblico.

Anzi, il suo personaggio è stato costruito talmente male che la gente è addirittura felice di vederlo soffrire, come quando il sadico Kane infieriva sul ginocchio infortunato. Così non va, questo personaggio va cambiato e in fretta, se non si vuole rovinare per sempre la carriera di un ragazzo comunque talentuoso.

E a SmackDown? Lì poche buone notizie questa settimana. Uno show davvero scialbo, con questa sensazione di aria pulita che è arrivata solo nel finale, quando Randy Orton ha finalmente perso per mano di Kevin Owens.

E dire che lo show blu dispone di Bobby Roode (bene che vada per il titolo degli Stati Uniti, ma fatelo lottare santo cielo!), Shinsuke Nakamura e anche due talenti sprecati come Dolph Ziggler e soprattutto Rusev. Che vanno sfruttati, meglio e quanto prima.

In fondo basta talmente poco per dare una piacevole ventata di novità... .