The Prizewriter - NXTNA vs AEW: è guerra fredda

Storie di alleanze, porte aperte e colpi bassi.

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - NXTNA vs AEW: è guerra fredda
© WWE YouTube/Fair Use

Ciao amiche ed amici di WorldWrestling!

Il tema del momento è sicuramente l’accordo fra WWE e TNA.

C'era una volta la WWE contro il resto del mondo. Con quest'ultimo obliato, trattato irrimediabilmente come inferiore: un fastidio.

Non si poteva osare nemmeno nominare qualsiasi fatto/evento/nome al di la della porta proibita; chi la oltrepassava vedeva il proprio passato, la propria caratterizzazione, il nome di battaglia stesso, cancellati dalla memoria, con il rischio concreto di esser snaturat@ o rese anonim@, ed infatti sono tanti i nomi di chi in WWE non ha sfondato (eufemismo).

In questo clima di dominio incontrastato, un vero e proprio soliloquio, il malcontento serpeggiava, dentro e fuori la fed...

Ciò portò ad una vera e propria rivolta, e alla fondazione della AEW, unendo il meglio delle indies e degli epurati di Stamford, in aperta antitesi alla stessa WWE. Con un nuovo modus operandi di apertura a collaborazioni, e la porta proibita sfondata a calci.

il vento è cambiato...

Oggi è la AEW ad aver raccolto il malcontento generale, per la endemica mala gestione, e la scorrettezza nel suo modo di agire, invece sempre mirato ad attaccare verbalmente ed on screen i rivali.

In questo clima di aperta concorrenza fra federazioni la WWE sembra avere preso il largo.

Nel momento, non casuale assolutamente, della celebrazione annuale fra la collaborazione fra All Elite ed NJPW, la WWE attua una virata di strategia senza precedenti.

In verità l’unico precedente lo ricordiamo agli albori della federazione di Khan, che piazza AEW Dynamite il mercoledì, sfidando apertamente Stamford ed il suo show di Wrestling. La battaglia è indetta contro un NXT rimpolpato di talento dal main roster, per fronteggiare la neonata rivale, ma sconfitto sul fronte dei ratings. Cosa che ha portato ad un ritorno alle origini del brand giallo-nero, come fucina di talenti e di intrattenimento, ed all’abbandono della sua aura di terzo brand, e soprattutto allo spostamento al martedì.

Ma ora sono passati 3 anni, ed è tutta un'altra storia.

La WWE ha il vento in poppa, mentre la AEW sta affondando in termini di gradimento dell’opinione pubblica, complice, a mio avviso, soprattutto la vicenda di un vero innominabile (McMahon style), che ha smascherato le lacune a livello di gestione della fed di Jacksonville , ed ha ripulito, con il suo solo passaggio di casacca, l’immagine della WWE stessa, ora anche portatrice di perdono.

Triple H è furbo, assassino cerebrale di nome di fatto, ed è riuscito nell’opera: ha ripulito l’immagine della WWE e lo ha fatto eliminando, almeno apparentemente, tutte le più grandi criticità dell’era McMahon.

Ed ora il colosso ha carpito il momento, annusato il sangue nell’aria e prepara il suo contrattacco.

Dopo avercelo fatto annusare, sempre in salsa femminile, con l’ingresso alla Royal Rumble della campionessa (annunciata come tale) della TNA, con Mickie James prima e poi con Jordynne Grace, adesso si passa all’azione vera e propria.

Un vero e proprio colpo basso della WWE nei confronti della AEW.

Attacco strategico che risulta molto più efficace delle frecciatine e delle sparate dei wrestler e dei quadri dirigenziali AEW: la presunta libertà creativa; la millantata rinascita di molti wrestler, con tanto di vite salvate; gli slogan autocelebrativi.

Dilettanti vs ...allo sbaraglio

L’hype per NXT ora è ritrovato, grazie ad una sapiente gestione di Shawn Michaels, che lo ha reso uno show frizzante, per giovani, per non dire ragazzini, ricolmo di prestanti atlet@ di bella presenza, pres@ dai college, con gimmick macchiettistiche e temi da soap opera. Quanto di più distante possibile dal proprio glorioso passato da bettola dei nerd (qualcuno ha detto Sickos?) del wrestling, approdo di wrestler navigati delle indies, con un focus preponderante sul lottato di qualità e sulle trame a lungo termine. Esattamente quello che dovrebbe essere la AEW oggi (che però pecca nella seconda parte)

Aggiungiamo alla già riuscita ricetta il gusto per la novità, con l'apparizione delle (poche invero) sensazioni che l'altra federazione ha da offrire, ed il piatto sarà sicuramente riuscito.

Da parte della WWE, la collab colla TNA è una mossa di fine strategia bellica.

La WWE non ha nulla da guadagnare nel fare vedere i wrestler della TNA. Molti sono suoi scarti, alcuni palesemente inguardabili come Dana Brooke o Matt Hardy, altri sprechi decennali sui quali mai si e puntato nulla come un Dolph Ziggler o un Mustafa Ali.

La mossa è tutta per farsi vedere munifici nell’offrire un palcoscenico maggiore ad una realtà più piccola, e non considerata pericolosa, come la TNA, e fronteggiare apertamente la All Elite, proprio quando è più vulnerabile, a picco nel gradimento, proprio per fare risalire la TNA, che invece ha tutto da guadagnare nel mostrare anche solo i giovani virgulti del Performance Center.

Paradossale è stato il vedere la scena di NXT con Cody che guarda Lexis King, Ethan Page e Shawn Spears (se contiamo ancehe Jade, già apparsa ad NXT). Tutti i passaggi da AEW a WWE in un colpo solo. Nello show di sviluppo.

I numeri del martedì e la guerra che la WWE sta vincendo

I numeri del martedì ultimamente sono straordinari, e segnano il sorpasso di NXT alla AEW, come già avvenuto, con i ratings delle ultime puntate superiori a quelli di Dynamite. Ed il debutto della social media megastar Joe Hendry con più visual di MJF, che ritorna a Double Or Nothing.

La WWE è attualmente su un altro piano rispetto alla federazione di Khan, e sceglie di fronteggiarla alleandosi con la TNA, Tutto questo senza neanche bisogno di scomodare il proprio main roster, unendo le forze con una ex rivale ora innocua e decaduta, che possa andare a scalzare la AEW come seconda forza del wrestling americano.

La gara non è neanche lontanamente per il primo posto, bensì per il secondo.

I due blocchi rivali di dirimpettai - con tanto di rispettive porte sfondate - che vanno così a comporsi nel pianerottolo del wrestling vedono due federazioni in forma come WWE e TNA contro due malconce come AEW ed NJPW (che ha lasciato i suoi migliori alla alleata, senza regalarle nessun salto di qualità…).

Il ritorno al monopolio, se mai ce ne sia stato un vero allontanamento, appare molto vicino...

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