APRON RING

The Prizewriter - Non tutti i figli di papà escono col buco

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by Ernesto Bosio

Analisi della situazione divertente ed in divenire di Jason Jordan

Ciao a tutti amici/amiche di World Wrestling, questa settimana parliamo di un personaggio che sì sottotraccia, ma sta lasciando il segno. L'atleta in questione è passato dall'immeritato anonimato, ad una rilevanza di un certo peso, in un modo che avrebbe tarpato le ali a chiunque così a sensazione, ed invece non sembra stia andando così.

Stiamo parlando del figlio più segreto della WWE, Jason Jordan. Quando, dopo mesi di storyline, che sembrava potere scuotere un intero roster, il buon Kurt Angle ha svelato il segreto che si celava dietro le sue mille telefonate, credo che tutti abbiano storto il naso vedendo apparire un ragazzone, oltretutto la metà di un tag team dall'alto potenziale smembrato, che impacciato saliva sul ring ed abbracciava quello che tutti sanno benissimo non essere suo padre.

Siamo ricaduti nel trash avranno pensato in molti, chisà cosa ne verrà fuori... Ma con lui la scelta che è stata fatta è: andarci piano, per evitare di bruciarlo, e la cosa sembra oltre che condivisibie anche apprezzabile.

Le sue doti sono sotto gli occhi di tutti, sul ring è una furia, oltre ad essere molto tecnico e di presenza scenica, lo stile di lotta greco romana che adotta, esempio del suo background gli dona quella credibilità e concretezza che nel mondo del wrestling sono merce rara, anche agli occhi di un osservatore esterno come potrebbe essere un fan occasionale.

I suplex, con mille caricamenti diversi, sempre originali e sintomo di grande forza e tecnica sono il suo marchio di fabbrica, come il grande atletismo dei dropkick e dei moonsault che gli vediamo eseguire, sempre con grande pulizia.

Inoltre il ruolo di favore che occupa in quanto figliuolo del gm non lo ha reso un personaggio spocchioso o antipatico, ma un ragazzo umile che per guadagnarsi il rispetto di tutti, papà in primis, sceglie di lavorare sodo e di dimostrare quanto valga sul campo.

E a questo si può arrivare anche dopo le sconfitte, che per quanto bistrattate, se vengono con onore innalzano il personaggio perdente ma lottatore. Nei due bei match contro Finn Balor (che ha chiesto lui al paparino) e contro John Cena il ragazzo ha messo in difficoltà i due affermati campioni e, sebbene presentato come rookie, non ha mai sfigurato, o si è dimostrato inferiore.

Questo può essere un buon viatico per un futuro quanto meno in crescita per l'atletico ragazzo. Come abbiamo capito un percorso di elevazione troppo repentino non giova a chi diventa macchina distrutricce da una sera all'altra.

Più che altro nel wrestling, come nella vita, tutto deve essere accompagnato da un'aura di fatica, di sacrificio, che doni un senso alle imprese, e che fa pensare che con il giusto impegno anche tu potresti farcela.

Se vinci sempre e comunque fa pensare che tutto sia dovuto, che tu sia un predestinato, attirando scontenti ed invidie, fra colleghi e fans. Quindi iniziare in questo modo sembra doveroso. Poi nessuno sa cosa succederà, se il ragazzo sarà protetto dal padre come face in questo modo o se uno dei due o entrambi turneranno heel, e se avverrà un distaccamento con annessa faida, il bello a questo punto è che tutto è possibile e che, in ogni puntata di Raw, ci sia spazio per un bel lottato, e un match contro avversari sempre diversi per il giovane Jordan, modo innovativo per innalzare un wrestler, una sorta di messa alla prova continua, che non annoia e che vedremo dove lo porterà.

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