APRON RING

Dirty Deeds - Verità scomode: la lacrima che ha cambiato tutto

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by Marco Enzo Venturini

Enzo Amore ci ha ricordato cosa serve per funzionare in WWE, quando non sei un lottatore di un talento cristallino.

Lo abbiamo detto mille volte, se la WWE si chiama così un motivo c'è. Ci deve essere il wrestling, preferibilmente di livello altissimo. Ci dev'essere il respiro mondiale, motivo per cui lottatori di primissima fascia non riescono a diventare big assoluti.

Ma ci deve essere anche un importante spazio per quella E. La E di Entertainment, spettacolo. E quando il tuo talento non è esattamente cristallino puoi sopperire con prestazioni magistrali proprio nell'ambito di quella E.

La E di Entertainment, ma anche la E di Enzo. Il lottatore che in questa settimana ci ha dato una straordinaria dimostrazione di capacità e anche una sonora lezione. Perché va detto senza giri di parole. Dopo l'interessante esordio bagnato insieme a Big Cass dopo WrestleMania 32, nei mesi la coppia di lottatori italo-americani sono andati via via stufando.

I promo al microfono di Enzo, lunghi, lunghissimi, eterni e non-sense, sono stati vissuti in particolare come il cetriolo nel cheeseburger. Vai a mangiarti un cheeseburger, sai che lo vuoi e che magari ti lascerà deluso, e sai che c'è quell'ingrediente che proprio non ti piace.

O quantomeno non ti interessa. Ma sai che ti toccherà ingurgitartelo, oppure niente cheeseburger. Da qui i piani della WWE di far separare Enzo & Cass. Giunti a compimento lunedì scorso a Raw, sul ring di Evansville in Indiana.

Addirittura nel segmento che ha concluso lo show. E i due, signori e signori, hanno dimostrato di meritarselo, di chiudere lo show. Big Cass come heel si è dimostrato sciolto, disinvolto, con una parlantina convincente e soprattutto la mimica necessaria a convincere chi ha assistito allo show.

E poi Enzo. Enzo sul ring ha dimostrato nei mesi tutte le sue difficoltà. Non è certamente un talento della natura, probabilmente non sarà mai un vero campione e nemmeno una Superstar nel senso tradizionale della parola.

La sua storia parla per lui: si allenava nella palestra di Triple H, che lo ha notato per le sue doti di intrattenitore e ha deciso di farlo crescere in WWE, per poi portarlo a NXT e successivamente nel main roster. Non era un wrestler, giunto all'apice planetario per la sua gavetta e le sue straordinarie prestazioni altrove.

Era un ragazzo che deve aver fatto morire dalle risate il buon vecchio The Game, in contesti che nulla c'entrano con le mosse da fare tra tre corde su un quadrato. Chiedere qualcosa di diverso a Enzo è sbagliato.

E l'intensità che il Certified G ci ha messo quando Cass gli si è rivolto a brutto muso ha fatto capire perché Triple H ebbe quella intuizione. Lo ha fatto capire a tutto il mondo. In tanti abbiamo mal sopportato Enzo in questi mesi.

Ma quei pochi minuti gli sono bastati per creare da parte nostra un'empatia nei suoi riguardi. Una sincera compassione. Quasi un pizzico di senso di colpa per averlo tanto odiato. Con quegli occhioni sgranati e soprattutto quella lacrima che è stato in grado di farsi sgorgare dal viso.

Piangere a comando non è facile. Sono stati fatti innumerevoli sketch comici sull'argomento. E anche la stessa WWE ci ha regalato negli anni segmenti strappalacrime sinceramente imbarazzanti, con i protagonisti sul ring immortalati in mille smorfie che tutto trasmettevano tranne una sensazione di tristezza.

Enzo non ne ha avuto bisogno, è stato immobile, con gli occhi sgranati e una lacrima a solcare il suo viso. E questa è stata una prova da grandi. La prova definitiva che ci ha fatto capire perché Enzo merita di stare in WWE.

E ora vogliamo vedere come la sua rivalità con Big Cass andrà avanti. .

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