APRON RING

Focus on: declino inesorabile o periodo transitorio?

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by Federico Gatto

Carenza di interesse e pubblico, mancanza di idee: siamo nel peggior periodo per la storia WWE?

Ricordate quel disastroso periodo in cui la WCW si seppellì piano piano con le sue stravaganti storyline e la gestione dirigenziale pessima? Stiamo parlando della fine degli anni novanta e i primi duemila. Il successo conquistato negli anni andò in fumo grazie a strafalcioni di booking come David Arquette o Vince Russo campioni mondiali.

Un imbarazzante penuria di idee che portò all'inevitabile collasso. Alla WWE, contrariamente, questo periodo restituì il prestigio ed aiutò a riconquistare il pubblico che ormai sembrava destinato a tifare Goldberg e Holliwood Hogan negli anni a venire.

Ma quella WW(F)E è lontana anni luce, ora ci troviamo a porci una domanda: a Stamford stanno passando il periodo di squallore simile a quello che colpì la concorrenza? Si, senza dubbio. O forse sono stato l'unico a vedere un atleta e personaggio maiuscolo come Kurt Angle annunciare l'esistenza di un figlio illegittimo in diretta tv? Ma davvero nel 2017 con i social network che permettono la conoscenza, o quantomeno l'invasione più o meno gradita della privacy, dei personaggi famosi e delle loro vicissitudini a qualcuno è venuta in mente una sciocchezza simile? A che scopo? A cosa può portare una trovata simile? Se si voleva spingere un lottatore più in alto sarebbe stato sufficiente farlo con i meriti sul ring oppure optando per una storyline leggermente più verosimile.

Jinder Mahal con gli scagnozzi visti e rivisti; copie sbiadite dei Basham Brothers e della J&J Security. Brock Lesnar che sostiene di essere una macchina da guerra dimostrando solo di sostenere cinque minuti scarsi di incontro ogni pay per view.

E ho appena descritto i due campioni mondiali. Siamo al peggio del peggio? Si, ma la cosa grave è un'altra: la mancanza di concorrenza. La federazione dovette cambiare in fretta il prodotto proposto per non permettere ai rivali di rimanere all'apice e quindi dettare legge nel settore.

Ora quella rivalità non c'è. Per quanto la NJPW o la TNA possano proporre uno spettacolo di buona o ottima qualità non arriveranno mai alla fama e la notorietà che ha la WWE nel mondo. Quindi non c'è la pressione che spesso può essere positiva della concorrenza.

Lo stimolo a migliorare per non rimanere indietro. Niente di tutto ciò, anzi, una seduta sempre più comoda sugli allori. E la cosa fastidiosa è la presenza di grandi talenti. Il territorio di sviluppo NXT è una trovata eccellente, che sfuma tuttavia appena gli atleti arrivano nei main roster.

Non faccio fatica a credere che se il "roster giallo" avesse lo spazio e le risorse impiegate per Raw sarebbe la forza trainante della federazione. Lo spettacolo c'è a NXT e sta fornendo grandi personalità negli anni che si sono affermate e continuano a farlo; Kevin Owens, Seth Rollins, Roman Reigns, Sami Zayn, Neville o Baron Corbin sono solo alcuni dei nomi che si sono fatti le ossa per poi avere una brillante carriera una volta proposti al grande pubblico, senza impallidire contro avversari illustri come John Cena o Triple H.

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