APRON RING

"Joe is gonna kill Brock!"

-  Letture: 1349
by Federico Gatto

Un cattivo di rilievo contro l'indistruttibile part-timer: si scontrano due mascelle durissime

Quello che fino a due anni fa era considerato un dream match ora diviene realtà: Brock Lesnar, uomo simbolo di una federazione dal potere indiscusso come la WWE, sfida il lottatore di strada emblema delle realtà indipendenti, quel Samoa Joe che si è fatto i muscoli negli anni contro l'avversario più congeniale anche alla bestia, ovvero Kurt Angle.

Apparenza e teatralità da carrozzone di intrattenimento sono diventate componenti fondamentali del personaggio Lesnar: ha un rappresentante personale (di un certo rilievo come Paul Heyman), parla pochissimo e appare raramente sugli schermi come a volerci onorare della sua ingombrante presenza, che almeno una volta si traduceva in distruzioni casuali di oggetti e persone ma che ora è sinonimo di noiosi monologhi del suo portavoce.

Il lottatore Lesnar invece vanta un'esplosività atletica fuori dalla media che può rendergli facile qualsiasi sollevamento e con notevole velocità. Samoa Joe è stato indicato per anni, spesso insieme ai colleghi Aj Styles e Jeff Hardy, come il miglior atleta al di fuori della WWE: potente, tecnico, astuto, abile nella lotta a terra e soprattutto incredibilmente agile per la sua stazza.

Faccia da duro e grande carisma. Per Brock parla Paul, per Joe parla il ring. Anni di gavetta in vari circuiti indipendenti e la consacrazione come una delle superstar pilastro nella storia della TNA. Una roccia sulla quale si sono infrante le ossa di parecchie persone (chiedere a Seth Rollins), Joe vanta a suo vantaggio quell'imprevedibilità che l'attuale campione universale ha smarrito lentamente negli anni a favore di incontri dominanti ma spesso noiosi.

La faida con Rollins stava per minare l'interesse attorno a Joe e quindi andava messo alla prova il suo spessore. E quale migliore sfida se non questa? The Samoan Submission Machine comes to Suplex City. Uno scontro tecnico e duro, fatto di colpi devastanti e grossi tonfi sul ring; sollevamenti da urlo e pugni stiff, gomitate e lividi, ecco cosa mi aspetto dall'incontro in sè, a prescindere dalla costruzione della storia.

Cattivone contro cattivone. E tutti gli altri stanno a guardare? Speriamo di no. Potenzialmente il team di sviluppo ha per le mani una storyline epica che potrebbe finalmente risaltare sulle altre, se sviluppata con astuzia e qualità.

Anche se credo che il ruolo degli altri quattro partecipanti al main event di Extreme Rules sarà rilevante, non credo che verranno accantonati e lasciati in balia della noncuranza in attesa che nasca da sola una situazione interessante.

Non converrebbe a nessuno, a meno che non si voglia creare da zero un'improbabile feud che porterebbe solo ad inutili tag team match a Raw, magari con un'alleanza Rollins-Reigns. A meno che questo, unito alla perdita del titolo intercontinentale di Ambrose, non preluda a una (ri)conciliazione particolare...

.

Powered by: World(129)