Dirty Deeds - Verità scomode: CM Punk, Seth Rollins, Drew McIntyre, un dovuto grazie

I tre non solo hanno rivitalizzato una storyline e un titolo alla deriva, ma hanno anche fatto tornare adulta una WWE piegata da storie di redenzione ormai troppo infantili.

by Marco Enzo Venturini
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Dirty Deeds - Verità scomode: CM Punk, Seth Rollins, Drew McIntyre, un dovuto grazie
© WWE on USA Network / Fair Use

Un match minore per un titolo assoluto? Ok: provate a dire qualcosa dopo la puntata di Raw andata in onda davanti a un pubblico di Chicago che quasi non credeva ai propri occhi per quello a cui stava assistendo. Lo scorso lunedì sera ha scritto un piccolo ma estremamente significativo capitolo di storia per l'intera WWE, tanto che qualcuno (giovani, soprattutto, ma non solo) non hanno esitato a definirlo il migliore Monday Night della storia del wrestling. Di chi è il merito? Di CM Punk, Seth Rollins e Drew McIntyre: certo. Ma anche e soprattutto di chi ha dato loro modo di esprimersi al massimo delle rispettive possibilità. Senza vincoli.

Il macrosegmento tra CM Punk, Seth Rollins e Drew McIntyre, fase dopo fase

L'obiettivo del macrosegmento durato oltre venti minuti era chiaro: Roman Reigns e la sua Bloodline, Cody Rhodes e il suo Finish the Story si stanno inglobando WrestleMania XL. Tanto da coinvolgere anche un Seth Rollins che dovrebbe teoricamente essere concentrato solo sulla difesa del suo titolo. Quel World Heavyweight Championship di cui è al momento l'unico detentore sin dalla sua reintroduzione. Come fare, però, ora che l'orologio ticchetta inesorabile? Semplice, e al contempo complicatissimo: prendere tre grandi protagonisti del ring, ma soprattutto tre mostri di carisma, e lasciarli liberi di dare il meglio di loro stessi.

A iniziare è stato inevitabilmente il padrone di casa: quel CM Punk che a Chicago potrebbe dire o fare qualunque cosa, e sarebbe venerato lo stesso. Quindi ha fatto capolino Drew McIntyre, colui che in assoluto sta arrivando a WrestleMania XL nelle migliori condizioni dell'intero roster, dal punto di vista sia atletico che di scrittura (sì, forse anche meglio addirittura di The Rock). E, soprattutto, colui che nella sostanza ha estromesso proprio Punk dallo show dell'anno. Ultimo ma non ultimo, il campione. Anche lui acclamatissimo dal pubblico, ma messo per l'appunto in ombra dalle "grandi storie" raccontate a SmackDown. Serviva dunque una prova di magnificenza anche da parte sua. E Seth Rollins l'ha data.

Chiaro lo schema del lungo confronto verbale tra i tre: prima un monologo di CM Punk, in un bagno di folla che l'amore della sua gente ha reso nella pratica un corroborante idromassaggio. Quindi lo scontro dello Straight Edge con McIntyre. Dopo l'arrivo di Rollins, Punk contro Rollins mentre Drew si defila. Ma ogni tanto interviene, con quella vena da disturbatore che sta facendo impazzire tutti da settimane. Infine il faccia a faccia tra i due rivali di WrestleMania, mentre il "terzo incomodo" si allontana.

Una sceneggiatura perfetta.

Perché Raw ha funzionato così bene

Ma com'è stato possibile mettere in piedi una perla tanto preziosa quanto (per il momento) rara? Anche qui la risposta è parecchio complicata e al contempo maledettamente semplice.

Basta lasciare i performer liberi di poter tirare fuori quello che hanno davvero da dare. E che fin troppo spesso viene limitato, per rispettare vincoli di cui non è esattamente chiaro chi possa beneficiare. E, soprattutto, essere liberi di essere uomini. Adulti. Che non hanno alcuna intenzione di perdersi dietro a delle storielle.

Non è un segreto che i tre siano stati lasciati liberi di improvvisare, seguendo solo una linea di massima sul discorso da impostare, e poi metterci dentro ciò che volevano. Non è un segreto che, per garantire loro tutto questo, Raw abbia perso altri segmenti. Freganulla. La cosa importante è che tutto ha funzionato, tutti hanno funzionato, e da lunedì scorso tutti abbiamo la sensazione di respirare di nuovo aria pulita.

Finalmente.

Perché in una Road to WrestleMania di campioni assenti e sfidanti mossi da storie fin troppo infantili, CM Punk, Seth Rollins, Drew McIntyre ci hanno fatto tornare voglia di WrestleMania. Ci hanno fatto tornare voglia di wrestling. Perché lo hanno reso di nuovo adulto, come prima di loro aveva forse fatto proprio The Rock (tracciando la strada a tutti?). Se così fosse: grazie. In ogni caso, anche per questi tre straordinari interpreti del lunedì notte, quelli che hanno ridato spessore alla WWE, un ringraziamento è quantomeno dovuto.

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