APRON RING

Focus on: Brock Lesnar, the Next Big (No)thing

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by Federico Gatto

Cosa accade quando una cintura di scarso prestigio incontra un mostro in declino?

Brock Lesnar è l'esempio di come una gestione pessima possa demolire anche una reputazione eccellente guadagnata negli anni. Al suo ritorno nel 2012 il il pubblico faceva tremare le arene solo al suono della sua musica d'ingresso per poi farle esplodere al momento della sua comparsa sullo stage.

Il distruttore per eccellenza, la minaccia incombente per ogni altro wrestler, colui che quando metteva piede nel ring incuteva timore a chiunque. Il lottatore più estremo, a maggior ragione in mezzo ai vari esponenti dell'era PG.

Poi qualcosa è cambiato. La federazione si è adagiata sugli allori di quella reputazione al punto non solo da non rinnovare la varietà dentro e fuori dal ring del lottatore di Minneapolis, al contrario togliendo gradualmente ogni freccia dal suo arco rendendolo sempre meno vario.

Eat, sleep, suplex, conquer, repeat. Repeat. Repeat. Repeat. Over and over again. La situazione attuale delinea Brock Lesnar come uno degli atleti più monotoni e prevedibili ed è cambiato anche il ritmo dei suoi incontri, un tempo serratissimo.

Ora la combinazione pugno/carica da football all'angolino/suplex/F-5 sta risultando stucchevole a molti. E come biasimare chi non riconosce in un lottatore così noioso il simbolo della federazione quanto piuttosto la star più blasonata? Quando lotta, sia chiaro.

Perchè nel peggiore dei casi l'assenza di mesi crea un'aspettativa che viene puntualmente delusa dal solito personaggio che fa le solite cose e fa dire al suo pupazzo da ventriloquo gli stessi slogan, perchè ormai Paul Heyman si esprime solo a frasi fatte d'impatto (scemato nel tempo) e minacce (che ormai non impauriscono più nessuno), magari iperboli assurde per descrivere le gesta del suo assistito e li si sprofonda nel ridicolo.

Tremendo spreco di un lottatore atleticamente valido e di un manager dal carisma immenso. Here comes the gain! Aggiungiamo come ciliegina sulla torta il fatto che il sindaco di Suplex City percepisce uno degli stipendi più alti in WWE ed ecco che il semplice disappunto diventa risentimento.

Come potrebbe non esserlo dato che la federazione è piena di superstar che lottano tre match a settimana e guadagnano dieci volte meno? La reputazione è come una riserva alla quale si può attingere, ma ancora per poco, per salvare la faccia al campione di Raw e alla sua cintura che sta subendo una gestione pessima da quando è stata creata.

Il peggio che si possa fare al titolo universale è farlo sparire dalla circolazione per mesi, proprio quando poteva finalmente acquistare valore con un campione di quel calibro. Nemmeno un anno di vita e la cintura rossa è già stata resa vacante, screditata, criticata, fischiata, sulle spalle di campioni provvisori e adesso sparisce pure.

Il prestigio si ottiene con gli incontri memorabili e i regni emozionanti. E questo vale sia per la Bestia che per il suo giocattolino luccicante color fuoco. .

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