APRON RING

Dirty Deeds - Verità scomode: ridiamo peso alla valigetta

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by Marco Enzo Venturini

Indipendentemente da chi sarà il prossimo Mister Money in the Bank, è importante che il suo ruolo nei prossimi mesi sia ben definito.

Kevin Owens e Shinsuke Nakamura, Dolph Ziggler e AJ Styles, Baron Corbin e Sami Zayn: chi tra loro sarà il prossimo Mister Money in the Bank? Una domanda che troverà una risposta solo tra qualche ora, con la WWE che martedì scorso ha provato a mischiare le carte in attesa del grande evento.

Riuscendoci solo in parte. Sul ring di New Orleans, in Louisiana, abbiamo visto i sei contendenti all'ambita valigetta combattere nel main event dello show nell'inevitabile tre contro tre: i buoni contrapposti ai cattivi.

E che cosa abbiamo capito? Abbiamo capito che Sami Zayn è il principale sfavorito del lotto, il che lo rende un papabile vincitore. Abbiamo capito che AJ Styles e Kevin Owens sono al momento un po' in ombra, ed è giusto così: entrambi sono stati campioni assoluti nel corso dell'ultimo anno, consegnare la valigetta a uno di loro sarebbe poco utile.

Il loro status non ha bisogno di un'affermazione da Mister Money in the Bank. Chi ne avrebbe bisogno è invece Dolph Ziggler, che però sarebbe sicuramente il meno credibile tra i papabili detentori della valigetta versione 2017.

E poi c'è Baron Corbin, per tutti gli addetti ai lavori il vero favorito d'obbligo di quest'anno. Queste le carte sul piatto. Ma, con l'evento di St. Louis che ancora deve disputarsi, forse ciò che serve è un appello alla WWE.

Quasi una preghiera. Il Mister Money in the Bank serve troppo a questa WWE. Quindi tenetelo da conto e non bruciatelo per una faida destinata magari a esaurirsi tra un mese o massimo due (sì, il riferimento è a Summerslam).

L'anno scorso la valigetta è rimasta in circolazione per una mezz'oretta o poco più: il tempo che è servito a Dean Ambrose per staccarla dalla cima del ring e consegnarla all'arbitro dopo lo scontro tra Roman Reigns e Seth Rollins, rimasto campione per pochi secondi.

Quello fu un momento che tutti ricorderemo: i tre dello Shield che incrociano l'uno le strade degli altri, i tre ex paladini della giustizia tutti campioni del mondo WWE nel giro di un minuto. Uno spettacolo. Ma che ci ha privato per mesi di un punto fermo della WWE degli ultimi anni: la scheggia impazzita del Mister Money in the Bank.

Provate a riavvolgere il nastro dei vostri ricordi. Prima di Dean Ambrose i proprietari della valigetta sono stati l'anomino Sheamus, il Seth Rollins legato all'Authority e prima ancora Randy Orton. Insomma, tre super cattivi che avevano importanti alleati alle loro spalle (sostanzialmente Triple H e compagnia, seppur in forme diverse) e per cui la valigetta è stato solo un vezzoso accessorio.

Un interessante orpello. Non qualcosa che, come avvenuto in passato, ne definiva lo status. Non parliamo di incassi: quello di Orton è stato bello e inatteso, quello di Rollins addirittura uno dei migliori di sempre. Parliamo dello status di Mister Money in the Bank.

Quello che, ad esempio, avevano incarnato alla perfezione Dolph Ziggler, The Miz, lo stesso Daniel Bryan. Per non parlare del primo, inimitabile: Edge. Si trattava di lottatori di livello medio-alto, che grazie alla valigetta hanno compiuto il definitivo salto di qualità.

La utilizzavano in ogni circostanza possibile, come oggetto contundente e come minaccia costante per i campioni dell'epoca. Pensate ad esempio a quella azzurra di Dolph Ziggler, incassata quasi nove mesi dopo la sua conquista e contraddistinta da quel caratteristico bozzo su uno dei due lati.

Figlio senz'altro di un pestaggio ai danni di un avversario, chissa chi. Quel bozzo testimoniava la lunga storia, le tante traversie che un semplice oggetto come la valigetta in questione aveva superato, prima di tramutarsi in oro: la cintura di campione del mondo dei pesi massimi conquistata con merito dallo Show Off.

Quel Dolph Ziggler era diventato la sua valigetta. E la valigetta era diventata Dolph Ziggler. Questo è il potere che un match del genere può regalare al suo vincitore. Ed è un potere che la WWE non può permettersi di gettare alle ortiche.

Ecco perché non devono più esserci valigette intese come accessori di lottatori già completi. Lottatori che hanno altri punti fermi nel loro status. Ma devono esserci invece valigette che costituiscano una boa, un punto di svolta per coloro che andranno a conquistarla.

Che senza valigetta erano un certo tipo di lottatore e poi diventano un altro tipo di lottatore. Cambiato proprio dalla sua valigetta. Speriamo caldamente che la WWE se ne renda conto e decida di rendere, finalmente, anche quella del 2017 una valigetta di questo tipo.

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