The Prizewriter - WrestleMania XL: The Dark side

Mentre il mondo ne tesse le lodi, qualcuno trama nell'oscurità...

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - WrestleMania XL: The Dark side
© wwe/fair use

Disclaimer: le sensazioni riportate in questo pezzo sono strettamente personali e, nel godimento più estremo di chi scrive, difficilmente condivisibili. L’ambito di un editoriale, come questo, permane quindi quello soggettivissimo dell’opinionismo. Quella che udite è la Voice of the Voiceless. L’intenzione di chi scrive, come sempre ma più che mai, è quella di essere perturbante, di insinuare il dubbio e di infiltrarsi nelle certezze di chi legge.

Buona lettura!! (Bacini dal vostro PrizeWriter)

È passata la stagione di WrestleMania, e tutto va bene.

Almeno così sembra.

- Sì, Cody ha finito la storia. E sono di pessimo umore. -

La chiusura del sipario sulla vetrina degli immortali porta con sé una ventata di ottimismo da me non condiviso, come noto imperterrito ormai da qualche anno, nelle - trionfanti - recensioni, negli sperticati elogi sparsi ai quattro venti.

Qualcuno a cui sono infinitamente grato e devoto ebbe l'ardore di coniare il termine: "pr*stituzione intellettuale"... Andrei oltre, ma poi mi spengono il microfono.

Salire sul carro...

Come se non bastasse la solita, trita e ritrita, retorica on screen, quella che rende ogni WrestleMania la più grande di tutti i tempi, anche i fan (mark?) del colosso dell’entertainment si trasformano in devoti aziendalisti, pronti ad incensare la nuova edizione più della passata, ma meno della seguente.

Quella che agisce qua, a mio modesto parere, è la concettualizzazione di assuefazione alla mediocrità cara a (e sotto copyright di) chi vi scrive quando parla di WWE.

Lungi (ma non troppo) da me derubricare tal edizione come mera monnezza, ma questa si rivela ai miei occhi severi una edizione abbastanza dimenticabile, assolutamente su un altro pianeta rispetto agli altri decennali, specialmente la 20 o la 30, ma a mio modesto parere anche della scorsa.

Non si può giustificare cotanto entusiasmo quando i match che contano sono cosi sporadici in un mare di improvvisazione ed approssimazione, e non basta una folta chioma ad elevare tutto il sottobosco.

Storie, dove?

Gli stessi devoti della WWE sono soliti accusare il wrestling non mainstream, ed in particolare quello d’Elite, per una presunta assenza di storie.

Bene in questa 40esima volta le uniche storie degne di tale nomea riguardavano i titoli principali, e poggiavano tutto sulle capacità di due veterani di trascinare letteralmente le nuove generazioni.

A mio severo giudizio, su una decina di match, gli unici con un'impalcatura narrativa soddisfacente erano quelli titolati massimi.

Tutto il resto (questo è sempre il mio personale giudizio) è abbastanza un tappabuchi, un qualcosa di non all’altezza della grandezza di WrestleMania.

Ok: comprendo sia difficile riempire due serate di match per ficcarci pubblicità, ovunque. Nei promo, nei replay, adesso anche negli schermi a bordo ring, nelle entrate dei wrestler, dalle cuffie dei cronisti ed anche sullo stesso ring (ERESIA!) .

Non so voi, ma visto che i soldi non li guadagno io, non la accetterò mai.

Almeno servissero ad avere un team creativo degno di questo nome…

Storie, come?

Tornando alla critica dei tifosi della WWE al resto del Wrestling, di solito viene sputata melma sul no selling presunto di questi match.

Forse sfuggirà loro che il match di Sami Zayn e Gunther, comunque nettamente il migliore delle due serate, sia stato infarcito da un no selling marcato di Sami, che ci ha anche vinto.

Stesso discorso vale per l’opener di notte due. Ok che storicamente l’hanno affrontato entrambi, ma Brock Lesnar non l’ho visto sul ring. C’erano due grandi contendenti, e grandi potenzialità… Il match invece pareva una di quelle esibizioni di finisher alle quali cì ha abituati la bestia.

Circa 10 mosse finali a testa, chi si rialza come se nulla fosse da uno stomp sui gradoni, e via verso l’incasso del leader di un gruppo tragi-comico che la sera dopo si trova già ampiamente inadeguato in queste vesti.

I match titolati femminili poi, che ci dovevano scaldare, si presentano come sufficienti e poco più.

Molt@ si stanno strappando i capelli per i main event, giudicati addirittura da 10

A parte che io, grazie a The Rock soltanto, ho trovato molto meglio quello della notte uno, credo che un vero match da main event di WrestleMania sia un’altra cosa.

Consiglio di riprendere un qualsiasi match di Shawn Michaels per rinfrescare cosa vuol dire essere Mister WrestleMania davvero.

Psicologia? Poca...

Altro che l’ammucchiata alla Avengers cui abbiamo assistito.

Ho trovato invero le due contese ripetitive, ridondanti, con sequenze viste, già viste e riviste.

Circa 8 finisher subite a testa, la sagra del no selling. Un finale di regno molto sottotono per il capo tribù: sembrava quasi non gli importasse di veder finire il proprio regno, dopo aver fatto poco o nulla per raccontare qualcosa nel corso del match.

La stipulazione Bloodline Rules non fa che sfavorire la Bloodline stessa, con interventi a mio modo di vedere piuttosto fanservice e illogici, che relegano Kevin Owens ma soprattutto Sami Zayn fuori dal match, con un Undertaker che invece dire che c’entri è piuttosto pretenzioso.

L'autorità di The Rock poi dove è finita?

Ti regalo il gettone

Se pensiamo poi alla AEW viene subito in mente la tendenza ad infarcire i ppv con match a squadre improvvisati dell’ultimo momento, o assurdi spotfest con decine di uomini sul ring at the same time, ove regnano confusione e mancanza di idee.

Qualcuno ha detto ladder match per i titoli di coppia (e se vincono Austin Theory e Grayson Waller dove è la storia?), Final Testament vs The Pride, afro-americane contro giapponesi (non l'ho bookato io così, ma così è stato proposto: perdonatemi)?

I match titolati femminili poi, che ci dovevano scaldare, si presentano come sufficienti e poco più.

Salvatori della patria?

Abbiamo poi il fondo toccato con la retorica più squallida. Quella del vogliamoci tutt@ bene.

Ma si, il Vecchio e le nefandezze compiute sono roba passata.

Retorica di questo "nuovo" Paul Triple H Levesque, a suo insediamento - invero - già avvenuto da anni.

Hunter che tanto ho amato ed apprezzato da heel, quanto ho trovato sempre inadeguato nelle vesti del face.

E che poi, se davvero teneva così tanto ad un lieto fine, dove era in questi 4 anni di regno del terrore?

Lui, come tutti quelli che si sono riscoperti puri ed altruisti, dopo avere visto, rimanendo inermi, i sogni dei loro fratelli spezzati per quasi un lustro.

Un nuovo inizio, apparente, che serve solo a cancellare gli errori del passato.

Cody Rhodes che rimane ai miei occhi pomposo e odioso anche da campione, con un regno che ha già stufato solo nei festeggiamenti.

E che deve ringraziare soltanto The Rock per il suo successo, una luce riflessa, destinata a trasformarsi in un buio pesto di interesse appena il Final Boss tornerà ad Hollywood…

La Sanremo del wrestling

Un prodotto ormai vendutosi ad esigenze commerciali e pubblicitarie, per la gioia dei fan commercialisti, e la delusione dei fan puristi.

Quelli che in netta minoranza vengono negletti dal Best for Business...

L’Arte, la Qualità, messe in secondo piano: siamo in presenza di un Colossal, un prodotto, per carità, di successo, e volutamente generalista.

Mentre quello d'autore è di scena altrove, come sempre in palcoscenici più piccoli.

PS (da leggere velocemente ed in sequenza): Nessun redattore è stato maltrattato nella stesura di quanto avete letto. Siete liberi di rifarvi sull’autore e solo su di esso. Questo pensiero non vuole essere rappresentativo della linea editoriale del nostro beneamato sito. Abbasso Cody campione.

Wrestlemania
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