APRON RING

Dirty Deeds - Verità scomode: un bel capitolo di un brutto romanzo

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by Marco Enzo Venturini

I protagonisti di Raw si danno da fare. Ma è la storia che devono raccontare che fa acqua da tutte le parti.

Chi ha guardato Raw lunedì scorso ha visto sul ring di Greenville, in South Carolina, i cinque protagonisti di Extreme Rules. Coloro che si contenderanno la possibilità di sfidare il campione che non c'è, quel Brock Lesnar che nessuno vede da due mesi ma che nella sua casetta di Minneapolis custodisce qualcosa che dovrebbe detenere e non possedere.

Perché è qualcosa che appartiene al WWE Universe, casomai alla WWE: la cintura di Universal Champion. Ma dal momento che se la tiene per sé da WrestleMania sembra ormai diventato qualcosa di suo e non della federazione che lo paga.

Vabbè, storia vecchia. Torniamo al ring di Raw. Qui abbiamo visto in un match a tre sfidarsi i due cattivi del lotto (Samoa Joe e Bray Wyatt) e il supposto favorito di Extreme Rules, Finn Bàlor. E in seguito, nel main event, l'ennesimo scontro tra Roman Reigns e Seth Rollins.

Dopo una vita da alleati, da acerrimi rivali e poi di nuovo da alleati. E sapete cosa c'è? Lo spettacolo a cui hanno dato vita è stato buono. Anzi, molto buono. Ma qualcosa non ha funzionato. Se è vero, come ha sottolineato il 'Wrestling Observer', che è stato il main event meno visto della storia di Raw.

I primi tre protagonisti del ring hanno dato vita a un bel match, vibrante ed equilibrato. Sia dal punto di vista tecnico che narrativo. Bàlor è perfettamente a suo agio nei panni dell'underdog che emerge a dispetto di tutte le avversità (alla Daniel Bryan per intenderci), Samoa Joe è il perfetto distruttore, Wyatt dopo alcune battute a vuoto è tornato a muoversi bene anche sul ring e non solo a parole (molto ben raccontato il momento in cui un Bray apparentemente in difficoltà si è messo improvvisamente a quattro zampe e schiena inarcata lasciando Joe a bocca aperta).

E poi è giunto il momento di Rollins e Reigns. Che dire? Uno splendido match. Con tante manovre, l'Architetto che ha provato tecniche che non mostra tutti i giorni e ha tentato in ogni modo di abbattere l'inaffondabile Roman, poi tanti scambi, tentativi di schienamento vanificati.

E dopo uno splendido volo (a vuoto, però) di Seth, la spear decisiva. Vittoria a Roman. Che quindi parte da sfavorito ad Extreme Rules, come l'altro vincitore Joe (è sempre così nelle ultime puntate di Raw prima di un ppv).

E allora cos'è che è andato storto? Perché i fan hanno deciso di abbandonare un momento dello show che si è poi rivelato tanto ben fatto? La risposta è tanto semplice quanto preoccupante: perché non se l'aspettavano.

Perché temevano di andare incontro al solito disco rotto. Perché questo Raw è diventato talmente uguale a se stesso da diventare stucchevole. E se si lascia andare per conto proprio un disco rotto, magari poi riparte e produce una melodia fantastica.

Ma nessuno la sente, perché tutti hanno lasciato il disco a girare da solo. Questo è davvero un peccato, ma può essere anche un punto di partenza. Le risorse per risollevarsi questo Raw ce le ha. Ora è il momento di sfruttarle.

Innovare. Uscire dal seminato. Abbandonare la palude. Dare spazio ai propri talenti e lasciarli liberi di mostrare le loro qualità. Solo in questo modo altri bei capitoli come quello semi dimenticato di lunedì scorso possono permettere a un brutto romanzo di cambiare il proprio destino e diventare un best seller.

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